1 Agosto 2011 Commenti 0
Inaugurato il museo del sughero prime commesse dalla Cina
CALANGIANUS. Finalmente il Museo del sughero nella capitale italiana del sughero. Nel 2011, anno in cui l'economia sugheriera dopo anni di crisi dà qualche lieve segno di ripresa, Calangianus ha il suo museo. Per non dimenticare le proprie origini e offrire ai visitatori un quadro completo di oltre 150 anni di storia di una lavorazione che è cambiata anche perché il prodotto finito, il classico turacciolo, ora è diventato, per il sempre più valorizzato vino, elemento indispensabile e prezioso.
Calangianus però vuole guardare al futuro ma con il museo non vuole perdere le testimonianze dei padri di un lavoro sempre più complesso, di una competenza e di una manualità straordinaria, di un artigianato e anche le origini di una industria sempre più intraprendente. Per l'occasione il sindaco ha comunicato che i contatti promossi dal Comune con la Cina hanno maturato le premesse per inviare in Cina tre tir di prodotti finiti dei consorzi artigiani.
Questo il futuro ma tutta la storia legata all'oro verde delle sugherete sarde non si vuol dimenticare e fa bella mostra di sé nel Museo del sughero inaugurato ieri 17 con il taglio del nastro da parte del sindaco Antonio Scano. In qualche azienda si cercava di presentare un po' di storia della lavorazione del sughero, ma era sempre qualcosa che soddisfaceva circuiti di visitatori con poche ricadute sul paese. Ora si gira pagina. «Oggi è una data storica per Calangianus» ha detto Scano nel salutare i convenuti, fra cui alcuni sindaci galluresi. E' riuscito con i suoi collaboratori a offrire una struttura che ospita in due piani documenti, filmati, macchine d'epoca per la lavorazione del sughero, angoli dei vecchi laboratori. L'allestimento del museo è stato curato in collaborazione con l'associazione "Contiamoci"
Fonte: La Nuova Sardegna











