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23 Novembre 2015

Silvio Carta... se ci fossimo sbagliati?

L’idea di associare la bottiglia da 2 litri di vino ad alcuni produttori, rimane nell’immaginario di alcuni consumatori, ma la realtà odierna è ben diversa. Prima si dovrebbe andare nei luoghi di produzione, si dovrebbero degustare i prodotti e ci si dovrebbe confrontare con i professionisti e non. Dopo di che, ci si può fare una opinione veritiera e non sul sentito dire.

Abbiamo partecipato presso Il nuovo stabilimento-distilleria Silvio Carta, di Zeddiani, ad un concorso indetto dall’A.M.I.R.A. (Associazione Maitres Italiani Ristoranti e Alberghi) atto a celebrare i nuovi prodotti dell’azienda. Prodotti che stanno suscitando grande interesse soprattutto fuori dall’isola e che di recente, a Sirmione, in una manifestazione nazionale organizzata dalla stessa A.M.I.R.A. hanno riscosso grande interesse.

Parliamo in particolare del gin prodotto da ginepro sardo, specie botanica che in Sardegna sviluppa qualità aromatiche nettamente superiori ad altre parti del mondo. Questo distillato è prodotto sia nella versione affinata in botti di castagno, su cui si è evoluta in precedenza la Vernaccia, sia della versione affinata in acciaio.
Altro prodotto degustato e apprezzato è il Vermout da vino Vernaccia, con gradazione alcolica del 18% di volume, con l’aromatizzazione da sole specie botaniche a chilometro zero dall’isola.

Parlando con l’anima dell’azienda Elio Carta, (sarebbe riduttivo definirlo titolare per tutto quello che fa), abbiamo avuto l’ennesima conferma che il problema Vernaccia è comune a tutti i produttori. Vi invitiamo ad andare a visitare l’azienda storica di Baratili S. Pietro per rendervi conto di quanti ettolitri di prodotto siano fermi in cantina. Elio è un profondo conoscitore, memoria storica del prodotto e del territorio, questo grande vino, infatti, lo respira da quando era bambino.

In questi ultimi anni constatando l’ascesa del consumo di Vermut in Italia, ha avuto l’idea di creare un prodotto unico, da un vino unico, con un pizzico ulteriore di territorio derivante dalla aromatizzazione. Abbiamo apprezzato anche l’idea di proporre le nuove etichette in stile vintage. L’idea è di far parlare sempre e comunque la Vernaccia, per arrivare un domani ad avere nuovo interesse sul prodotto di partenza. Non dimentichiamo inoltre che la stessa azienda produce una grappa di Vernaccia invecchiata in botti di castagno. 

Augusto Piras
Wine Editor - Sommelier
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