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8 Febbraio 2013

I consumatori americani premiano l’eccellenza del vino italiano, confermandolo al primo posto nella classifica dei vini più apprezzati e più venduti

A Vinitaly International Usa 2013 presentati i Trend Americani di consumo di Vino: I Rossi Italiani i piu' apprezzati

 In occasione della conferenza stampa di apertura della prima tappa di Vinitaly International USA 2013, John Gillespie, Presidente del Wine Market Council, ha presentato i risultati dell’Annual Survey of Imported Wine Consumption Trends in the USA, realizzata dall’istituto Wine Opinions, sui trend americani di consumo di vino.

Gli Stati Uniti rappresentano un mercato indispensabile per il successo di un’azienda. Un mercato che anche in tempi di crisi continua a crescere e ha grandi potenzialità. Un mercato quindi che non può essere ignorato e, anzi, richiede un’attenzione sempre più specifica come sottolinea Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere: «Vinitaly International conosce perfettamente le opportunità di sviluppo offerte dagli Stati Uniti e grazie alla propria capacità di creare una rete di solide relazioni istituzionali e commerciali, rappresenta per le aziende italiane una piattaforma commerciale particolarmente efficace per la promozione e l’esportazione dei propri prodotti».

I dati della ricerca evidenziano come il consumo di vino negli Stati Uniti dal 1993 sia continuato a crescere ogni anno e le previsioni di chiusura per il 2012 si attestano su un +2,9% sul 2011.

L’Italia risulta essere il primo paese esportatore di vino negli USA, con un market share nei primi 9 mesi del 2012 in crescita del 7,2% sull’anno precedente. Un mercato, quello statunitense, che è previsto in progressiva crescita dei consumi del 2,4% annuo sino al 2016.

Consideriamo anche che gli Stati Uniti è il Paese, tra quelli produttori di vino, che conta il più grande numero di consumatori di vino, seguito da Germania, Francia, Uk e Italia: sono infatti 100 milioni gli adulti che bevono vino almeno una volta ogni 2 mesi. Il 93% di questi appartiene alla categoria dei “core drinkers”, vale a dire coloro che bevono vino almeno una volta alla settimana.
I “Millennials”, i giovani tra i 16 e i 33 anni, sono il traino di questo mercato, ed esprimono abitudini di consumo sempre meno occasionali e sempre più “core drinkers”.

Entrando nel dettaglio delle quantità di vino d’importazione venduto negli USA nel trimestre ottobre-dicembre 2012, l’Italia domina la classifica, davanti a Francia e Australia, sia per quantità assolute sia per percentuali di acquisto di ciascuna delle quattro fasce di età analizzate: Millennials (16-33 anni), Generazione X (34-45), Baby Boomers (46-66) e Over 67.

La ricerca evidenzia che i vini italiani più apprezzati sono quelli rossi: nel secondo semestre 2012 l’Italia risulta infatti al primo posto con il 62% delle vendite complessive, registrando un +8% sulla Francia e + 1% rispetto alla Spagna.
Il Belpaese si posiziona invece al secondo posto nella classifica dei vini bianchi e dei rosé con il 35% di quantità di bottiglie vendute, dietro alla Francia (46%).
E la passione per i rossi italiani, apprezzati per la loro qualità, si esprime anche per quelli di fascia più costosa, tra i 20 e i 50 dollari, che gli americani riservano maggiormente alle occasioni speciali. Il 62% degli intervistati li definisce “eccellenti”, dato che scende al 57% per i vini francesi e al 51% per quelli spagnoli.

Nella graduatoria dei rossi “economici”, che costano meno di 20 dollari alla bottiglia, Spagna e Italia sono in vetta alle preferenze degli americani, seguite dalla Francia. Infatti i vini italiani risultano eccellenti per ben il 36% degli intervistati, rispetto al 32% registrato da quelli spagnoli e soprattutto il 47% degli americani acquisterebbe un vino rosso italiano da “avere a disposizione” rispetto al 41% dei consumatori a favore di quelli iberici.
La popolarità dei nostri vini è confermata dalle scelte degli store nei quali avviene la maggior parte degli acquisti: l’Italia è al primo posto sia per l’assortimento che la varietà di etichette con il 55% delle preferenze, seguita da Francia (52%) e Australia (50%).


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