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18 Ottobre 2011

La Russia conferma di essere un mercato particolarmente interessante per i vini della doc Valpolicella.

Importatori, buyer, operatori del canale horeca, giornalisti specializzati concordano sul fatto che si tratta di vini che incontrano il gusto dei consumatori, con l’Amarone che rappresenta uno status symbol, mentre Valpolicella e Ripasso possono allargare la fascia di consumo grazie a un rapporto qualità/prezzo adatto ad ammortizzare il peso di dazi sempre più pesanti.

Amarone top di gamma per un mercato che continuerà a dare molte soddisfazioni ma che rimarrà di nicchia; Valpolicella vino con la più alta prospettiva di crescita: questo il giudizio sui vini della doc Valpolicella dato dagli operatori russi che hanno partecipato alle degustazioni e agli educational organizzati dal Consorzio di Tutela e ai banchi di assaggio delle aziende dell’11 ottobre 2011 a Mosca.
L’evento, organizzato nell’ambito del progetto di promozione all’estero denominato “Venezia e i suoi vini”, ha visto la partecipazione di circa 500 persone, delle quali circa il 50% importatori, il 20% tra giornalisti e consulenti di enoteche e winebar, il 20% operatori del canale horeca e il 10% buyer della gdo.
Il gradimento per l’iniziativa è stato alto, come dimostrano i questionari fatti compilare ai partecipanti. È piaciuta la formula proposta, come pure il materiale distribuito, ma soprattutto sono piaciuti i vini della Valpolicella.
Secondo gli operatori, le prospettive sul mercato russo sono buone per l’Amarone, molto buone per il Valpolicella e discrete per Ripasso e Recioto.
Si tratta di previsioni che seguono le buone performance di questi ultimi anni, e che quindi fanno ben sperare i produttori veronesi, nonostante le oggettive difficoltà per l’export in Russia, dovute a un inasprimento dei dazi e al blocco del rinnovo delle licenze agli importatori decisi dal Governo.
Il prezzo di vendita dei vini al consumatore finale è effettivamente una criticità, perché sul prezzo alla cantina bisogna aggiungere tasse e accise che incidono per il 30-40%, costo della logistica e guadagno di chi distribuisce all'ingrosso o al dettaglio.
Il costo minimo di acquisto in enoteca per una bottiglia di Amarone della Valpolicella arriva così a 100 euro e anche nel canale horeca il prezzo di partenza va duplicato se non addirittura triplicato. Per questo l'Amarone è considerato un brand, uno status symbol ricercato dai russi più facoltosi

come le macchine di lusso e la tecnologia di ultima generazione. È questo il motivo per cui, secondo i trader russi, l’Amarone va mantenuto come prodotto di nicchia riservato ai ricchi.
Il Valpolicella doc, il Valpolicella superiore e il Ripasso, visto il prezzo meno impegnativo rispetto all’Amarone e grazie alla gradevolezza del gusto apprezzata dai russi, hanno più margine di sviluppo nei canali meno esclusivi. Per questo possono dare maggiori soddisfazioni ai produttori, viste le più alte potenzialità di aumento in termini di quantità esportate.

Scheda Paese: Russia

Popolazione: circa 143 milioni di persone; di queste solo 30-40 milioni sono potenziali consumatori di vino
Consumo di vino: 7 litri pro capite, pari al 6,8% del consumo di alcolici
Import di vino dall’Italia nel 2010: quasi 108,23 milioni di litri, per un valore di 103,89 milioni di euro
Import di vino dall’Italia nei primi 7 mesi del 2011: quasi 37,52 milioni di litri (40,97 nello stesso periodo del 2010), per un valore di 48,4 milioni di euro (41,61 nello stesso periodo del 2010). La riduzione in volume è da imputare ai nuovi dazi all’importazione e al ritardo nel rinnovo delle licenze agli importatori. Positivo invece l’aumento in termini monetari.
Canali di vendita del vino importato: 80% nella distribuzione organizzata, anche se il vino italiano deve molto del suo successo al canale horeca.

Elaborazione dati da fonti varie

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