24 Marzo 2016

Alla ricerca del vino dell'Ultima Cena

Che vino hanno bevuto Gesù e gli Apostoli durante l'Ultima Cena? Nell'imminenza della Pasqua ci siamo voluti togliere questa curiosità. Ecco cosa abbiamo scoperto.

Molti pasti storici famosi sono stati ben documentati, così oggi sappiamo chi vi ha partecipato, dove si sono svolti e quali piatti sono stati serviti. Il vino era spesso presente su quelle tavole, ma non abbiamo molti dettagli sul tipo e sulla sua provenienza. In occasione della Pasqua, Vivino ha deciso di scoprire quale vino fu servito durante l'Ultima Cena, il pasto che Gesù ha condiviso con gli Apostoli prima della crocifissione.

Per aiutarci a capire dove e perché ha avuto luogo l'Ultima Cena, ci siamo rivolti a Padre Daniel Kendall, Professore di studi cattolici presso l'Università di San Francisco. E per comprendere meglio il processo di vinificazione e i tipi di vini disponibili a quell'epoca, abbiamo coinvolto il dottor Patrick McGovern, Professore di antropologia dell'Università della Pennsylvania, dove dirige il progetto di Archeologia biomolecolare per la cucina, le bevande fermentate e la salute presso il museo dell'Università della Pennsylvania, a Philadelphia.

Dove e quando si è svolta l'Ultima Cena?

Ci siamo rivolti a padre Kendall per stabilire innanzi tutto l'ora e il luogo in cui si svolse l'Ultima Cena e quale fu il motivo che portò quel gruppo di persone a riunirsi.

"Secondo tre dei quattro Vangeli, l'Ultima Cena molto probabilmente si tenne il giovedì della celebrazione della Pasqua ebraica", spiega padre Daniel Kendall della Compagnia di Gesù. "I Vangeli indicano una data attorno al 30 d.C. Dalle descrizioni appare probabile che si sia trattato di un pasto Seder. Trattandosi della festa ebraica più importante, il vino faceva senz'altro parte dei festeggiamenti. A differenza di Giovanni Battista, Gesù beveva vino".

Il vino avrà certamente costituito un buon abbinamento con il tradizionale cibo Seder composto da  maror o chazeret, un tipo di erba amara; charoset, un impasto di pezzi di frutta e noci, dolce e di colore marrone; karpas, una verdura (di solito prezzemolo o sedano) che viene immersa in acqua salata prima di essere consumata; zeroa, stinco di agnello arrosto o ali di pollo e beitzah, uova sode.

Sapere dove e quando si è svolta l'Ultima Cena ci permette di individuare un'area geografica e un'epoca precise per affrontare meglio la domanda successiva: Quali tipi di vini, uve e tecniche di vinificazione erano presenti a quel tempo?

Vino e vinificazione nella zona di Gerusalemme

Sappiamo poco delle varietà di vitigni presenti - o addirittura se al tempo dell'Ultima Cena esistesse il concetto di vitigno. "Non datano molto lontano le testimonianze scritte della presenza di diverse varietà di uve, potremmo dire circa 1.000 anni fa o meno", spiega Sean Myles, professore a contratto presso la Dalhousie University della Nuova Scozia e ricercatore di genetica agricola.

Tuttavia, disponiamo di una buona quantità di prove sulla vinificazione e sui tipi di vini che venivano prodotti e degustati ai tempi di Gesù.

All'epoca della sera in cui si è svolta l'Ultima Cena, la Terra Santa vantava già una lunga tradizione in fatto di vinificazione. Gli studiosi ritengono che quel territorio fosse vocato alla produzione vinicola almeno dal 4000 a.C. I viticoltori avrebbero piantato le viti lungo pendii rocciosi e ricavato delle tinozze nella roccia da utilizzare come torchi. Nelle culture di tutto il Medio Oriente per raccogliere e servire il vino erano diffusi diversi vasi di ceramica.

"A Gerusalemme avevano una particolare predilezione per i vini forti e corposi", spiega McGovern.

Mentre annacquare il vino era una pratica comune nella civiltà classica, a Gerusalemme si preferivano vini dal sapore intenso. Isaia (1,21-22) critica la città paragonandola al vino tagliato con l'acqua.

In una città nell'entroterra della Giudea gli archeologi hanno trovato una giara con la scritta "Vino ottenuto da uva nera". Forse i viticoltori facevano asciugare i grappoli sulla pianta o su stuoie al sole per produrre un vino molto dolce e denso. In altri punti della regione gli archeologi hanno trovato vasi con iscrizioni quali "vino affumicato" e "vino molto scuro".

Allora era pratica comune miscelare il vino con spezie, frutta e soprattutto resina ricavata dagli alberi. I viticoltori credevano che le resine come la mirra, l'incenso e il terebinto contribuissero a preservare il vino e ad evitarne il deterioramento. Era inoltre abitudine aggiungere altri ingredienti, come melagrane, mandragole, zafferano e cannella per esaltare il sapore del vino.

Possiamo concludere che al tempo dell'Ultima Cena esisteva una solida cultura enologica e che intorno a Gerusalemme i viticoltori producevano vini corposi, a cui spesso venivano aggiunte resine, spezie e frutta. In che modo questo stile si è tradotto nel vino dei giorni nostri?

Riprodurre il vino dell'Ultima Cena

"È probabile che abbiano bevuto qualcosa di simile a un moderno Amarone, anche se non possiamo saperlo con certezza", afferma McGovern.

I viticoltori del Nord Italia producono l'Amarone facendo essiccare le uve su graticci prima della spremitura. Il risultato finale è un vino dolce, corposo e scuro, proprio come i vini che si gustavano in Terra Santa durante l'epoca biblica. "Possono anche aver aggiunto ingredienti come melograno, zafferano e mirra".

Vuoi provare di persona la nostra ipotesi sul vino dell'Ultima Cena? Aggiungi qualche goccia di olio di resina a una bottiglia di Amarone e scoprine il gusto. Oppure, se questo ti sembra troppo, prova ad aggiungere frutta e spezie come melagrana, zafferano e cannella. Anche se non siamo certi che questa sia una riproduzione perfetta del vino di quella notte, l'ipotesi è piuttosto verosimile.

McGovern scherza: "Non possiamo sapere in via definitiva cosa contenessero le coppe dell'Ultima Cena. Ma se qualcuno è in grado di trovare il Sacro Graal e inviarlo al mio laboratorio, potremmo analizzarlo e farvi sapere".

Crediti:
www.vivino.com

Fonti:

  1. Kendall, Daniel. "Regarding the Last Supper." Intervista di persona. 16 marzo 2015.
  2. McGovern, Patrick E. "Regarding ancient wine and winemaking." Intervista telefonica. 19 marzo 2015.
  3. McGovern, Patrick E. Ancient Wine: The Search for the Origins of Viniculture. Princeton: Princeton University Press, 2003. Stampa.
  4. Myles, Sean. "Regarding domestication of grapes." Intervista telefonica. 10 marzo 2015.

COMMENTI

comments powered by Disqus

Ricerca vino o cantina

Cerca

Partecipa al sondaggio

Quale metodo preferisci per acquistare i tuoi vini?

Aperto Sabato 13 Febbraio 2016

Questo sito non può rappresentare una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinità. Pertanto non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. La redazione dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata, e saranno comunque sottoposti a moderazione.

© 2015 Evolve Digital - P.IVA 02926510922 - Tutti i diritti riservati.