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31 Maggio 2018

Intervista agli Homebrewers Sardi: quindici anni di pura passione per la birra artigianale

In occasione dei quindici anni di attività, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con i soci degli Homebrewers Sardi, storica associazione isolana che si dedica con passione alla divulgazione della birra artigianale e in particolare dell’homebrewing, ripercorrendo le tappe principali dalla nascita nel 2003 fino ai giorni nostri. Mettetevi comodi. 

Una storia lunga 15 anni, come nascono gli HBS e da chi era formato il primo nucleo di soci?

Nei primi anni 2000, quando il movimento della birra artigianale in Italia era agli albori, percorrevamo sentieri per lo più inesplorati, attrezzature, ingredienti e soprattutto le conoscenze erano tutte cose preziose e rare. Sentivamo un po’ tutti l’esigenza di incontrarci per confrontarci, e specialmente per confrontare le nostre birre, condividere le esperienze, le sperimentazioni e tecniche. I primi HBS erano proprio questo: pionieri, appassionati, sperimentatori, curiosi e avventurieri. In fondo negli anni non siamo cambiati un granché. Il primo gruppo di soci era formato da pochi appassionati, frequentatori del newsgroup it.hobby.birra, provenienti da tutta la Sardegna, conosciutisi online, che ad un certo punto decisero di incontrarsi di persona.

Mi piacerebbe ripercorre i primi momenti dell’associazione, dalla fondazione nel 2003 allo storico raduno di Bortigiadas l’anno successivo, i viaggi in Belgio, fino ad arrivare a Birras nel 2007 (la prima manifestazione dedicata alle birre artigianali in Sardegna) dove avete realizzato la vostra prima cotta pubblica…

Nei primi anni non si pensava nemmeno lontanamente alla costituzione di un’associazione. Lo spirito era quello di un semplice gruppo di amici con una passione comune e con tanta voglia di condividerla. L’unico momento di incontro erano i raduni (uno o due all’anno), e il confronto era concentrato sulle tecniche di produzione casalinga e sui risultati ottenuti, attraverso assaggi incrociati delle varie birre autoprodotte. Si sa, la passione dell’homebrewing si porta dietro anche la passione per le birre, da qui l’esigenza di conoscere, viaggiare, scoprire piccoli e grandi produttori (principalmente belgi) che allora in Italia erano quasi leggendari (le storiche abbazie Trappiste, birrifici quali Chouffe, Fantome, Brasserie a Vapoeur, e così via), e di partecipare, personalmente o in gruppo, ai primi eventi che dedicavano uno spazio anche al giovane mondo artigianale (Salone del Gusto di Torino, ad esempio). Entrando in contatto col movimento e con alcuni dei suoi attori principali (Kuaska, Teo Musso, Agostino Arioli, ecc.) piano piano anche il marchio HBS iniziò a girare nell’ambiente e quando nacque la prima manifestazione in Sardegna dedicata alla birra artigianale (la prima edizione di Birras nel 2007), fummo coinvolti per gestire un angolo dedicato all’homebrewing, dove decidemmo di presentare la nostra prima cotta pubblica e il nostro primo stand informativo ad una manifestazione di settore.

15 anni fa eravate dei veri e propri pionieri, internet era ancora poco diffuso, come era possibile scambiare informazioni e reperire le materie prime?

Una risorsa che secondo noi è stata chiave per far partire l’universo della birra artigianale in Italia è stato il famoso newsgroup it.hobby.birra, una bacheca in cui tutti postavano annunci, domande, ricette e quant’altro. Era un posto di ritrovo in cui si concentrava tutto il fermento. Ricordiamo “il pub più grande d’Italia”, in cui tutti ci davamo appuntamento e si faceva la degustazione guidata online di una birra scelta precedentemente. Cercavamo di sfruttare al massimo quel poco che avevamo. In effetti l’homebrewing deve il suo sviluppo soprattutto alle possibilità fornite dalla rete, rendendo possibile il reperimento di materie prime anche in zone periferiche (come la Sardegna). Prima di internet, ricordiamo alcuni amici che si cimentarono con produzioni di birra da preparati grazie a kit portati a mano dai viaggi nel Regno Unito (ma è un’altra storia)!

Alcuni dei soci HBS dopo anni di gavetta hanno intrapreso il mestiere di Birraio, cosa ritroviamo oggi nelle loro birre che ricorda le loro prime produzioni casalinghe?

