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Denominazioni

Vernaccia di Oristano

  • Articolo 1
    La denominazione di origine controllata "Vernaccia di Oristano" è riservata al vino che risponde ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
     
  • Articolo 2
    Il vino "Vernaccia di Oristano" deve essere ottenuto esclusivamente dalle uve provenienti dal vitigno Vernaccia di Oristano.
     
  • Articolo 3
    Le uve devono essere prodotte nella zona di produzione appresso delimitata che comprende in tutto o in parte i seguenti territori comunali della provincia di Cagliari: Siamaggiore, Zeddiani, Baratili S. Pietro, Nurachi, Riola Sardo, Oristano (con le frazioni Nuraxinieddu, Massama, Donigala Fenugheddu, Silì, Santa Giusta, Palmas Arborea), Cabras (frazione Solanas), Simaxis (con la frazione S. Vero Congius), Solarussa, Ollastra Simaxis, Zerfaliu, Tramatza, Milis, S. Vero Milis, Narbolia. Il confine della zona partendo dal piccolo centro abitato di S. Giovanni Sinis costeggia la riva settentrionale degli stagni di "Mistras" e di "Mardini" fino alla congiungente di questo ultimo con la strada provinciale Cabras- Gran Torre e seguendo questa, si giunge in località Gran Torre. Da questa località, il limite segue il percorso della strada che conduce a Oristano fino al 1° bivio della litoranea "Brabau", congiungendosi questa con la strada per il "Pontile".
    Si devia quindi a sinistra e, percorrendo la strada tergo argine destra del fiume Tirso sino al raccordo con la provinciale Oristano-Gran Torre, si giunge all'incrocio con la statale Carlo Felice n. 131 e precisamente in località "Madonna del Rimedio". Da qui il limite segue la strada Carlo Felice n. 131, che attraversa gli abitati di Oristano e Santa Giusta, escludendo dalla zona interessata alla "Vernaccia" i terreni che si trovano sulla destra di detta strada. Dall'abitato di Santa Giusta, il limite prosegue fino a Palmas Arborea, dopo aver attraversato il passaggio a livello sulla ferrovia Cagliari-Olbia, e percorsa la comunale Santa Giusta - Palmas Arborea si segue la strada di bonifica (n. 9) fino all'incrocio con la statale del Tirso in prossimità della stazione Ferrovie dello Stato di Simaxis. Deviando sulla destra e seguendo la statale del Tirso, si attraversano i centri abitati di Simaxis, s. Vero Congius Nuovo e Ollastra Simaxis.

    Da quest'ultimo centro il limite prosegue fino alla dighetta di sbarramento S. Vittoria, dove si giunge tramite la strada di bonifica n. 22. Dalla dighetta, si raggiunge il centro abitato di Zerfaliu percorrendo la comunale Zerfaliu-San Vero Congius e, proseguendo per la comunale Zerfaliu-Tramatza dopo aver attraversato il casello ferroviario n. 33 di "Campu Antruxius", si giunge all'incrocio con la statale Carlo Felice n. 131. Dal predetto incrocio, dopo aver attraversato l'abitato di Tramatza, il limite prosegue verso la periferia dei centri abitati di Milis e Narbolia seguendo la strada provinciale Tramatza-Milis e quella comunale Milis-Narbolia. Lasciando a nord l'abitato di Narbolia, il limite prosegue seguendo la provinciale che da Narbolia porta a Riola fino ad incontrare il 1° bivio che si trova sulla destra e che immette nella vicinale "S. Eremitas". Seguendo questa ultima si raggiunge prima la cappella S. Eremita a quota 88, successivamente la "Fornace" in prossimità del "Nuraghe Perdighisi" (zone queste a nord-ovest del limite territoriale Narbolia-San Vero Milis) ed infine la cantoniera Cadreas (quota 74) posta sul tratto della strada occidentale sarda Riola-Cagliari.
    Da qui il limite continua dirigendosi verso sud percorrendo l'occidentale sarda in direzione dell'abitato di Riola e fino a raggiungere l'incrocio della statale per Riola con la comunale per "Is Arenas". Voltando poi a destra si segue quest'ultima per un piccolo tratto (m. 500 circa) e successivamente il limite di confine tra i comuni di Riola e frazione S. Vero Milis, fino al suo incrocio con la strada che dall'occidentale sarda porta a Putzu Idu in prossimità di "Su Bastonariu". Segue verso ovest detta strada fino a "Perda-Martigiana" per voltare verso destra e continuare sulla comunale per "Is Benas". Costeggia la parte orientale dello stagno "Is Benas" e raggiunge la costa del mar Mediterraneo alla torre Scala e Sale. Da questo punto il limite raggiunge l'abitato S. Giovanni Sinis seguendo il periplo della costa occidentale.
     
