SARDEGNA

10 Settembre 2018

Vendemmia 2018: le previsioni di Assoenologi per la Sardegna

In Sardegna l’andamento climatico, a partire dall’inverno, si è ribaltato rispetto all’anno precedente. Infatti copiose piogge e qualche discreta nevicata hanno permesso di rimpinguare gli invasi oramai quasi vuoti. L’andamento metereologico è proseguito con abbondanti piogge (in particolare nei mesi di maggio e di giugno) e caratterizzato da qualche evento grandinigeno anche nei mesi primaverili.

Luglio invece è decorso regolarmente rispetto alle annate precedenti. Eventi che hanno favorito, anche in Sardegna, il diffondersi della temuta peronospora, che ha falcidiato soprattutto quelle piccole aziende viticole quasi prive di mezzi tecnici e meccanici idonei a combattere questa crittogama. La cacciata delle viti è stata omogenea per la presenza di un’ottima soluzione circolante nel suolo.

Ad oggi i vigneti non stanno patendo nessun stress idrico, anzi si presentano con una vegetazione rigogliosa e lussureggiante, tanto che si è dovuto intervenire per gestire al meglio l’eccesso della chioma. L’invaiatura è iniziata nella terza decade di luglio facendo registrare un leggero ritardo rispetto allo scorso anno. L’epoca di vendemmia quest’anno risulta nella norma.

I primi grappoli sono stati staccati dopo il 10 agosto e hanno riguardato le uve base spumante (Chardonnay e Pinot), per poi proseguire nell’ultima decade di agosto con le uve bianche autoctone coltivate a livello del mare, in primis Vermentino e Torbato. Nella prima decade di settembre sarà la volta delle uve Nuragus a cui seguiranno le varietà a bacca rossa. Nell’ultima decade di settembre inizieranno i conferimenti di Cannonau e Carignano.

La raccolta si concluderà con le uve Malvasia e Nasco per vini da dessert. Nonostante gli attacchi di peronospora, soprattutto per i vitigni più rappresentativi dell’isola (Cannonau, Vermentino, Monica, Nuragus e Carignano), quantitativamente parlando si prevede una produzione complessiva di circa 560.000 ettolitri, pari al 20% in più rispetto ai 466.000 ettolitri fatti registrare da un drammatico 2017 per le note gelate e la siccità che lo hanno caratterizzato. Le previsioni qualitative attuali (31 agosto) sono generalmente buone e potranno essere confermate solo se la fase finale della maturazione delle uve beneficerà di adeguate escursioni termiche giorno/notte, fondamentali per la fragranza, la freschezza, la ricchezza aromatica e i polifenoli dei futuri vini. 

www.assoenologi.it

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