L’homebrewing è prima di tutto una passione, il birraio casalingo beve buona parte della birra che produce, e per questo sceglie accuratamente cosa mettere in pentola, se ti piace te la bevi, se non ti piace te la bevi lo stesso. Molti homebrewers tendono a specializzarsi nei loro stili preferiti, senza considerare logiche di mercato o di marketing, un approccio da vero artista. Chi poi trasforma la sua passione in mestiere, generalmente continua a produrre le birre che conosce bene, con le ricette che ha affinato per anni. Solo in un secondo momento c’è la tendenza a cambiare, introducendo nuove idee, ma difficilmente allontanandosi dalla propria direttrice principale. I numerosi attuali birrai che sono stati nelle fila del gruppo HBS (si parla di almeno 5 attuali professionisti con passato HBS) hanno sicuramente già nella fase hobbistica approfondito la tecnica e le ricette di alcuni stili che poi, solo successivamente, sono diventati i loro cavalli di battaglia. Ci è capitato più di una volta di scovare nelle nostre cantine alcune bottiglie datate prodotte in casa e, assaggiandole successivamente all’apertura dei birrifici, riconoscere in quella birra un prodotto nel frattempo divenuto professionale, con tanto di nome ed etichetta!

I raduni come quello di Santu Lussurgiu rappresentavano molto di quello che dovrebbe essere la birra: convivialità, assaggi, scambi di opinione, un vero e proprio momento di crescita comune, come è cambiata da allora la vita associativa?

I raduni sono nati come momento di incontro per un gruppo di persone che veniva realmente da ogni angolo dell’Isola, e per tale ragione si organizzavano normalmente in zona centrale, in modo da semplificare per tutti gli spostamenti. Col passare degli anni non è cambiato lo spirito, ma sono cambiate le esigenze. Il gruppo si è compattato nell’area di Cagliari e i raduni si sono via via fatti più frequenti, magari nelle rispettive abitazioni, fino a diventare come qualunque frequentazione tra amici. Ovviamente incontrandosi più spesso l’affiatamento è aumentato, fino a dar vita allo zoccolo duro che poi si è evoluto in associazione e che ancora oggi, con tanti inserimenti più recenti, tira le redini dell’associazione. Recentemente, con il raggiungimento di un numero di soci elevato (mediamente un centinaio) cambiano anche i modi di vivere la convivialità, ma non cambia lo spirito inziale. In fondo siamo sempre e solo appassionati homebrewers!

Gonnesa, giugno 2012, altra data storica per l’associazione: Isolabirra prende vita, vi aspettavate così tanta affluenza (oltre 2000 persone) lontani da Cagliari? Come è andata la prima edizione?

Come è andata la prima edizione? Paura, tanta! Organizzazione sulla carta buona, nella pratica un disastro :) Faticoso come spaccare pietre a mano, gazebo da montare, non finivano mai. Inizia ad arrivare gente, la cassa è tutta sottosopra. L'edizione dei chilometri a piedi con un carrellino che ho spinto avanti e indietro TUTTA la sera per portare fusti negli stand, roba da guinness dei primati. Continua ad arrivare gente e la cassa è sempre sottosopra. Alla fine l'abbiamo fatta questa prima edizione, faticando come somari ma consci (dopo) che non era facile e che l'unione del gruppo aveva reso tutto più facile e divertente.

I laboratori con Lorenzo Dabove (Kuaska) sono stati per anni un punto fermo dell’associazione, come è stato collaborare con lui?

Kuaska è stato sin dal principio un punto di riferimento per il nostro gruppo e in generale per il mondo artigianale italiano. Ci ha sempre incoraggiato ad andare avanti, a migliorare le produzioni, a diffondere la cultura della birra di qualità. Diversi ex HBS oggi sono birrai professionisti grazie anche ai consigli e alle attenzioni di Lorenzo. Sicuramente ci ha trasmesso la passione per questo mondo e ci ha dato i riferimenti per crescere e per migliorarci sempre. Il suo ruolo è stato determinante anche in Sardegna, soprattutto negli anni in cui la birra artigianale era sconosciuta, dove, anche attraverso i nostri laboratori, tantissime persone si sono avvicinate alla birra di qualità.


Altro momento d’orgoglio la cotta al Villaggio della Birra 2013…

Prima volta al Villaggio per alcuni di noi, partenza in macchina da Olbia con bagagli ridotti al minimo indispensabile per tutti e cofano della C4 pieno di attrezzatura: pentole, fornelli, serpentine, mulino, mestoli, il trolley da viaggio con strumenti e prodotti, ci siamo portati tutto. A Bibbiano abbiamo incontrato il resto della pattuglia, undici HBS al villaggio della birra per godersi il festival e per fare la cotta davanti a centinaia di curiosi, birrai compresi. Emozionante come poche cose ma facile e naturale perché stavamo coltivando la nostra passione per la birra.

