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Cucina.eat, la vetrina dei vini sardi: alla scoperta della cantina Chessa di Usini

Vini Cantina Chessa

Cucina.eat , il locale cagliaritano gestito da Alessandra Meddi, diventa ogni giorno sempre di più il punto di riferimento per coloro che del buon cibo e del buon bere non fanno solo un momento di relax ma anche vera e propria passione.

Caratteristica principale è la cura con la quale vengono organizzati gli eventi, nei quali i protagonisti del mondo enogastronomico possono interagire con i clienti in maniera diretta e informale. Ricordiamo, a tal proposito, il simpatico incontro di qualche giorno fa, in piazza Galilei, con il celebre oste Giorgione, in visita qui a Cagliari per la presentazione del suo ultimo libro.

Tra tutte le attività proposte, quella che ci riguarda più da vicino è l’appuntamento mensile con una cantina isolana, ogni volta diversa. Questo spazio è dedicato alla promozione del nostro territorio, per dare visibilità alle sue realtà vitivinicole. Una vetrina per i produttori e un’occasione per gli appassionati per approfondire e arricchire le proprie conoscenze.

Inoltre, durante il corso del mese una serata viene dedicata specificatamente alla degustazione di ciascuna etichetta, sotto l’esperta e preziosa guida di Giuseppe Carrus.

I mesi di giugno e (eccezionalmente) luglio sono stati dedicati alla cantina Chessa di Usini. Giovedì scorso si è tenuta proprio la loro degustazione, alla quale ha presenziato la titolare Giovanna Chessa.

Quattro i vini presentati, ciascuno dei quali abbinato ad un piatto del talentuoso chef di casa Davide Bonu. Quindi bando alle ciance e partiamo con il nostro racconto.

Il vermentino Mattariga ha dato il via alla degustazione. Giallo paglierino lucente, fruttato con richiami all’esotico, al pompelmo e alla rosa gialla. Buona la sapidità e la freschezza; un finale in bocca che richiama il rosmarino.

In abbinamento, una tartare di scottona irlandese e tonno rosso, con cappero di selargius ed insalatina croccante con lollo e ravanello.

A seguire, il Cagnulari. Rubino carico dai sentori di frutta rossa, tra i quali emergono la mora selvatica ed i profumi di macchia mediterranea. Piacevolmente caldo e morbido, con una discreta freschezza e sapidità. Tabacco e caffè in chiusura.

Abbinato ad esso, una minestra fresca di riso (Oristano) al pomodorino (Pula) con cozze (nieddittas di Arborea), casu axedu (su rei di Muravera) e menta.

Terzo vino: cannonau Lugherra. Rubino impenetrabile, di buona complessità, con sentori di prugna e mora, finale speziato e leggera tostatura. Un vino di corpo, con buona alcolicità e morbidezza; tannino presente ma elegante.

Presentato in abbinamento con il galletto di San Vito su salsa di fegatini, prugne, mandorle e lardo (Pusole di Lotzorai).

Per concludere la degustazione, un intenso passito: il Kentàles. Dorato, con profumi che ricordano il fiore d’arancio, il miele, l’albicocca. Dolcezza e calore si abbracciano in piena armonia con freschezza e mineralità.

In abbinamento: zuppetta di fragole, savoiardo al cioccolato e gelato fiordilatte artigianale di Torino.

Una serata all’insegna di una piacevole degustazione e relativo abbinamento con piatti elaborati, ma senza troppi tecnicismi. Un locale con un’atmosfera familiare che, con la sua filosofia e il suo ricercato arredamento, ha saputo dare un tocco di innovazione ad una Cagliari che diventa sempre più cosmopolita …anche nel food and beverage!

Di Mario Josto D’Ascanio

 

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