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19 Luglio 2016

Barbera sarda: il racconto di un giovane enologo

Facciamo qualche premessa a scanso di equivoci.

Di questo vitigno non conosciamo con certezza la sua provenienza, l’unico punto fermo è che non c’è nessun legame parentale con l’omonima Barbera piemontese.

La Barbera Sarda è stata classificata nel 1971 nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, ed è presente nella collezione nazionale italiana di Conegliano Veneto e in quelle regionali della Sardegna gestite dall’Università di Sassari e dall’ AGRIS e grazie all’esame genetico si è stabilito la vicinanza genetica tra Muristellu e Bovale sardo.

In genere si tende a considerarlo come vitigno secondario destinato a produrre dei semplici vino da taglio: ma sarà veramente così?   

Abbiamo deciso di porre alcune domande a Gian Piero Saccu, giovane enologo della Cantina Fraponti, che si sta cimentando con ottimi risultati nella vinificazione in purezza di questo vitigno. Un enologo che nonostante la giovane età, ha già un’ottima esperienza maturata sul campo, e una visione del mondo del vino a 360 gradi.

Ciao Gian Piero, in base alla tua esperienza personale che pensiero hai sulla Barbera sarda?

Decisamente positivo, credo che abbia un incredibile potenziale, a maggior ragione se pensiamo che praticamente la sua storia è interamente da scrivere.

Solo piede americano? Ha bisogno di particolari cure in vigna?

Solo piede americano! La tessitura dei terreni non permette la coltivazione a piede franco. Anche se potete tranquillamente chiedere ad Antonio Perra (titolare di Fraponti ndr) la storia del loro vecchio vigneto di barbera a Molentargius. Li era sabbia di mare e piede franco!

In vigna non richiede tantissime attenzioni, è un vitigno rustico quindi abbastanza resistente e versatile a varie condizioni. La sua particolarità che può essere considerata sia un pregio che un difetto (solo per alcuni) è la bassa fertilità, che ci garantisce una ridotta produzione senza necessità di diradamenti.

Se parliamo di territorio, nel caso di Fraponti, cosa conferisce a quest’uva?

Il terroir di Fraponti di per sé conferisce un po’ a tutti i vitigni il suo carattere. L’aria marina (sapidità) e la macchia mediterranea sono presenti in tutte le uve/mosti. Per la barbera sicuramente ci dà una grossa mano il suolo. Quel particolare disfacimento granitico riesce ad abbreviare la distanza tra maturazione tecnologica (zuccheri) e quella fenolica (aromi e polifenoli), permettendoci di vendemmiare uve perfettamente mature senza un eccessivo grado zuccherino.

Essendo un enologo itinerante hai riscontrato similitudini con altri vitigni? E con quale altro vitigno in uvaggio si hanno risultati eccezionali?

Essendo del gruppo dei bovali non si distacca particolarmente da questi ultimi, anche se ha caratteristiche tutte sue. Sicuramente il più affine è il cagnulari. Le due piante in vigna sono praticamente identiche!

Tra i vari uvaggi che abbiamo provato credo che il matrimonio perfetto sia con il cannonau. Soprattutto per quanto riguarda i vini più freschi e giovani trovo che questi due vitigni, nell’areale quartese, si sposino perfettamente.

Legno si o legno no per questo vitigno? Quali le differenze?

Legno sicuramente si, nel nostro caso avendo soltanto barrique ma non più giovanissime riusciamo a differenziare gli affinamenti in base al nostro obbiettivo. Per il quartino facciamo un brevissimo passaggio, volto esclusivamente a smussare le spigolosità della barbera giovane. In cantina avete assaggiato anche la versione affinata per più tempo, e li sicuramente tutto il carattere della barbera viene fuori.

Le caratteristiche principali del vino per cui il consumatore dovrebbe acquistarlo?

Prima di tutto una ottima beva, raramente da origine a vini pesanti o troppo intensi, anzi è spesso molto elegante anche nelle versioni più beverine. In secondo luogo per la sua unicità.

In conclusione, quali potenzialità ha il vitigno e cosa gli manca per affermarsi come protagonista nel panorama sardo? Mi vengono in mente ad esempio Carignano e Cagnulari, sempre ex uve da taglio che si sono ricamate un posto di primo piano, questo potrebbe accadere anche al Barbera Sardo?

Credo che alla Barbera sarda non manchi assolutamente nulla per affermarsi. Semmai manca qualcosa alle aziende, siamo noi i primi che dobbiamo migliorare sotto più punti di vista. Dallo studio viscerale sia agronomico, che enologico fino alla comunicazione e alla ricerca delle varie tipologie che più possono conquistare i mercati. Abbiamo una materia prima molto versatile, sta solo a noi valorizzarla con una costante ricerca della qualità. 

Augusto Piras
Wine Editor - Sommelier
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