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Cannonow: a Vinitaly il Cannonau parla la lingua dei giovani

Cannonau Giovane

A Verona il 12 aprile, Sardegna Ricerche ha presentato i risultati di oltre un anno di lavoro sul rapporto tra Cannonau e Generazione Z. In scena al Padiglione 8 e alla Loggia di Fra’ Giocondo: dati, progetti creativi degli studenti e una degustazione raccontata in un nuovo lessico.

Il Cannonau ha un problema di comunicazione con i giovani. Lo dicono i dati, non le impressioni. Un’indagine coordinata da Mara Bellati del BrainLab dell’Università IULM di Milano su un campione di 800 giovani tra i 18 e i 25 anni ha fatto emergere un divario netto: per la Generazione Z il Cannonau è un “monolite” indistinto. Non ne percepiscono le varianti, non distinguono un rosato da una riserva, e soprattutto non lo sentono un vino che li riguarda. Il progetto “Cannonau: il vino giovane”, promosso da Sardegna Ricerche con IED Cagliari e Università di Cagliari, nasce esattamente da qui.

Un anno di ricerca, mille studenti, trenta cantine

Il progetto ha coinvolto tre corsi accademici, circa mille studentesse e studenti, una trentina di cantine sarde e il Consorzio di Tutela del Cannonau di Sardegna DOC. Il lavoro si è sviluppato su due binari. Il primo, scientifico, affidato ai ricercatori IULM: tecniche neuroscientifiche, questionari online e analisi della comunicazione digitale delle cantine per capire dove e come il Cannonau perde il contatto con le nuove generazioni. Tra i risultati: gli under 25 sono particolarmente attenti al packaging, alle etichette e all’esperienza sensoriale. Sono questi gli elementi che creano coinvolgimento e fidelizzazione, non la storia del prodotto né i riconoscimenti delle guide.

Il secondo binario era creativo. Studenti di IED Cagliari e del corso magistrale in Innovazione Sociale e Comunicazione dell’Università di Cagliari hanno lavorato su project work sviluppati direttamente con le cantine: non esercizi teorici, ma proposte concrete di comunicazione per TikTok, Instagram e per ridisegnare il rapporto tra produttore e consumatore giovane.

Il programma della serata alla Loggia di Fra’ Giocondo

La giornata si è divisa in due momenti. Il primo, tecnico, alle 13:45 al Padiglione 8 nello spazio istituzionale della Regione Sardegna: presentazione dei risultati della ricerca IULM con moderazione di Roberto Ripa. In serata, sul Palco della Loggia di Fra’ Giocondo per Vinitaly and the City, è andata in scena la parte esperienziale.

Ad aprire i lavori alle 19:30 Giacomina Cadau, Dirigente del Servizio Finanziamenti per l’Innovazione, la Ricerca e lo Sviluppo di Sardegna Ricerche, e Mariano Murru, Presidente di Assoenologi Sardegna. «Crediamo in un Cannonau sempre più apprezzato per la sua poliedricità e capacità di dare risultati diversi», ha dichiarato Murru, che del progetto è uno dei principali sostenitori istituzionali.

Alle 19:45 Elena Lai, Responsabile del progetto per Sardegna Ricerche, ha illustrato il percorso complessivo. Alle 20:00 è entrato nel vivo il blocco “Dalle cantine ai social, il Cannonau studia comunicazione”: la presentazione dei lavori studenteschi con i due progetti finali, “Tutti (o quasi) i volti del Cannonau” dell’Università di Cagliari e “Cannonow. Il grande rosso che non vuole invecchiare” dello IED Cagliari. Alle 20:20 la degustazione curata dagli studenti di IED Cagliari e Università di Cagliari con la partecipazione di Roberto Ripa, moderatore della serata, per sperimentare un nuovo lessico descrittivo del vino adatto ai giovani. A chiudere alle 20:50 le conclusioni di Sabrina Orrù, Responsabile Settore Networking di Sardegna Ricerche.

Il paradosso americano

Tra i dati presentati, anche la fotografia del Cannonau sui mercati internazionali. Uno studio sulla presenza nelle carte dei vini dei ristoranti statunitensi, 50.000 menu analizzati, ha restituito un risultato netto: solo 1.132 contenevano almeno un Cannonau, contro 26.000 Prosecco e 14.000 Barolo. Lo Stato più ricettivo è la California. Un dato che racconta quanto il lavoro sulla comunicazione, prima ancora che sulla distribuzione, sia decisivo.

Uno strumento per tutto il settore

Sardegna Ricerche ha costruito questo percorso con l’ambizione esplicita di metterlo a disposizione dell’intero comparto produttivo sardo, non solo delle cantine coinvolte direttamente. Lo Young Wine Engagement Index, sviluppato dalla IULM per misurare il grado di attrattività del Cannonau e delle cantine presso i giovani, è pensato per diventare uno strumento condiviso. Se funziona sul Cannonau, può funzionare su qualsiasi vitigno autoctono sardo che fatica a trovare la sua voce con le nuove generazioni.

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