28 Settembre 2015

CASTELLINALDO D’ALBA (CN)  

Vendemmia con gli amici pochi filari di proprietà e viene multato per lavoro nero

E’ di questi gironi la notizia che un pensionato di 70 anni in Piemonte si è visto consegnare una multa da 20.000,00 Euro per avere chiamato quattro suoi amici per raccogliere l'uva da trasformare in vino. Capolarato? Ma quando mai! Penso che almeno una volta nella vita ci sia capitato di dare una mano ad un amico o conoscente per un rito che si ripete da secoli nelle nostre terre. Rito! Si perche l’uva e il vino a differenza di altre colture sono legate in modo indissolubile alla cultura, alla convivialità e alla condivisione. Il giorno della vendemmia è tradizione chiamare gli amici, soprattutto nelle piccole comunità, quando l'uva è matura per raccogliere a mano i grappoli come si faceva un tempo. M’immagino la faccia del signore di una certa età che si guarda intorno spaesato dopo il “blitz” dell'ispettorato del lavoro e carabinieri, accusato di lavoro nero per la vendemmia del vino di casa sua, come sicuramente faceva da 60 anni.

Ricordiamoci che la vendemmia era una festa dove ritrovarsi insieme quando in passato ogni famiglia aveva il proprio vigneto per la provvista familiare. La raccolta dell’uva avveniva durante il fine settimana dall’alba al tramonto. E in molti casi avviene ancora così nelle nostre campagne, anche se con utensili e mezzi più moderni. Si stendeva un grande telo nel quale si depositava l’uva raccolta con i cesti di canne in attesa del carro a buoi. 
Tutta la famiglia si riuniva per raccogliere l’uva, e durante il sabato pomeriggio partecipavano anche i bambini. Da questo momento iniziava la pigiatura, un vero e proprio rito di trasformazione a piedi nudi. Le uve rosse dopo la pigiatura, venivano depositate dentro dei tini per la prima fermentazione, della durata di circa 6 giorni, prima della torchiatura. 

A quanto pare a questo Paese non interessa più né la cultura, né le tradizioni, solo gli aspetti legati al denaro. Purtroppo anche chi dovrebbe avere il buon senso nell’applicare certe regole, non lo ha. Se vedo un campo di pomodori con 30 braccianti extracomunitari forse mi viene il dubbio che si tratta di una attività finalizzata al lucro e controllo, ma per pochi filari vendemmiati da 4 simpatici vecchietti forse mi faccio qualche domanda. Mi viene da pensare al figlioletto del titolare di un bar che riceve un bicchiere d’acqua dal padre che dovrebbe fare lo scontrino o son mazzate del fisco… Grande evasore anche in questo caso… Meditiamoci tutti… Invece di essere assuefati dalle ingiustizie… 

Augusto Piras
Wine Editor - Sommelier
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