9 Luglio 2011 Commenti 0
Nasce a Sant'Antonio il nuovo vermentino che parla americano
SANT'ANTONIO. Lui il sogno americano l'ha già vissuto. Ma ora che a Miami ha trovato la fortuna con i vini, Renato Spanu è deciso a compiere il percorso inverso: ha comprato un terreno a Sant'Antonio, il paese che lasciò giovanissimo. E ha già cominciato a produrre un vermentino, lo Jankara. Vuole lasciare gli States per inseguire il suo sogno gallurese. «Ho 35 anni - racconta Renato -, sono partito da Sant'Antonio a 17 anni, sull'esempio di mio padre che lavorava da quando aveva 16 anni sulle navi da crociera e andò avanti e indietro prima di fermarsi in Gallura. Lui mi ha trasmesso la cultura del movimento, della scoperta». Frequenta l'università di business internazionale in Florida, «lavorando in un ristorante per pagarmela e giocando a tennis grazie a una borsa di studio, fatto che mi ha consentito di viaggiare parecchio». A 20 anni Renato comincia entra nel settore vino, diventa specialista in prodotti italiani per la Southern wine & spirits. Quindi dopo 3 anni viene ingaggiato dalla Empson, la più prestigiosa azienda di esportazione di vini italiani al mondo. «Oggi sono il direttore generale per la Florida - ormai sono con i signori Empson, persone eccezionali, da 11 anni».
Mentre Renato costruisce la sua splendida carriera, si sposa con una ragazza nicaraguense conosciuta all'università, Angela. Poi... «Non ho mai scordato quando da bambino andavo nella vigna con nonno. E allora sei anni fa, quando l'economia era fantastica, ho convinto mia moglia a inseguire un sogno fantastico. Angela è diventata socia al 50 per cento (sì, siamo molto americani in questo...) del progetto Jankara. Così è iniziata questa pazzia». Avrebbe voluto comprare proprio la vigna del nonno, ma era già stata venduta. «Volevo un terreno in una zona particolare, sul lago del Liscia, tra Sant'Antonio, Luras e Calangianus. si chiama "Vena di San Leonardo" e per me è la migliore al mondo per il vermentino: colline granitiche, con esposizione fantastica, un microclima con l'influenza del lago e della montagna che procura sbalzi termici straordinari, da 30 gradi di giorno a 8 di notte, così l'uva restain pianta più tempo e assorbe e crea profumi».
Ne compra 8 ettari, quattro diventano vigna: 5000 piante per ettaro, 20mila piante, rese bassissime. «Obiettivo: puntare solo sulla qualità». Nasce lo Jankara, parola che mescola Jannaca (la zona dei terreni) e Karana (dove c'era la vigna del nonno). Renato ne è enusiasta. Ha prodotto la prima annata, quella del 2010. E se il progetto decolla, può diventare la sua vita. «Sarà l'unico vermentino di Gallura a essere distribuito in tutti gli Usa, tramite Empson, naturalmente, e anche in Australia. Poi andremo in Germania, Norvegia e Giappone». Qualcuno lo prenderà per matto: «Lo so, ma sono un po' stanco di girare il mondo, è bellissimo ma la Sardegna è unica. Devo molto a Miami - spiega Renato -, ma i sardi non hanno idea di dove abitino: ritmo lento, vita sana, opportunità di godersi la famiglia, tradizioni, ambiente spettacolare. E gli amici. Da quasi 20 anni vivo negli Usa, ma li posso contare sulle dita di una mano. Quando rientro a Sant'Antonio invece è una festa». Il difetto della Sardegna? «La scarsa capacità di sapersi vendere.
Siamo un po' chiusi, non guardiamo la deep pitcher, l'insieme, ma solo il particolare. Questa ospitalità però non esiste altrove al mondo». Anche Angela («una roccia») è stata conquistata dall'isola. Renato è certo di essere stato avvantaggiato da quella capacità di comunicazione che ai sardi spesso manca, tra loro e con l'esterno: «Dalla nascita parlavo due lingue, ora lo spagnolo. E il gallurese». Renato si è posto un obiettivo: «Trasferirmi in 3-5 anni. se le stelle si allineano, se il vino esplode. per ora dobbiamo lavorare laggiù per mantenere la proprietà a Sant'Antonio». E i signori Empson che diranno? «Mi dispiacerà lasciarli. Loro sono entusiasti di promuovere la Sardegna: d'altronde vanno spesso a Porto Cervo, da 40 anni». Nel futuro della piccola Emma Leah, la figlioletta avuta 10 mesi fa, c'è un viaggio importante. «Sapete, lei e lo Jankara sono nati lo stesso giorno, il 28 settembre 2010 c'è stata la prima vendemmia - sorride Renato -: pensa che giornata è stata per noi».
Fonte: La Nuova Sardegna











