15 Settembre 2011 Commenti 0
La Sardegna brinda: più uva e di migliore qualità. Vendemmia 2011: caldo intenso in molte zone ma, quest'anno, niente peronospora
SASSARI.
Dagli importanti quotidiani nazionali del Nord alle agenzie di stampa, ieri, sono state versate lacrime amare sul calo della produzione di uva durante la vendemmia 2011. Ma anche nella vendemmia la Sardegna fa eccezione: in molte aree isolane le previsioni sono buone sia sul piano della qualità che della quantità delle uve che si stanno raccogliendo in questi giorni. «L'inverno in Sardegna è stato rigido e piovoso, portando a regime terreni e riserve idriche - scrive nel suo rapporto l'associazione sarda degli enologi ed enotecnici - Il gradevole ritorno della primavera, accompagnato da una buona dotazione idrica dei terreni, ha favorito una buona ripresa vegetativa delle viti».
Queste, spiega il rapporto, «hanno avuto un'ottima schiusura della gemme, ma causa l'eccesso di vigoria accoppiato al ritorno delle piogge e di basse temperature (sensibili ritorni di freddo) in fase fiorale, per alcuni vitigni come il Vermentino non ha favorito un'ottimale fioritura. Per cui in molte zone dell' isola su questo vitigno i rachidi si presentano molto sviluppati, ma con notevole acinellatura; di conseguenza si prevede per questa varietà una leggera flessione della produzione».
Non ci sono stati importanti attacchi di peronospora, come successo in alcuni areali del sud Sardegna nel 2010 (Campidano e Sulcis). Si è manifestato, invece, qualche attacco di oidio nelle varietà più sensibili, peraltro ben controllato dai viticoltori.
L'ennesimo break estivo del mese di Luglio - si legge nel rapporto dell'Assoenologi -, caratterizzato per quanto riguarda la Sardegna esclusivamente da un notevole rinforzo della ventilazione nord-occidentale (per oltre 20 giorni) e da un calo termico importante, accompagnato da discrete precipitazioni, dovrebbe scongiurare importanti crisi idriche per la vite».
Ma il caldo torrido di agosto ha complicato la situazione. E oggi chi facesse un giro nelle vigne sarde, a seconda delle zone visitate, se non sono state attrezzati adeguati impianti di irrigazione si trova di fronte viti molto stressate dal caldo e grappoli spesso disidratati.
«E' presto per fare i bilanci - dice Giovanni Pinna, enologo di Sella&Mosca - siamo ancora in piena vendemmia. Certo una vendemmia anticipata, se si pensa che lo scorso anno, per esempio, abbiamo concluso la vendemmia il 5 novembre. Quest'anno concluderemo la raccolta un paio di settimane prima. Per ora vediamo che certe uve rosse come il Merlot, in alcune zone dell'isola, rischiano di soffrire un po', meno rischio corrono invece vitigni che vendemmieremo nelle prossime settimane, come il Cabernet Sauvignon. Ma in Sardegna non si possono fare discorsi troppo generalizzati. E mi spiego: nel 2010 nel Sulcis e in Campidano buona parte della produzione è andata persa, nella nostra azienda abbiamo registrato il terzo miglior risultato nella storia delle nostre vendemmie».
«In Gallura - spiega Dino Addis, direttore della Cantina Gallura di Tempio- l'altalenante andamento climatico e i venti giorni di maestrale a luglio determineranno una diminzione nella produzione del Vermentino di almeno il 5%. Ma abbiamo appena cominciato la vendemmia e non siamo in grado di fare delle previsioni attendibili. Potremo farlo quando saremo almeno a metà raccolta. Molto dipende dal tempo che farà da ora in avanti».
Non è ancora iniziata la raccolta neanche a Mamoiada. «Siamo contenti di come sono andate le cose sul piano sanitario - ammette Francesco Sedilesu della omonima azienda - La maturazione fenolica va bene e sono buoni anche i livelli di acidità e il colore. Speriamo che piova un po' in modo da abbattere parte degli zuccheri dei quali le uve sono ricche. Ma ora molto dipenderà dal tempo che farà da ora in poi».
«Se la qualità delle uve è buona - sottolinea Antonio Posadinu, direttore commerciale di Sella & Mosca - no dobbiamo preoccuparci più di tanto del calo della produzione. Chissà che non serva a far capire che non si può svendere il vino a pochi centesimi la bottiglia».
«Macchè calo di produzione - dice Gianni Covone, direttore commerciale della cantina di Dolianova - Per noi è vero il contrario. Avremo almeno il 15% in più che ci compenserà del calo avuto lo scorso anno anno a causa della peronospora e di quello di due anni dovuto al maltempo. Dai 67 mila quintali d'uva raccolta nel 2010 andremo agli 80 mila quintali 2011. Stiamo conquistando nuovi mercati: dobbiamo lamentarci?»
«La qualità è buona - fa eco Ercole Jannone, enologo della stessa cantina - Se tutto procede così bene sarà un'ottima annata».
Fonte: La Nuova Sardegna











