29 Aprile 2011 Commenti 0
Per raccontare «Storie di vite»
Domani al Man lo spettacolo del Laborintus scritto da Fois e Murgia
«Storie di vite. Vini, uomini e donne di Sardegna»: questo il titolo del reading, in scena questo giovedì alle 21 al Man di Nuoro, che racconta l'epopea del vino sardo attraverso la storia di sei cantine, unite in consorzio, e del loro incontro con la scienza. Tradizione e innovazione unite nel segno della millenaria cultura del vino. Il reading, promosso dal consorzio Convisar, è portato in scena dall'Ensemble Laborintus di Sassari su musiche originali di Gabriele Verdinelli. I testi portanti di «Storie di vite» sono di due tra i più amati scrittori sardi, Marcello Fois e Michela Murgia, che hanno scritto per lo spettacolo anche alcune liriche. I due autori saranno presenti, domani, alla prima del reading. A ricostruire le storie delle sei cantine e raccontare i risultati scientifici del progetto Convisar saranno invece i testi di Monica De Murtas, Speranza Serra e Angelo Vargiu. Sul palco l'attrice Mariantonietta Azzu interpreterà i percorsi di passione, tenacia e tradizione evocati dal racconto, la cantante Laura Mamia eseguirà invece le liriche in lingua sarda intrecciate nella narrazione.
«Le musiche originali dello spettacolo - dice Gabriele Verdinelli - seguono un'idea base: la possibilità di scrivere della musica direttamente ispirata alla tradizione sarda senza utilizzare la citazione diretta o, peggio ancora, la caricatura folkloristica. Elementi ritmici, modalità esecutive, successioni melodiche e armoniche sono stati decontestualizzati, rielaborati e ricomposti secondo stilemi caratteristici della musica popolare attuale, nella convinzione che il miglior omaggio alla musica della nostra tradizione consista nel preservarla intatta e nell'impadronirsi, con fatica e fantasia, della lezione del suo secolare artigianato». Ad eseguire le musiche dello spettacolo l'Ensemble Laborintus. L'iniziativa è uno dei frutti di una decisione importante: per la prima volta sei importanti aziende vitivinicole sarde - Argiolas di Serdiana, Li Duni di Badesi, Cantina delle Vigne di Piero Mancini di Olbia, Cantina Sociale del Mandrolisai di Sorgono, Cantina Sociale Gallura di Tempio, Cantina Sociale Trexenta di Senorbì - si sono riunite in un consorzio (Convisar) per valorizzare le loro produzioni all'interno di un progetto comune. «Le storie individuali e delle aziende - dice il responsabile scientifico Gianni Nieddu - si sono intrecciate nel progetto con quelle di un gruppo di oltre cinquanta ricercatori, che hanno lavorato insieme per migliorare la filiera vitivinicola della Sardegna. Il lavoro che sono stati capaci di fare in questi ultimi anni è davvero importante.
Il loro comune obiettivo è stato quello di riscoprire l'identità vitivinicola dell'isola e di produrre vini nuovi, studiando gli ambienti e le tecniche di coltivazione e trasformazione delle varietà, comprese quelle minori, presenti da millenni nell'isola ma da lungo tempo dimenticate. Tutto ciò che è stato scoperto era già presente nei vigneti, molto era nella storia e nella sapienza di generazioni di migliaia di viticoltori. Ora la conoscenza stata ricomposta». «Musica e letteratura ci aiutano a raccontare questa "impresa" - dice il direttore artistico Monica De Murtas - anche a chi non si occupa per mestiere o per passione di agricoltura, viticoltura, enologia. Vogliamo far conoscere questo progetto a tutti quelli che amano il vino, la tradizione, l'arte e la memoria, perché c'è tutto questo in ogni singolo bicchiere di vino che beviamo». 27 aprile 2011
Fonte: La Nuova Sardegna











