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Da Cabras a Manhattan: il primo Great Wines Italy di Contini

Andrea Balleri Sommelier

La cantina di Cabras, fondata nel 1898, era all’Altman Building di Manhattan giovedì 10 settembre con Andrea Balleri. In degustazione un Vermentino e un Cannonau, le due etichette su cui si regge oggi buona parte della presenza Contini negli Stati Uniti.

Da Cabras a Manhattan, passando per Chicago. Contini 1898 ha portato per la prima volta i propri vini a Great Wines Italy New York, il tasting che James Suckling e il suo gruppo di degustatori costruiscono attorno a una selezione di etichette italiane valutate 90 punti o più. L’edizione 2026 si è svolta all’Altman Building nelle giornate del 9 e 10 settembre: la cantina dell’Oristanese era in sala giovedì 10 con Andrea Balleri, brand ambassador e responsabile commerciale per la penisola e l’estero.

Un tasting da 350 vini e 180 produttori

Great Wines Italy ha riunito quest’anno 350 vini e 180 produttori provenienti da 20 regioni italiane. Il formato è quello del walk-around tasting: una prima fascia oraria riservata agli operatori, dalle 16 alle 17, e poi l’apertura al pubblico fino a sera. In poche ore ai banchi passano importatori, distributori, retailer, ristoratori, sommelier, giornalisti e appassionati, che si spostano da un produttore all’altro e parlano direttamente con chi il vino lo fa o lo rappresenta sul mercato. Per una cantina che lavora già negli Stati Uniti è un modo veloce per capire dove si trova rispetto ai nomi italiani più conosciuti dal pubblico americano.

Vermentino e Cannonau, i due nomi che il mercato americano riconosce

A New York Contini ha presentato Tyrsos Vermentino di Sardegna e Tonaghe Cannonau di Sardegna, due etichette che oggi pesano in modo significativo sulle vendite della cantina oltreoceano.

La scelta dice qualcosa anche del mercato in cui si muove. Negli Stati Uniti il consumatore, e spesso pure il buyer, si orienta più sul vitigno e sulla denominazione che sul nome della singola etichetta: Vermentino e Cannonau sono i due termini sardi entrati con maggiore facilità nel vocabolario americano, e funzionano come primo accesso all’isola per chi non ne conosce ancora la geografia del vino.

Tyrsos, il bianco della valle del Tirso

Il Tyrsos nasce nella bassa valle del Tirso, a pochi chilometri da Oristano, da vigneti che si trovano quasi a livello del mare su suoli sabbiosi e in parte argillosi. Vinificato e affinato in acciaio, è un Vermentino di Sardegna DOC dal profilo agile: agrumi, erbe della macchia, una scia salina in chiusura. È il vino con cui la cantina propone la versione più immediata e quotidiana del Vermentino, ed è anche quello che negli Stati Uniti ha trovato la strada più corta. La trasferta newyorkese, tra l’altro, è caduta proprio nei giorni in cui in cantina si stava lavorando la nuova vendemmia.

Dietro le due etichette, il resto della gamma

Accanto a Tyrsos e Tonaghe, altri vini Contini hanno ottenuto valutazioni di rilievo da James Suckling, tra cui Pariglia e Sartiglia. Sul mercato statunitense la cantina è presente anche con Elibaria, Inu, Vernaccia di Oristano DOC Flor, Vernaccia Riserva e Antico Gregori: è la parte di gamma legata alla Vernaccia, il vino su cui la famiglia Contini ha costruito la propria identità dal 1898 a oggi, e che resta il capitolo meno immediato ma più riconoscibile della produzione di Cabras.

«Gli Stati Uniti sono un mercato importante e allo stesso tempo molto selettivo», ha dichiarato Balleri. «Stiamo vedendo quanto sia fondamentale riuscire a comunicare in modo immediato l’origine dei nostri vini e il valore delle denominazioni sarde. Portare a New York Tyrsos e Tonaghe significa partire proprio da due vini capaci di raccontare la Sardegna in maniera chiara, riconoscibile e contemporanea».

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