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“Con un nuovo vino si festeggiano i dieci anni della Cantina Su’entu”

Su'Oltre nuovo vino Su'entu

La Cantina Su’entu ha recentemente festeggiato il suo decimo compleanno, era il 2009 quando il fondatore Salvatore Pilloni, metteva insieme i cinquanta ettari acquistati da quaranta differenti proprietari che oggi compongono di Su’entu. Con trentadue ettari vitati e una produzione di duecentocinquantamila bottiglie, ripartite in 11 etichette oggi Su’entu guarda al futuro e alle prossime sfide.

Recentemente sono state presentate le nuove acquisizioni dove verranno impiantate le nuove vigne, Salvatore Pilloni ha dichiarato: “Le mie origini sono umili, come amo ricordare ho fatto oltre venti lavori, ma la vita mi ha riservato tanto. Per questo motivo dieci anni fa e ancora di più oggi mi sento in dovere di dover rendere alla collettività e al territorio qualcosa. E lo faccio espandendo il progetto di Su’entu verso la Marmilla con queste nuove acquisizioni, che spero presto possano essere trasformate in qualcosa di bello che generi valore positivo per questo territorio”.

E’ stata l’occasione anche per parlare del nuovo vino che verrà presentato alla 53° edizione del Vinitaly. Nato come un progetto personale del fondatore, con la volontà di creare qualcosa di ancora più speciale del Bovale classico. È nato così Su’oltre, la terza declinazione di uve Bovale di Su’entu. Tradizionalmente il Bovale è sempre stato considerato un’uva da taglio da abbinare ad altri vitigni autoctoni, in questo caso si è creato un assemblaggio tra un 70% di Bovale con un 30% di Merlot coltivato nelle colline della Marmilla. L’annata è quella del 2016, che ha riposato per 18 mesi in barrique e tonneaux e 12 mesi in bottiglia. La produzione di Su’Oltre è limitata a 3.000 bottiglie.

Molto particolare la veste della bottiglia sulla quale Valeria e Roberta Pilloni hanno dichiarato: “Volevamo mantenere una certa continuità con le etichette precedenti, ma allo stesso tempo differenziarla. Abbiamo pensato a quella che è una delle attività che ha contraddistinto il lavoro della donna in Sardegna, la tessitura. Avvolgendone con la sua trama il Su’oltre, pensando anche all’opera di un’artista sarda che ci è molto cara Maria Lai, per la quale i fili che si incontrano e si intrecciano sono in qualche modo delle connessioni culturali, tra passato, presente e futuro”.

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