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Famiglia Orro: Le nuove frontiere del Vernaccia di Oristano

Grappolo Vernaccia Ecomuseo

Il Vernaccia di Oristano si è presentato in una veste inedita sabato 21 dicembre nel padiglione enogastronomico della Fiera di Natale di Cagliari. Una Masterclass ha messo in luce le diverse interpretazioni del primo vino DOC della Sardegna, riconosciuto nel 1971.

L’obiettivo di oggi è quello di sdoganare il Vernaccia di Oristano nella versione più classica conosciuta e portarlo fuori dal territorio“, ha spiegato il maestro degustatore Fabrizio Abis durante l’evento, sottolineando come “questo vino si presta a più livelli di degustazione, ma soprattutto bisogna far capire la potenzialità di internazionalizzazione“.

La Famiglia Orro di Tramatza, guidata da Davide Orro, ha accompagnato gli ospiti attraverso un percorso di degustazione che ha evidenziato la plasticità e contemporaneità di questo vitigno nella ristorazione moderna. I componenti dell’Unione Regionale Cuochi Sardegna hanno preparato i piatti utilizzando esclusivamente i prodotti delle aziende espositrici presenti in fiera, esaltando le diverse vinificazioni della Vernaccia. Il percorso è iniziato con il Bebè Bianco, Vernaccia IGT Valle del Tirso in versione ancestrale frizzante, abbinato a nuvole di riso con creme vegetali e Oìa Pistada.

È seguito il Tzinnigas, un Vernaccia che esprime le caratteristiche del vitigno in termini di freschezza, mineralità e fragranza, servito con un risotto ai funghi e salsiccia. La degustazione ha raggiunto uno dei suoi momenti più significativi con l’abbinamento del Crannatza IGT Valle del Tirso, affinato 36 mesi sotto il velo, con agnello IGP di Sardegna, patate e carciofi sfumati con lo stesso vino, dimostrando la versatilità di questo vino anche con i piatti più strutturati della tradizione. Il Vernaccia di Oristano DOC Superiore 2015, che vanta 108 mesi di affinamento, ha trovato un abbinamento sorprendente con un formaggio caprino, oltre ad accompagnare la classica pasticceria secca tradizionale sarda. Il percorso si è concluso con il Passentzia, un passito di Vernaccia dai profumi intensi, servito con un panettone artigianale con pere e cioccolato.

Abbiamo portato avanti un percorso di sviluppo territoriale partito grazie all’eco-museo della Vernaccia“, ha spiegato Davide Orro, illustrando come il progetto abbia aggregato “aziende, appassionati, esperti e tutte le persone che avevano voglia di arricchire la loro cultura rispetto a questo vino“. L’Ecomuseo, basato sui tre pilastri fondamentali del passato, presente e futuro, racconta 4000 anni di storia. Un progetto che permette non solo di conoscere la storia della Vernaccia, ma anche di degustarla e immaginarne il futuro. Recentemente ha realizzato un innovativo documentario con riprese all’interno delle botti per documentare la formazione del caratteristico “flor”.

Il progetto ‘Ambasciatori della Vernaccia’, sostenuto dalla Fondazione di Sardegna, mira a far conoscere questo vino oltre i confini nazionali. “Puntiamo a coinvolgere ristoratori internazionali“, spiega Davide Orro. La sfida attuale vede questo storico vitigno sardo pronto a dialogare con i palati di tutto il mondo, mantenendo saldo il legame con il territorio d’origine.

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