Iscriviti alla nostra Newsletter

Per rimanere sempre aggiornato

* Privacy

3 Aprile 2015

Prestigiosa rivista americana incorona Montefalco nuova migliore regione vinicola italiana  

Per condè nast traveler sagrantino buono come brunello di montalcino

Umbria promossa nel turismo ma anche nella produzione di vino, tanto che il mensile Condè Nast Traveler, la più rinominata rivista di viaggi a livello mondiale, dedica al cuore verde dell’Italia, un ampio reportage firmato dalla coppia di fotoreporter Krisanne e Demetrius Fordham, che incoronano Montefalco come la nuova migliore regione vinicola del Belpaese. 

“A lungo oscurata dalle regioni vinicole più famose, la strada del Sagrantino di Montefalco - sottolinea il magazine americano - sta finalmente avendo il suo meritato momento di gloria. Chianti, Brunello, Moscato e Prosecco, sono i vini italiani che conosciamo e amiamo, una sorta di fantastici quattro che i turisti assaggiano durante i loro tour di degustazione. Di conseguenza, il turismo enologico è ancora fortemente concentrato in Toscana, oltre che in Piemonte, patria dello Spumante e del Moscato, e più di recente in Sicilia, grazie al Marsala, al Nero d’Avola e ad altri eccellenti bianchi. Curiosamente – precisa la Fordham – le zone produttrici di vino dell’Umbria, sono riuscite a farsi conoscere. Montefalco in modo particolare, soprannominato il balcone dell’Umbria per il suo essere appollaiato in cima a una collina, ha ricevuto poca se non addirittura nessuna attenzione al di fuori del Belpaese negli ultimi anni. Tuttavia i vini umbri hanno iniziato a ‘gocciolare’ nella coscienza dei consumatori di vino. Il recente interesse per questa regione – continua il mensile americano – può essere attribuito alla lenta ma stabile crescita del Sagrantino, considerato un nuovo vino rosso nonostante la lunga storia.

Anche se la coltivazione su piccola scala dell’uva di Montefalco è datata 1549, quando i monaci la usavano per creare un vino rituale dolce, è sparita del tutto nei secoli successivi e si è quasi estinta negli anni ’60. Solo negli anni ’70 il Sagrantino è stato riportato in vita da alcuni produttori di vino che hanno imparato a domare i tannini aggressivi. Ora quasi mille ettari di Sagrantino sono stati piantati nella regione con i quali si produce un vino terroso, secco e intenso, perfetto per accompagnare formaggi forti come il Pecorino o il tartufo nero o altri piatti tipici della zona a base di carne. Ne risulta – sottolinea Condè Nast Traveler - che il turismo enologico nell’area è aumentato del 20% dal 2013, e la produzione di Sagrantino è triplicata da 600.000 a più di 1,5 milioni di bottiglie negli ultimi dieci anni. I vini dell’area hanno lentamente avuto un piccolo ma significativo successo negli USA: Eataly a New York e Chicago l’anno scorso ha dedicato eventi alla conoscenza dei vini Montefalco e molti ristoranti di Manhattan, come Il Buco Alimentari e Vineria e il Babbo, ora servono Sagrantino e Grechetto prodotti in Umbria.

Montefalco è pronto ad accogliere maggior interesse: c’è ora una strada ufficiale, la Strada del Sagrantino, contrassegnata da indicazioni viola che guidano i turisti da una cantina vinicola all’altra. Aziende come Fattoria Colsanto e Antonelli offrono sistemazioni bed and breakfast e boutique hotel come l’artistico Palazzo Bontadosi che ha aperto di recente e che attira una clientela giovane e internazionale (si trova vicino al centro informazioni della strada del Sagrantino nel centro di Montefalco). Il centro della città ha anche nuovi ristoranti e wine bar come Locanda del Teatro, Alla Via di Mezzo e Sagrantino e Bollicine che hanno aperto le porte negli ultimi due anni portando una cucina eccellente di prim’ordine al piccolo borgo medievale.

E come se questo non fosse abbastanza, Montefalco – conclude la giornalista - è anche la patria di paesaggi impressionanti: grazie alle sue colline, vanta la vista delle colline ondulate umbre e degli oliveti da ogni angolazione. Anche senza fermarsi nelle cantine lungo la Strada, il percorso selvaggio e rigoglioso – fiancheggiato da vigneti infiniti in ogni tonalità di verde – vale la pena di essere fatto. Non ha il glamour impeccabile ed esperto del Chianti o di altri vini toscani; Montefalco e molte sue cantine sono diventate grezze e semplici nel corso degli anni. Secondo alcuni però questo è proprio ciò che rende speciale Montefalco”

http://www.cntraveler.com/stories/2015-03-09/why-montefalco-is-italy-best-new-wine-region 

COMMENTI

comments powered by Disqus

Ricerca vino o cantina

Cerca

Partecipa al sondaggio

Quale metodo preferisci per acquistare i tuoi vini?

Aperto Sabato 13 Febbraio 2016

Questo sito non può rappresentare una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinità. Pertanto non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. La redazione dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata, e saranno comunque sottoposti a moderazione.

© 2015 Evolve Digital - P.IVA 02926510922 - Tutti i diritti riservati.