Parliamo del concorso per HB, tutt’ora unica tappa sarda del Campionato Nazionale per Homebrewers organizzata da MOBI. Come è iniziata questa collaborazione?

E' iniziata con la prima edizione di Isolabirra, una tappa fuori concorso, un test per vedere se avevamo i numeri. I numeri li avevamo grazie anche a un nutrito numero di produttori domestici sardi e dall'anno successivo la tappa è stata inserita in calendario. Quella prima volta raggiungemmo una cinquantina di birre iscritte, un record per il primo concorso in assoluto in terra sarda. Quest'anno sarà la sesta partecipazione ufficiale, dopo che nel 2107 abbiamo raggiunto il record assoluto a livello nazionale di birre iscritte a una singola tappa (oltre 120).

2015, Isolabirra cambia location da Gonnesa si passa a Quartu Sant’Elena, la birra artigianale non è più un fenomeno di nicchia ma richiama l’attenzione di migliaia di persone, 10 anni prima vi sareste mai aspettati un successo del genere?

Dieci anni prima non stavamo certo pensando a un evento di questa portata, e la crescita esponenziale del movimento ha reso necessario un cambio di location, più pratico di Gonnesa, più vicino e più ampio. Isolabirra 2015 è stato il secondo numero zero, tutto nuovo, tutto da riorganizzare. Un'altra bella sfida per l'associazione che nel mentre ha imbarcato nuovi compagni e ha rinforzato lo spirito di gruppo.

I corsi di produzione per fare la birra in casa sono una delle principali attività dell’associazione, come si svolgono e quante persone avete formato in tutti questi anni?

I corsi di produzione sono stati forse il battesimo della nostra attività associativa. Normalmente consistono in una produzione in diretta, con spiegazione in tempo reale di tutte le fasi del processo produttivo. Ora che siamo strutturati con una sede tutta nostra è sicuramente più facile organizzarli e mediamente ne facciamo tre all’anno. In questi anni abbiamo insegnato a produrre birra in casa a non meno di 300 persone. Molte successivamente si sono avvicinate all’associazione, diventando la nuova linfa che oggi ancora ci mantiene in attività.

Dopo aver partecipato al corso di produzione casalinga date la possibilità di essere seguiti da un tutor, un aspetto davvero interessante, chi se ne occupa?

Nel nostro gruppo ci sono homebrewers che hanno alle spalle decine e decine di cotte negli anni, e che hanno raggiunto un livello di preparazione tecnica invidiabile. Nel gruppo quattro o cinque si rendono disponibili a rotazione per effettuare anche il servizio di tutoraggio, riservato ai soci che, ancora alle prime armi, non si sentono abbastanza sicuri da procedere da soli. Normalmente, dopo una prima cotta con tutor, la seconda la si fa da soli!

Arriviamo ai giorni nostri, nel 2017 Isolabirra abbandona Quartu Sant’Elena per approdare all’EXMA di Cagliari: il capoluogo ha risposto benissimo, cosa dobbiamo aspettarci per questa nuova edizione?

Direi che l’edizione 2017 è stata l’edizione che noi avevamo immaginato sin dal 2012: nel centro della città, in una location molto suggestiva, con una accurata selezione dei partecipanti (sia birrifici che comparto food). Crediamo che, salvo qualche novità che cerchiamo di introdurre a ciascuna nuova edizione, la struttura della manifestazione può essere considerata finalmente a regime. Questa volta avremo uno dei laboratori tenuto “in esterna”, non lontano dall’Exma, invero. Tornerà un laboratorio con abbinamento birra e sigari, sperimentato nel 2015. Infine si ritaglia uno spazio sempre maggiore l’angolo dedicato alle birre a fermentazione spontanea e, più in generale, alle sour. Per la prima volta in Sardegna portammo “l’Angolo Acido” già nel 2012 a Gonnesa, dove in una serata consumammo appena qualche bottiglia di Cantillon. Lo scorso anno abbiamo servito oltre 70 litri di birre a fermentazione spontanea. Quest’anno, per la prima volta, anche le birre “acide” saranno alla spina!

Per finire… come vi vedete tra 15 anni?

Domanda difficile, non abbiamo mai fatto programmi a lungo termine, andando sempre di stagione (birraria) in stagione (birraria). Finché la passione ci spingerà, continueremo a fare quello che ci piace, sperando di coinvolgere sempre più appassionati nell’homebrewing e di convincere sempre più persone a bere birra in maniera consapevole non rinunciando MAI alla qualità.
 

Stefano Serci
Le Strade del Vino.com Founder
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