Tenuta Nuraghe Crabioni.
Dalle dolci colline di Sorso...

La Società Tresmontes, titolare del marchio Nuraghe Crabioni nasce nel 2003 dal desiderio di fare impresa sul territorio. La produzione di vini di qualità destinati ad un pubblico attento ed esigente è l’obbiettivo che l’azienda si pone attraverso l’utilizzo delle proprie risorse naturali ed umane.

La peculiarità dei suoi terreni particolarmente adatti alla coltivazione della vite e la complicità del clima sono i punti di forza sui quali l'azienda innesta l’alta professionalità di tecnici e collaboratori. l 35 ettari di proprietà dell`azienda, sui quali sorgono anche la cantina e le altre infrastrutture si affacciano...

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Cavatappi d'idee
Arte diffusa nelle vetrine di Oristano

Riportare il gusto della Vernaccia nelle strade di Oristano e nei paesi della Valle. Se i produttori non la producono e i distributori non la distribuiscono, forse quando sarà la gente a chiederla con insistenza anch’essi la riscopriranno. Come fare? Ringiovanire l’immagine della Vernaccia attraverso l’arte, Artisti “di tutti i sensi” creeranno un’opera ispirata alla Vernaccia e, sul finire di luglio, si farà, una mostra, detta “Cavatappi d’idee” per riportarla tra la gente.

Oristano: Venerdì 18 giugno - Sabato 10 luglio 2010.

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Dominus, l'oro del Sinis. L'ultimo nato
in casa Vini Evaristiano

Dominus, ottenuto da uve moscato è il vino passito che completa la gamma dei nostri prodotti. Ottenuto da uve stramature, appassite in pianta, ha richiesto particolarissime attenzioni vista la tipicità delle produzioni biologiche. Il sole e il vento che accarezzano i nostri vigneti hanno contribuito a formare le condizioni ottimali per l'appassimento delle uve. La macerazione lenta e un breve periodo trascorso in immersione sulle bucce ha favorito l'estrazione dell'oro del Sinis. Il buon tenore alcolico s'inquadra in una cornice delicata e morbida favorita anche da una buona concentrazione di glicerina. Da consumarsi in momenti importanti, DOMINUS "DI...VINUM" QUOD CORPUS ET ANIMUM LAETIFICAT...

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Cannonau a confronto! Il primo sondaggio su lestradedelvino.com

Per il primo sondaggio delle stradedelvino.com non potevamo che scegliere il vino principe dei Sardi: Il Cannonau. Il Cannonau, vitigno a bacca rossa, diffuso in tutta l'isola viene considerata da sempre l'uva più rappresentativa della Sardegna, ed appartiene alla storia e alla cultura vinicola della nostra regione. Prendiamo in esame quattro Cannoanu prodotti a Mamoiada, paese della Sardegna al centro della Barbagia: "Mamuthone della Cantina Giuseppe Sedilesu", "Barrosu" della Cantina Giovanni Montisci, "Lakana" della Cantina Giampietro Puggioni e "Fittiloghe" della Azienda Vinicola Fittiloghe. e un quinto Cannonau prodotto ad Orgosolo dalle Cantine di Orgosolo, l'Urulu...

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9 Giugno 2010 2 Commenti

Phylloxera Vastatrix: La grande peste dell'800.

Il male che mutò l'aspetto della viticoltura in Europa

E fu dramma. Gli occhi sbarrati guardavano la forza della vita messa a tacere da un male che non aveva forma. Incredulo vide in ginocchio tutto il suo mondo. La cura per ogni singolo ceppo, la dedizione, l'arte nell'impalcare ogni tralcio, la finezza della sua tecnica, non erano state sufficienti. Chi poteva volere un si tanto sfascio. Quale maleficio e quale sgarro agli Dei per tutto quel dolore. Pianse... e le lacrime bagnarono un'incolta barba bianca. Vieni figliolo... qui... non abbiamo più da fare.

Provincia di Como 05 giugno 1879. Si riscontrò la presenza della Phylloxera Vastatrix (Fillossera).
Fu il primo caso in Italia. Già da qualche anno si temeva visto l'aumento dei traffici mercantili da e verso le Americhe, che la Fillossera potesse colpire anche i vigneti europei. I primi campanelli d'allarme ci furono in occasione della comparsa dell'afide nel sud-ovest della Francia qualche anno prima (Arles, Provenza 1863). Primo caso in Europa. Il futuro di una viticoltura in espansione e in costante evoluzione, il fiorente mercato del nettare degli Dei si avviò lentamente verso uno dei periodi più difficili della sua storia. Solo pochi intuirono la gravità di ciò che stava per accadere. E fu dramma.

