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Coluccia: quando il Vermentino nasce in paradiso

Isola di Coluccia vista dall'alto

L’Azienda Agricola Coluccia è più di una semplice azienda Agricola, è un’avventura imprenditoriale e un progetto di valorizzazione del piccolo paradiso naturale racchiuso nell’Isola di Coluccia anche nota come Isola delle Vacche.

Un’isola sarda dalla terra fertile e dai molti frutti che Stella e Marco Boglione stanno riportando in vita, anche attraverso produzioni agroalimentari di altissima qualità, nel rispetto della sua natura, del suo paesaggio e della sua storia.

L’Azienda Agricola Coluccia rappresenta la rinascita di un’isola, una piccola gemma tra le meraviglie della Gallura.

Dal 1923 al 1996 il suo unico abitante fu il tenace Angelo Sanna che abbandonato il proprio lavoro di ufficiale postale a Santa Teresa si ritiro come un eremita sull’isola, senza acqua corrente, luce elettrica e altre diavolerie della modernità, come le chiamava lui.

Ziu Agnuleddu, come era noto ai più, viveva sull’Isola allevando maiali, bovini e capretti, considerati i migliori della Gallura poiché il pascolo salino dell’isola rendeva le loro carni particolare saporite.

Negli anni ’50 Sanna piantò la Vigna in Puntata con vitigni autoctoni, Vermentino, Pascale di Cagliari e Nieddu Addosu. Vigne incantevoli oggi riportare in vita grazie alla coltivazione esclusiva di Vermentino DOCG di Gallura.

Negli anni ’60 Coluccia attirò l’attenzione di molti investitori interessati ad acquistarla per sviluppare un progetto turistico complementare alla Costa Smeralda, ma Angelo Sanna rifiutò ogni proposta, per preservare la bellezza della sua isola.

Grazie i suoi sforzi Coluccia è tutelata da importanti disposizioni, naturalista ambientali. Dal 1992 è Oasi Permanente di Protezione Faunistica e di Cattura e vi è proibita l’attività venatoria.

Dal 2004 l’isola è Area di Notevole Interesse, di cui sono tutelati il sistema baie, promontori, scogli i sistemi dunali della Spiaggia del Liscia e le zone umide costiere retrostanti.

Inoltre la Coluccia, fa parte della Rete Europea di Aree Protette, nota come Rete Natura 2000, ed è Zona di Protezione Speciale, per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari.

Ed è proprio per preservarne il patrimonio floro-faunistico che nuovi proprietari hanno istituito l’Osservatorio Naturalistico di Coluccia.

Dopo la morte di Ziu Agnuleddu l’isola è rimasta semi deserta e in stato di abbandono, finché nel 2017 Marco Boglione ne è diventato unico proprietario assieme alla moglie Stella.

Il lavoro di valorizzazione è iniziato con la riapertura di 15 chilometri di strade bianche carrabili prima ricoperte di vegetazione e identificate grazie alle foto aeree delle forze alleate, scattate alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

La superficie totale dell’isola, cui è possibile accedervi in barca grazie ai suoi tre pontili è di circa 300 ettari, in cui sono presenti numerosi recinti, ricoveri e abbeveratoi per animali, oltre a vigne e orti che poco alla volta sono stati recuperati alle funzioni originarie.

Olio, gin, mirto, vino, allevamenti bovini e ostriche sono i fiori all’occhiello dell’Azienda Agricola di Coluccia.

L’azienda si è affidata all’enologo Andrea Pala per la produzione di due bianchi fermi e di uno spumante realizzato con metodo classico o champenoise.

La vendemmia è iniziata nell’agosto del 2021 quando sono state selezionate le uve per preparare la base spumante, un processo di vinificazione che comprende due fermentazioni, la prima nel serbatoio di acciaio, la seconda in bottiglia.

Nel mese di settembre, sempre del 2021, si è conclusa la raccolta con le uve destinate a due vermentini fermi, che saranno pronti il prossimo mese di aprile.

Le bottiglie saranno pronte tra i mesi di marzo e aprile del 2022.

Andrea Pala Enologo

La flora e la fauna dell’isola di Coluccia sono quelle tipiche della Gallura, il prolungato stato di spopolamento ha consentito la crescita della vegetazione e una proliferazione della fauna che rendono oggi Coluccia un luogo unico di grande biodiversità.

La flora è costituita da classica macchia mediterranea, con leccio, lentischi, corbezzolo, cisto, ginestra e fiori selvatici dai quali le api della Coluccia producono un miele dal sapore unico e un profumato mirto con cui l’Azienda Agricola Coluccia prepara la sua pregiata versione del tipico e intenso liquore sardo.

L’ulivastro e ginepro sono le piante maggiormente presenti sull’isola, da quest’ultimo con l’infusione di profumate botaniche locali l’Azienda Agricola Coluccia produce il suo Gin.

La fauna composta prevalentemente da tartarughe, pernici, volpi, lepri, martore, civette e altre specie comprende anche l’elegante e sfuggente lince sarda, anche detto gatto maccione.

I volatili di maggiore interesse sono la berta maggiore, la berta mediterranea, il gabbiano corso e il marangone dal ciuffo. A settembre durante le forti maestralate l’isola è usata dai colombacci per il loro approdo in Sardegna.

Durante condizioni di particolare maltempo l’isola diventa rifugio per uccelli migratori rari, come il fenicottero rosa.

I volatili non sono gli unici a migrare verso queste terre, ad appena 40 chilometri brillano luoghi esclusivi, come Porto Rotondo e Porto Cervo. L’Azienda Agricola Coluccia dunque, intende rendere l’isola accessibile a un turismo sportivo e sostenibile, nel rispetto e nella salvaguardia della natura, anche organizzando escursioni in bicicletta, a piedi e a cavallo, attività in canoa, kayak, vela e sporta acquatici.

Il nuovo volto della Sardegna all’insegna del gusto e della sostenibilità si sta delineando nei 300 ettari dell’isola dove Marco Boglione ha investito in questa avventura chiamata Azienda Agricola Coluccia.

(foto e testi Azienda Agricola Culuccia)

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