7 Settembre 2011 Commenti 0
Vendemmia 2011, ci sarà un calo
E' cominciata la raccolta: l'imperversare dello scirocco ha disidratato le uve del moscato e quelle più mature, ma la qualità resterà alta.
TEMPIO. Al via la vendemmia 2011. In Alta Gallura la raccolta delle uve, secondo l'andamento stagionale e la programmazione dei grandi produttori, è cominciata da alcuni giorni. Andrà avanti fino a metà ottobre, seguendo il livello di maturazione delle diverse specie in auge in questi territori. Come sempre si è partiti dalle uve moscato, aromatiche e delicate come il vino che ne deriva. Ma già in questi giorni si procederà con la raccolta del vermentino, uva che ha trovato in Gallura terreno d'elezione per dar corso alla produzione dell'omonimo vino che solo in quest'area, unica nell'isola e fra le poche nel meridione d'Italia, si fregia della Docg, denominazione d'origine non solo controllata ma anche garantita, e che ha riscontrato negli ultimi anni il riconoscimento nelle rassegne internazionali e il favore del mercato. Via di seguito, fino alla conclusione, alla vendemmia delle uve di più tarda maturazione, generalmente rosse da cui derivano i rispettivi vini.
Trattasi evidentemente di tempi dettati dalla raccolta di uve destinate alla cosiddetta produzione industriale da parte delle cantine, pubbliche e private, e che rappresentano una voce consistente dell'economia agricola dei nostri territori. Tempi diversi regolano invece la raccolta nei vigneti tradizionali ai bordi degli antichi abitati, gestiti in forma amatoriale e la cui produzione non vale in alcuni casi a ripianare i costi di mantenimento e le spese per la grande festa della vendemmia, fatta ricadere nelle domeniche tra fine settembre e inizio di ottobre. Ma come si presenta l'annata? «Come sempre essa è determinata dall'andamento stagionale - risponde Dino Addis, produttore e direttore della cantina "Gallura" di Tempio-. Quest'anno non ha potuto non incidere, qui come altrove, l'eccessivo riscaldamento determinato dall'imperversare dello scirocco che ha portato ad una disidratazione delle uve annullando i risultati di un andamento stagionale molto positivo e promettente.
L'effetto maggiore si è determinato sulle uve di prima maturazione come il moscato, la cui produzione, data in aumento, dovrà invece subire un calo, seppure contenuto entro il 10% rispetto all'annata passata. Identica situazione si era verificata nell'estate 2003. Degli effetti del riscaldamento non potranno non risentire, seppure in minima parte, anche le uve di più tarda maturazione, a partire dai vermentini fino a quelle a bacca rossa. In ogni caso, se la stagione dovesse procedere senza altri intoppi, la qualità non potrà che risultare alta».
Fonte: La Nuova Sardegna











