SARDEGNA

15 Novembre 2018

Siddùra: con i vitigni autoctoni alla conquista della Cina

Il platino di Spèra al Decanter Asia Wine Award e le recensioni dell’enologo Suckling attestano il profilo internazionale della cantina di Luogosanto.

Si aprono le porte del mercato globale per la cantina Siddùra, dopo la vittoria della medaglia di platino al Decanter Asia Wine Award con Spèra. Il Vermentino di Gallura, dopo aver conquistato 97 punti nella competizione mondiale, è stato selezionato per una masterclass, svoltasi in Asia, riservata alle eccellenze enologiche mondiali: un’opportunità offerta solo a sei vini. Anche James Suckling, l’enologo di riferimento del mercato cinese, ha promosso a pieni voti i vini della cantina di Luogosanto. Suckling, fondatore dell’omonimo e autorevole sito specializzato, è rimasto colpito dai vitigni autoctoni espressione pura del terroir gallurese e sardo. L’enologo americano ha recensito tutti i vini rossi di Siddùra e in particolare il Cagnulari Bàcco, il Cannonau Fòla e il blend di uve rosse sarde Èrema.

La medaglia di platino di Spèra e le recensioni favorevoli di Suckling consentono ai vini prodotti dalla cantina sarda di entrare in un mercato da 140 milioni di dollari. L’esportazione del vino italiano in Cina, infatti, è in continua crescita. Un successo dovuto anche all'aumento della fascia della popolazione con più alto reddito, sempre più interessata ai vini di qualità superiore e considerato il mercato del futuro a livello mondiale per l’export enoico. Secondo il tradizionale rapporto stilato dall’Istituto del Vino dell’Università di Geisenheim per il Prowein Business report 2018, da qui al 2021 il popolo cinese sarà quello che contribuirà maggiormente all’acquisto di vino a livello mondiale.

“I riconoscimenti e le recensioni ricevute - afferma Massimo Ruggero, amministratore delegato di Siddùra– sono fondamentali per rafforzare il canale delle vendite della nostra cantina a livello mondiale. Inoltre confermano la vocazione del nostro terroir per la realizzazione di vini di altissimo livello che parlano, ancora una volta, il linguaggio del pubblico internazionale. In questo caso –continua Ruggero- i vitigni autoctoni che si sono sviluppati nel microclima della vallata di Luogosanto si sono imposti sia al Decanter in Asia che nella successiva ed esclusiva masterclass, all’attenzione di uno dei guru dell’enologia mondiale”.

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