Seduti accanto al camino. La fiamma dello stesso si rifletteva sulle pupille del vecchio che, al contrario, dai suoi occhi l'aveva persa. Di fianco il figlio nel fiore della sua giovinezza s'interrogò sul perché le piante morissero in tale maniera . Si ripropose di portare, il giorno seguente, un ceppo malato da un agronomo che , a detta degli amici della locanda, viveva in un paesino a circa mezz'ora di cammino. Lui avrebbe saputo cosa fare. Ma intanto per quell'anno dovettero dire addio al raccolto e per le loro tasche niente di buono, solo il dolore della fatica spesa in vano.
La malattia si diffuse rapidamente in tutta Europa e in poco meno di un decennio la superficie vitata venne dimezzata. Intanto i dottori agrari studiarono tecniche e medicine adatte al male che mise in ginocchio interi paesi, economie e intere famiglie.

I vigneti che all'epoca, impiantati “franchi di piede” (tutta la pianta era della stessa varietà, es. Cannonau ; Carignano; Vernacula) dovettero essere estirpati e reimpiantati utilizzando la tecnica dell'innesto. Detta tecnica, consisteva nell'impiantare varietà americane (Es. Vitis Lambrusca, V. Riparia e V. Rupestris) il cui apparato radicale era immune alla Fillossera e su di esse “innestare” il “gentile” ossia varietà di uva da vino o da tavola (es. Cannonau ; Carignano; Vernacula ecc.. In pratica si ottenne la radice del Lambrusca con la chioma del Cannonau.

I giorni si fecero anni e le fatiche si fecero sentire nel corpo e nell'anima.

La scienza comprese diversi aspetti del piccolo nemico, si scoprì che non agiva in territori troppo freddi per via del clima o in ambienti troppo caldi e terreni sabbiosi. Ne studiarono i cicli vitali e compresero che li compiva a breve distanza l'uno dall'altro ma sopratutto capirono che il secondo era letale... Gli sforzi dell'uomo furono immensi, la sua stessa genialità lo fece sopravvivere. Gli anni passarono in fretta e il giovane divenne presto adulto. Fece tesoro degli insegnamenti del padre. Oggi i suoi occhi si posano sul sole morente che bagna di rosso la vallata. Le viti crescono prospere e il raccolto quest'anno sarà favorevole. Le sue mani portano i segni di una vita spesa tra la lussuria della natura e la guerra delle stagioni.

Fa roteare il rosso nettare sul fondo del bicchiere, accosta il naso con naturale gestualità, socchiude gli occhi. I suoi sensi si inebriano del profumo che attraversa le sue narici leggermente aperte e insaziabili. Si nutre del piacere dato da quei profumi, apre gli occhi, la bocca e lascia che qualche goccia bagni le sue labbra. Mentre il vino accende nuovi sensi e nuove sensazioni il pensiero va al suo amato padre... e le lacrime bagnano un'incolta barba bianca.

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Il sito web aziendale per una Cantina come per altre attività può essere considerato uno strumento imprescindibile per ottenere un contatto diretto con il consumatore, quest'ultimo ha l’interesse a ricevere aggiornamenti sui prodotti, servizi offerti, le promozioni, news e avvenimenti legati al produttore.

Il sito web è uno strumento privilegiato (molto più di quello cartaceo) per ottenere visibilità ed entrare in contatto con consumatori altrimenti difficilmente raggiungibili. Essere visibili significa poter far conoscere la propria azienda e i propri prodotti al mercato nazionale ed internazionale. Quindi aver in mano un efficiente strumento di comunicazione per ampliare il proprio business e acquisire nuovi clienti, rafforzando la propria immagine aziendale nonchè soddisfando le esigenze del consumatore.

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Vino e salute: un binomio che potrebbe sembrare strano dopo che i max media hanno impostato una massiccia campagna contro l'uso degli alcolici, ma che strano non è solo se si considera la differenza tra l'assunzione moderata di vino e il consumo di super alcolici in cui l'effetto, senz'altro negativo, dell'alcool sull'organismo che lo assume si percepisce immediatamente. Il vino è infatti una bevanda naturale ricca di componenti che possono dare un contributo importante nel corso di una corretta alimentazione come viene appunto dimostrato dalla prof.ssa Carlotta Satta, nel suo saggio "Il vino e la salute".

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Oristano - lo scorso venerdì 21 maggio 2010, presso l'Auditorium San Domenico, si è tenuto l'atteso convegno "I vini alternativi: dal biologico al biodinamico", realizzato nell'ambito del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia della Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Sassari (sede di Oristano), in collaborazione con Consorzio UNO, Assoenologi Sardegna e Camera di Commercio di Oristano. I lavori sono stati coordinati dal Presidente del corso di laurea, Prof. Giovanni Antonio Farris.

