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Cantina Carboni: Portavoce del Patrimonio Vitivinicolo del Mandrolisai

Nicola e Elisa Carboni Cantina Carboni Ortueri

Ortueri, piccolo borgo medievale nel cuore della Sardegna, si erge come testimone silenzioso di millenni di storia. Situato tra la Barbagia e il Barigadu, sul versante occidentale del massiccio del Gennargentu, questo paese incarna l’essenza profonda dell’entroterra sardo.

La storia di Ortueri affonda le sue radici in un passato remoto. Le testimonianze archeologiche rivelano una presenza umana che risale al Neolitico, con Domus de Janas e Dolmen che, purtroppo, il tempo e l’uso intensivo del territorio hanno in gran parte cancellato. È però l’età nuragica a lasciare l’impronta più significativa, con numerosi nuraghi monotorre come Leonai, Su Linnari e Ghenna ‘e Giuncu che punteggiano ancora oggi il paesaggio, testimoniando la ricchezza e la complessità della civiltà nuragica in quest’area.

Il territorio, ricco di pascoli, foreste e terreni fertili, ha attirato insediamenti umani sin dall’antichità. Durante l’epoca romana, la zona vide lo sviluppo di micro-insediamenti chiamati vici, piccoli agglomerati che orbitavano intorno a ville rustiche. Con la caduta dell’Impero Romano e il successivo periodo bizantino, questi insediamenti sparsi si consolidarono gradualmente in un unico centro abitato, l’Ortueri che conosciamo oggi.

Il Medioevo segnò un periodo cruciale per Ortueri. La prima menzione documentata del villaggio risale al Condaghe di Bonarcado, un testo composto tra il 1120 e il 1246. In questo periodo, Ortueri faceva parte della curatoria del Mandrolisai, all’interno del potente Giudicato di Arborea, uno dei quattro stati indipendenti in cui era divisa la Sardegna medievale.


Le vicende storiche successive videro Ortueri passare sotto diverse dominazioni. Dopo la caduta del Giudicato di Arborea, il territorio entrò a far parte della Contea di San Martino, feudo della famiglia Valentino, fino al 1821. Solo nel 1838 Ortueri si liberò definitivamente dal sistema feudale, per poi essere inclusa nella provincia di Nuoro nel 1927.

Questo ricco substrato storico e culturale ha plasmato profondamente l’identità di Ortueri e del Mandrolisai. La vocazione vitivinicola di quest’area affonda le sue radici in questa storia millenaria, con tecniche di coltivazione e vinificazione tramandate di generazione in generazione.

Il Mandrolisai, sub-regione di cui Ortueri fa parte, si distingue nel panorama vinicolo sardo per le sue peculiarità. I vitigni prevalenti – Cannonau, Bovale Sardo (localmente noto come Muristellu), Monica e Nasco – trovano in questi terreni e in questo microclima le condizioni ideali per esprimere al meglio le loro caratteristiche.


La Cantina Carboni si inserisce in questo contesto come custode di una tradizione antica e al contempo come innovatrice. Fondata negli anni ’90 da Giuseppe Carboni e sua moglie, l’azienda è oggi guidata dai loro figli Elisa e Gian Nicola, che hanno saputo coniugare il rispetto per i metodi tradizionali con una visione moderna della viticoltura e dell’enologia. I vigneti dell’azienda, alcuni dei quali centenari, sono una testimonianza vivente di questa continuità storica che lega le generazioni della famiglia Carboni.

L’approccio della Cantina Carboni alla viticoltura riflette una profonda comprensione e rispetto per il territorio. Ogni vite è coltivata con cura, in armonia con l’ambiente circostante, producendo uve di altissima qualità. Questa attenzione meticolosa si traduce in vini che sono vere e proprie espressioni del terroir del Mandrolisai, capaci di trasmettere “il calore del sole, gli aromi e i profumi di questo territorio” in ogni bottiglia.

La filosofia della cantina, che vede il vino come un “prodotto di famiglia”, rispecchia i valori tradizionali della comunità di Ortueri. Questo approccio non è solo un modo di produrre vino, ma un vero e proprio stile di vita, un legame profondo con la terra e i suoi ritmi che si tramanda di generazione in generazione.

I vini della Cantina Carboni di Ortueri


Il “Balente” IGT Isola dei Nuraghi è il primogenito della cantina, un vino che ha aperto la strada all’eccellenza dell’azienda. Prodotto da viti centenarie allevate ad alberello, questo rosso incarna la tradizione vinicola sarda. Il suo colore rubino intenso introduce un bouquet complesso, dove si intrecciano note di frutta matura, sentori speziati e un tocco di macchia mediterranea. Al palato, si distingue per un equilibrio tra potenza ed eleganza, con tannini ben integrati che contribuiscono a un finale persistente.

Il fiore all’occhiello della produzione è il “Balente Superiore” Mandrolisai DOC. Questo blend raffinato di Bovale Sardo, Cannonau e Monica rappresenta l’apice qualitativo della cantina. Affinato per due anni in botti di rovere e ulteriormente in bottiglia, offre una complessità e una profondità straordinarie, con una notevole capacità di evoluzione nel tempo.

L'”Helios” IGT Isola dei Nuraghi dimostra la versatilità della cantina. Questo bianco, prodotto da uve semi-aromatiche, sorprende per freschezza e aromaticità, con un bouquet di note fruttate e floreali. È un vino versatile, ideale sia come aperitivo che in abbinamento a piatti di pesce.

Per gli amanti dei vini dolci, il “Galante” e il “Pin-8” offrono due interessanti interpretazioni. Il “Galante”, un bianco dolce IGT, seduce con profumi di miele e frutta matura, bilanciando dolcezza e freschezza. Il “Pin-8”, un rosso passito dedicato al fondatore Giuseppe Carboni, è prodotto da uve semi-aromatiche atipiche per la zona, distinguendosi per l’armonia tra dolcezza e freschezza.

Ortueri – Mandrolisai


La storia di Ortueri e del Mandrolisai è intrinsecamente legata a quella della Cantina Carboni. Questa azienda non si limita a produrre vino, ma si fa portavoce di un patrimonio culturale millenario. Attraverso i suoi vini, la Cantina Carboni racconta la storia di un territorio unico, preservando antiche tradizioni e al contempo guardando al futuro con innovazione e passione. Ogni bottiglia prodotta è quindi molto più di un semplice vino: è un pezzo di storia, un’espressione autentica di una terra ricca di cultura e tradizione, un invito a scoprire le meraviglie nascoste nel cuore della Sardegna.

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