Balente - Vini Carboni - I.G.T. - Isola dei Nuraghi.

Balente è un vino rosso a Indicazione Geografica Tipica - Isola dei Nuraghi ottenuto da uve rigorosamente selezionate, Bovale Sardo, Muristellu, Cannonau, Monica. Vino di colore rosso rubino intenso, dal profumo caratteristico del vitigno con delicate e persistenti note di frutti a bacca rossa,

ben fusi a sentori di spezie. Sapore pieno, vellutato e persistente, in un'elegante armonia d'insieme si percepiscono note fruttate che lo rendono estremamente piacevole al palato. Ideale con formaggi e generalmente con carni rosse. Servire a temperatura di cantina.

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Murales - Olbia.
Grandi vini di Sardegna

La passione per la vite ed il vino sono nell’anima dei Soci che, grazie ad un’attenta gestione, controllano al meglio ciò che la natura offre. Le moderne tecnologie ci permettono, nei vari passaggi, dall'uva al mosto, al vino, alla bottiglia, di conquistarne Pregio, Eleganza ed Equilibrio.

I controlli su tutto il processo di lavorazione e la corretta applicazione delle pratiche enologiche garantiscono La sincerità dei nostri vini. Dai vigneti, collocati in posizione di favore, provengono la maggior parte delle nostre selezionatissime uve dalle quali si ottengono circa 120.000 bottiglie.

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Deserto, Moscato di Cagliari D.O.C.
L'ultimo nato in casa Mulleri!

Intorno era una infinita dolcezza di paesaggio orientale; nuvole rosse come fiamme solcavano verdognole il cielo del crepuscolo nello sfondo violetto del mare. Questi erano i colori e la dolcezza della Sardegna.

Maggiori informazioni cantina Mulleri

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lestradedelvino.com!!!
Il portale sul mondo del vino in Sardegna

Lestradedelvino.com è un portale tematico sul mondo del vino in Sardegna e si pone come obiettivo quello di diventare il punto di riferimento per appassionati, addetti del settore o semplici curiosi.
Lestradedelvino.com nasce dalla voglia di far conoscere e valorizzare il vino Sardo, le sue origini e la sua storia, divulgare quelle realtà che riescono a creare vini di assoluta eccellenza, ma rimangono poco conosciute o confinate all'interno dell'isola...

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Non Solo Vino

13 Gennaio 2012 Commenti 0

Made in Italy: All'estero meno in titoli ma record in tavola (30 Mld)

Nell’anno in cui lo spread è schizzato alle stelle a causa del mancato acquisto dei titoli di stato italiani da parte degli investitori esteri per il Made in Italy sulle tavole mondiali invece è stato raggiunto nel 2011 il massico storico di circa 30 miliardi nel valore delle esportazioni, per effetto di una crescita del 9 per cento. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base degli andamenti registrati nel commercio estero agroalimentare dall’Istat nei primi nove mesi del 2011.

“Le performance positive registrate sui mercati internazionali dal settore piu’ rappresentativo dell’economia reale dimostra che il Paese puo’ tornare a crescere solo se investe nelle proprie risorse che sono i territori, l’identità, la cultura e il cibo” ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “l’agroalimentare è una leva competitiva formidabile per trainare il Made in Italy nel mondo”.

Il risultato del 2011 - sottolinea la Coldiretti - è il frutto di esportazioni agroalimentari effettuate per la grande maggioranza nei paesi dell’Unione Europea dove si realizza 2/3 del fatturato estero complessivo con un crescita in valore dell’8 per cento, ma anche dell'aumento negli Stati Uniti (+10 per cento) e nei mercati emergenti come quelli asiatici dove si è avuto l’incremento maggiore con un + 18 per cento e si sono avvicinati in valore agli Usa.

A crescere all’estero - precisa la Coldiretti - sono stati i settori piu’ tradizionali del Made in Italy come il vino che ha messo a segno un aumento record in valore del 25 per cento, il formaggi a partire da grana e dal parmigiano reggiano che sono i piu’ esportati con una crescita del 26 per cento ma anche l’olio di oliva (+9 per cento), la pasta (+7 per cento) mentre rimane pressochè stabile l’ortofrutta.

Non mancano - continua la Coldiretti - risultati sorprendenti come ad esempio la crescita boom del 18 per cento nell’export della birra Italiana in Gran Bretagna, grande paese produttore di questa bevanda o la crescita record dello spumante in Russia che con un +40 per cento si classifica addirittura al quarto posto tra i paesi esteri di destinazione ma anche l’incremento del 22 per cento nelle esportazioni di formaggi italiani in Francia che è tradizionalmente molto nazionalista in questo campo

L'andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare da una piu’ efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale: All'estero - stima la Coldiretti - il falso Made il Italy a tavola fattura 60 miliardi di euro e sono falsi tre prodotti alimentari di tipo italiano su quattro. Le denominazioni Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono le piu’ copiate nel mondo con il Parmesan diffuso in tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Canada, dall'Australia fino al Giappone, ma in vendita c'è anche il Parmesao in Brasile, il Regianito in Argentina, Reggiano e Parmesao in tutto il Sud America, ma anche Pamesello in Belgio o Parmezan in Romania. Per non parlare del Romano, dell'Asiago e del Gorgonzola prodotti negli Stati Uniti dove si trovano anche il Chianti californiano e inquietanti imitazioni di soppressata calabrese, asiago e pomodori San Marzano “spacciate” come italiane. E in alcuni casi sono i marchi storici ad essere “taroccati” come nel caso della mortadella San Daniele e del prosciutto San Daniele prodotti in Canada. Un fenomeno che frena la diffusione del Made in Italy e che - precisa la Coldiretti – è causa di danni economici, ma anche di immagine. Il rischio reale è che si radichi nelle tavole internazionali un falso Made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili. I risultati positivi delle esportazioni alimentari peraltro non si sono ancora adeguatamente trasferiti alle imprese agricole dove - conclude la Coldiretti - si registrano ancora in molti settori quotazioni al di sotto dei costi di produzione, a conferma delle pesanti distorsioni che permangono nel passaggio degli alimenti lungo la filiera dal campo alla tavola.

IL BOOM DEL MADE IN ITALY SULLE TAVOLE MONDIALI NEL 2011

Vino + 25 per cento
Grana e Parmigiano reggiano +26 per cento
Olio di oliva +9 per cento
Pasta +7 per cento
Ortofrutta -
TOTALE + 9 per cento
VALORE 30 MILIARDI

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Istat in valore relativi ai primi 9 mesi del 2011

www.coldiretti.it

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