  • Articolo 4
    Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino "Vernaccia di Oristano" devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve ed al vino le sue specifiche pregiate caratteristiche tradizionali. I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino. E' vietata ogni pratica di forzatura. La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino "Vernaccia di Oristano" è stabilita in q.li 80 per ettaro di coltura specializzata. Fermi restando i limiti massimi sopra indicati, la resa massima per ettaro di coltura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite. A detti limiti, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso una accurata cernita delle uve, purché la produzione non superi del 20% il limite massimo. Qualora le sperimentazioni comprovino la possibilità di nuove forme di allevamento più produttive, capaci di assicurare tuttavia le caratteristiche tradizionali al prodotto, il ministro dell'Agricoltura e delle Foreste potrà, con proprio decreto, aumentare per esse il limite predetto. La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 65%.
     
  • Articolo 5
    Le operazioni di vinificazione, di conservazione e di invecchiamento della "Vernaccia di Oristano" devono essere effettuate all'interno dei comuni i cui territori rientrino in tutto o in parte nella zona di produzione prevista nell'art. 3. Possono essere destinate alla vinificazione per la preparazione della "Vernaccia di Oristano" uve che abbiano una gradazione alcolica complessiva naturale non inferiore a gradi 14. Nella vinificazione in bianco delle uve, debitamente diraspate e pigiate sofficemente, sono ammesse soltanto le pratiche enologiche tradizionali. Nel corso del mese di marzo dell'anno successivo a quello della vendemmia il vino, previa filtrazione ed eventuale chiarificazione, viene trasferito in botti di castagno o di rovere per subirvi, a partire dalla data di trasferimento, almeno due anni di invecchiamento. Le cantine in cui viene effettuato l'invecchiamento devono essere ventilate, risentire della temperatura esterna ed essere situate nel territorio di cui al primo comma del presente articolo.
     
  • Articolo 6
    La "Vernaccia di Oristano", all'atto dell'immissione al consumo, deve avere le seguenti caratteristiche:
    • colore: giallo dorato ambrato;
    • odore : profumo delicato alcolico con sfumature di fior di mandorlo;
    • sapore: fine, sottile, caldo, con leggero e gradevole retrogusto di mandorle amare;
    • gradazione alcolica minima svolta: 15% in volume;
    • estratto secco netto minimo: 18 per mille;
    • contenuto massimo in zuccheri: 4 g. per litro.

      E' facoltà del ministro per l'Agricoltura e delle Foreste, con proprio decreto, di modificare i limiti sopra indicati per l'estratto secco netto.
       
  • Articolo 7
    Il vino "Vernaccia di Oristano", ottenuto da uve aventi una gradazione alcolica complessiva minima naturale di gradi 15, che sia immesso al consumo con una gradazione alcolica minima svolta di gradi 15,5 e che sia stato sottoposto ad un periodo di invecchiamento, nelle condizioni di cui al precedente art. 5, non inferiore a tre anni, può portare la qualifica di "superiore".
     
  • Articolo 8
    La "Vernaccia di Oristano", dopo il primo travaso, può essere usata per la preparazione del vino "Vernaccia di Oristano" liquoroso mediante la sola pratica dell'aggiunta di alcol da vino o da materie vinose o di acquavite di vino. Il prodotto così trattato, previe le operazioni di cantina eventualmente necessarie, deve essere trasferito in botti di castagno o di rovere per subire un invecchiamento minimo di due anni. Le operazioni di preparazione e di invecchiamento del vino "Vernaccia di Oristano" liquoroso devono essere effettuate in cantine ubicate all'interno dei comuni i cui territori rientrino in tutto o in parte nella zona di produzione prevista dal precedente art. 3.
     
  • Articolo 9
    Il vino "Vernaccia di Oristano" liquoroso deve avere una gradazione alcolica svolta non inferiore al 16,5% in volume ed un contenuto in zuccheri non inferiore ai 50 g per litro e non superiore agli 80. Il tipo secco (dry) deve avere una gradazione alcolica svolta non inferiore al 18% in volume e un tenore in zuccheri non superiore ai 40 g per litro.
     
  • Articolo 10
    Alla denominazione di origine controllata "Vernaccia di Oristano" è vietata la aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi "extra", "fine", "scelto", "selezionato" e simili. E' consentito tuttavia l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente. Inoltre è consentito qualificare "riserva" la "Vernaccia di Oristano" superiore, qualora l'invecchiamento in fusti, nelle condizioni stabilite nel presente disciplinare di produzione, venga effettuato per non meno di quattro anni effettivi. Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino "Vernaccia di Oristano" può figurare l'indicazione dell'annata di produzione delle uve purché veritiera e documentabile.
     
  • Articolo 11
    Chiunque produce, vende, pone in vendita o chiunque distribuisce per il consumo con la denominazione di origine controllata "Vernaccia di Oristano" vini che non rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare, è punito a norma dell'art. 28 del DPR 12 luglio 1963, N. 930.
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Aperto Sabato 13 Febbraio 2016

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