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25 Luglio 2015

Barolo, Brunello, Amarone: un primo confronto dell'annata 2015

Quarta settimana di luglio, la stagione vinicola è abbastanza avanzata da permetterci le prime valutazioni sull’annata 2015. Scuderia Italia ha intervistato alcuni produttori orientati all’alta qualità di tre delle più rinomate zone vinicole d’Italia: Barolo, Montalcino e Valpolicella.

PIEMONTE
Barolo. “L’annata sta andando benissimo, ci sono grandi potenzialità” spiega l’agronomo Alberto Gagliardo dalle Langhe. Si occupa dei vigneti dell’azienda di famiglia che si trovano a cavallo del fiume Tanaro. Zone Barolo e Roero. L’azienda di cui stiamo parlando è la Gianni Gagliardo, di proprietà del padre di Alberto, personalità illustre della zona, presidente dell’Accademia del Barolo e del consorzio Made in Piedmont. “È ancora presto per fare delle previsioni definitive, il rischio meteo c’è sempre e gli ultimi due mesi sono decisivi – prosegue – ma finora le condizioni sono state ottimali. Abbiamo avuto un inverno e una primavera abbastanza piovosi, giugno e luglio sono stati molto caldi”: grazie a calore e scarsa umidità i grappoli sono cresciuti senza problemi fitosanitari, le viti stanno accumulando energia che si ritroverà al momento della vendemmia.

Le piante sono verdi e attive, non hanno subito stress. Rispetto all’anno scorso l’estate 2015 è stata molto meno piovosa con temperature medie superiori di 3 gradi centigradi. In questi giorni la colonnina di mercurio sale a 39 gradi e sono previste ancora alte pressioni. Si registrano 43 millimetri di pioggia in maggio (65 nel 2014), 44 in giugno (90 nel 2014) e nessuna precipitazione nelle prime due settimane di luglio (141 millimetri nel luglio 2014). Alberto descrive l’aspetto dei grappoli in questo momento: sono fini, con acini piccoli e buccia spessa. In generale l’annata si caratterizza per la precocità, con un anticipo di 15 giorni sul normale sviluppo fenologico. Per quanto riguarda il Dolcetto D’Alba è già iniziata l’invaiatura. Sul Barolo invece sta cominciando il diradamento, un’operazione che si compie normalmente nei primi giorni di agosto. “Arrivare in anticipo all’appuntamento con l’autunno è importante per noi. Verso il 15-20 ottobre in genere cambiano le condizioni meteorologiche. Si forma una bassa pressione nella zona di Genova e il tempo si rovina”.

VENETO
Amarone della Valpolicella. Temperature alte anche nel Nord Est. Lo conferma Mirko Sella, titolare dell’azienda San Cassiano che nella Valle di Mezzane produce l’Amarone e un olio pluripremiato. “Procede bene, un po’ di siccità ma niente di preoccupante, in compenso il calore ci protegge dai problemi sanitari. Non ci sono né oidio né pronospora, che si erano visti l’anno scorso”, spiega il viniviticoltore aspettandosi buoni risultati sul fronte della qualità. La quantità invece sarà abbastanza contenuta: non sono previsti surplus di produzione e non ci sarà bisogno del diradamento. Una primavera fresca ha finito per dare grappoli abbastanza spargoli, con ricadute positive soprattutto per quelli che saranno messi ad appassire: “E’ importante che non siano troppo compatti, altrimenti si rischia l’annidamento di agenti patogeni”.

Scampata la grandine che ha colpito altri punti del territorio, l’uva dell’azienda San Cassiano procede verso l’invaiatura. E’ attesa per i primi di agosto, mentre varietà più precoci presenti nella zona hanno già iniziato a virare. Si registra così qualche giorno di anticipo sul calendario, con la vendemmia prevista intorno al 10 settembre e la selezione migliore a fine settembre”. Ne emerge dunque una stagione tranquilla sotto il profilo fitosanitario. Merito del clima – i funghi che attaccano le piante non si riproducono – ma anche di nuove pratiche antiparassitarie ispirate alla sostenibilità. Peronospora e oidio vengono combattuti utilizzando microorganismi, questo permette di ridurre l’uso di insetticidi chimici. Da un paio di anni la tignola viene ingannata con la tecnica della confusione sessuale: alcuni ormoni attirano il maschio dell’insetto nelle trappole. “Il consorzio ha puntato su questa soluzione, che per dare risultati deve essere applicata su una scala abbastanza ampia. Pare che stia funzionando. – conclude Mirko – Le catture quest’anno sono diminuite drasticamente, non è stato necessario utilizzare insetticidi contro la tignola”.

TOSCANA
Brunello di Montalcino. E’ sempre il caldo a qualificare questo 2015, anche fra i colli senesi. Le temperature di metà luglio si aggirano fra i 36 e i 38 gradi, alcuni giorni fa caldo dalla mattina presto alla sera e mancano sbalzi termici nelle ore notturne. “Indicativamente l’annata si prospetta buona, anche se ci preoccupa il clima torrido. Abbiamo il problema opposto rispetto all’anno scorso – spiega Lucia, figlia del titolare Leonardo Fattoi – c’è qualche difficoltà ma sapremo gestire al meglio anche quest’ondata di calore. Adesso si tratta di vedere come sarà il tempo nelle prossime settimane. I rischi potenziali sono marciume secco o la bruciatura di qualche acino”. Nelle parole di Lucia si legge la puntigliosità di chi è abituato a fare vino di estrema qualità. L’azienda Fattoi è una piccola realtà a conduzione familiare molto nota fra i critici internazionali, che infonde entusiasmo e cura di ogni dettaglio in una Doc famosa in tutto il mondo.

Di annate paragonabili, ricorda il 2003. Rispetto al 2014, che fu molto piovoso, i grappoli e gli acini di questa estate appaiono più piccoli, sicuramente più avanzati nello sviluppo. “L’uva inizia già a colorarsi. L’anno passato ad agosto inoltrato era ancora indietro”: se le temperature si normalizzano la vendemmia è attesa verso il 10-15 settembre – pur con un grosso margine di incertezza, difficile fare previsioni a questo stadio – altrimenti qualche giorno prima. Dunque almeno una settimana di anticipo sul periodo abituale della raccolta, che avviene intorno al 20 settembre. Nel 2014, viceversa, si è arrivati fino al 25-26 settembre.

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