19 Gennaio 2012

Crisi: Tasse Italiani Finanziano Finto Pecorino di Stato & C.

La produzione di pecorino e caciotta in Romania come la vendita all’estero di salame calabrese fatto però negli Stati Uniti sono state finanziate con le tasse degli italiani senza alcun beneficio per il Paese ma facendo anzi concorrenza sleale a tutte le produzioni tipiche espressione vere del territorio. E’ quanto emerge nella prima relazione sulla contraffazione e pirateria nell’agroalimentare elaborata dalla Commissione Parlamentare di inchiesta sulla base dell’audizione del presidente della Coldiretti Sergio Marini.

La Coldiretti ha avviato una mobilitazione sui finanziamenti accordati dalla finanziaria pubblica Simest a iniziative che danneggiano il Made in Italy. Un evidente caso di “utilizzo improprio di risorse pubbliche”, destinate alla produzione e distribuzione di prodotti alimentari nati all’estero, presentati come italiani, ma che nulla hanno a che fare con il tessuto produttivo del Paese. Un esempio concreto su dove colpire per evitare non solo che le risorse pubbliche vengano sprecate, ma che facciano addirittura danni al Made in Italy. La Coldiretti denuncia che l’attività della “Società italiana per le imprese all’Estero Simest s.p.a.”, società finanziaria controllata dal Ministero dello sviluppo economico si indirizza verso investimenti in attività di delocalizzazione che sottraggono colpevolmente opportunità di lavoro e occupazione al sistema Italia”.

In sintesi, il Ministero dello Sviluppo, attraverso la Simest, sta finanziando imprese italiane per produrre e commercializzare all’estero prodotti che di italiano hanno solo il nome. Prodotti che nascono all’estero, con materia prima e manodopera estere. E’ il caso dell’azienda casearia Lactitalia che è partecipata da Simest al 29,5 per cento e produce in Romania formaggi con nomi italiani “Caciotta” e “Pecorino”, ma lo Stato italiano promuove le vendite all’estero del salame calabrese prodotto negli Stati Uniti e venduti a New York dalla salumeria Rosi del Gruppo Parmacotto. Per il presidente Sergio Marini non è politicamente, economicamente e moralmente accettabile che lo Stato, che rappresenta tutti i cittadini italiani, finanzi direttamente o indirettamente la produzione o la distribuzione di prodotti alimentari che contaminano il valore del territori facendo concorrenza sleale a tutte le produzioni tipiche vere espressioni di quei territori. Di fronte a questa situazione la Coldiretti si pone due domande:

  1. Quali vantaggi traggono i cittadini italiani dal finanziamento pubblico di queste operazioni in termini occupazionali ed economici ?
  2. Anziché finanziare il ritorno delle imprese in Italia perchè lo Stato investe risorse pubbliche per finanziare produzioni all’estero ?

www.coldiretti.it

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