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Spesso si sente parlare di vini biologici ma in realtà cosa sono questi vini? Cosa differenzia un vino biologico da un vino normale?
Innanzi tutto occorre fare una doverosa precisazione di carattere puramente scientifico. Tutti i vini provenienti da uve sono di fatto vini biologici in quanto lo è la materia prima utilizzata. La normativa in questo senso è molto chiara, infatti non troverete mai scritto su una bottiglia “vino biologico” bensì troverete “vino ottenuto da uve da agricoltura biologica” (che noi per comodità chiameremo “vino bios”). La normativa attualmente in vigore disciplina le pratiche colturali ammettendo solo prodotti di origine naturale e vieta l'utilizzo di prodotti di sintesi, mentre non esiste una normativa comunitaria che disciplini le pratiche di cantina per i vini di questo tipo.In buona sostanza chi decide di produrre vini bios deve affidarsi ad un organismo di controllo che certifica tali produzioni attraverso sistemi di tracciabilità. A difesa del consumatore ci sono poi gli organismi di controllo statali preposti ad effettuare i dovuti controlli di tipo qualitativo e di tipo amministrativo sul vino prodotto.

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Di vino nelle nostre rubriche se ne parla molto, a tale proposito vorrei che venisse messo in relazione ad un’altra bevanda alcolica che noi sardi amiamo moltissimo, la birra. Guardando le classifiche di consumi nazionali procapite di birra possiamo esclamare che i sardi sono i più grandi bevitori di birra in Italia, appassionati e competenti. Negli ultimi anni si sono moltiplicati i corsi di degustazione e le associazione allo scopo di accrescere le competenze in merito alla produzione e alla degustazione. Da un pò di tempo, inoltre la nuova tendenza è farsi la birra in casa, qui non occorre essere proprietari terrieri, ma grazie anche ad internet possiamo farci spedire i kit con le attrezzature necessarie e i malti a seconda delle esigenze.

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La coltivazione della vite e quindi il consumo di vino a Cagliari è noto agli archeologi sin dai Cartaginesi, alcuni ritrovamenti nella città hanno inoltre riportato alla luce statue dedicate a Dionisio e Bacco di origine Romana che né testimoniano il culto.
Le notizie sui Templari sono frammentarie in quanto dopo lo scioglimento del 1321 si tentò di cancellarne la memoria distruggendo documenti e creando falsi storici. A Cagliari arrivarono intorno al dodicesimo secolo, la città in quell’epoca era ubicata fra lo Stagno di Santa Gilla e la base del colle di Castello, edificata in età bizantina e alto medioevale, il cui cuore pulsante era il rione di Stampace in cui si riscontrano diverse testimonianze del loro passaggio. A loro come consuetudine dell’epoca vennero fatte diverse donazioni fra cui diverse vigne. Ricordiamo che il vino era ed è considerato dai cristiani il sangue di Cristo ed è utilizzato nella Santa messa.

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La Vernaccia di Oristano è un vino a cui tengo moltissimo portabandiera dell’enologia sarda del mondo, un po’ trascurato in patria.
Mi è capitato spesso di parlare con i produttori e purtroppo le considerazioni sono unanimi, la Vernaccia si vende poco e alcuni produttori ormai la producono in piccole quantità come D.O.C. destinano la gran parte delle uve alla vinificazione di un vino giovani immediati e profumati, adeguato ai gusti moderni con la denominazione I.G.T. La sopravivenza di questo prodotto e affidata ormai a pochi produttori appassionati, in quanto oggi non è semplice tenere un prodotto dormiente per anni in cantina senza vederne i frutti economici in tempi brevi.

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Ciao a tutti, anche la 44a edizione del Vinitaly è andata. Lo stand della Regione Sardegna in cui spiccava la scritta “Sardinia Isula Vini” è sempre stato per tutta la durata della manifestazione preso d’assalto da curiosi e operatori. Oltre alla visita delle autorità regionali, Presidente della Regione Ugo Cappellacci e Assessore dell’agricoltura Andrea Prato che ha presentato tra l’altro un libro dal titolo”Meglio un contadino laureato che un avvocato disoccupato” abbiamo avuto il piacere di ospitare proprio nel nostro stand dell’Associazione Italiana Sommeliers Sardegna il Ministro dell’agricoltura Zaia che ha elogiato la crescente qualità dei prodotti provenienti dall’Isola.

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Dopo il successo ottenuto nell’ultima edizione del Vinitaly 2009, ecco il bilancio della partecipazione delle cantine Sarde al "Salone Internazionale del vino". Ad aggiudicarsi la prima edizione del Premio speciale “Vinitaly Regione 2010” - novità introdotta quest’anno per premiare il produttore di ogni regione italiana che ha ottenuto il miglior risultato in base alla somma dei punteggi più alti riferiti ai tre migliori vini che hanno ottenuto la Gran Menzione è stata la Mesa S.a.s. di Sant'Anna Arresi (CI).  Di  seguito elencati tutti i vini premiati al Concorso Enologico Internazionale 2010 tenutosi a Verona dall'8 a lunedì 12 aprile. Quest'anno nessuna medaglia messa in carniere ma ben 34 Gran Menzioni sono state aggiudicate ai vini provenienti dalla nostra regione.

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Aperto Mercoledì 19 Maggio 2010

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