Articoli

I Giganti Rosato, un vino che parla con voce di donna

I Giranti Rosato Contini

“Il vino è il terzo della linea I Giganti di Mont’e Prama e nasce in un momento importante per l’azienda, quello dei 120 anni” racconta Monica Contini, “proprio durante questa ricorrenza ci è sembrato importante celebrare la donna e il principio femminile attraverso un prodotto figlio della terra”. L’azienda agricola Contini, continua Monica, “ha deciso di sostenere materialmente l’associazione Prospettiva Donna donando loro una parte del ricavato delle vendite, fieri del fatto che un calice di vino possa contribuire in modo tangibile a salvare una donna e un bambino“.

Un grande gesto di generosità e di valenza sociale” per Patrizia Desole presidente dell’associazione Prospettiva Donna, sintetizzato perfettamente nel salvagoccia della bottiglia, dove è inoltre indicato logo, indirizzo e sito web del centro antiviolenza. “Per sostenere i centri” continua la Desole “c’è bisogna di tante risorse e di un cambio culturale, ringrazio l’azienda Contini, perchè da loro è stato dato un forte segnale simbolico a sostegno della battaglia contro la violenza delle donne. Stiamo facendo tanto per avere una parità di genere ma la strada è ancora lunga e c’è tanto da lavorare”.

L’intervento dell’enologo Piero Cella è stato di grande emozione non solo per gli argomenti trattati, ma anche per la presentazione del nuovo nato in casa Contini.

Il primo pensiero è andato al team di lavoro definito “stupendo” e alla valorizzazione del territorio che da anni promuove la famiglia Contini. Il progetto rosè è figlio di tutto lo staff che lavora in cantina. Un “gigante” in più, nato per richiamare la figura femminile, con grande piacevolezza di beva. Il vino è figlio dall’incontro di due mosti, uno base Cannonau allevato nelle colline del Monte Arci presso le Tenute dell’Ossidiana, l’altro base Niedddera allevato nella Valle del Sinis.

Il cannonau, definito gentile, è stato vendemmiato verso il 10 settembre, il Nieddera definito a volte intriso di grande tannicità vendemmiato invece intorno al 15 settembre. I due mosti vengono uniti e fatti fermentare a 16-18 °C, con un 10% che a sua volta è stato fermentato e maturato in caratelli, in parte usati. Seguono periodici batonnage, con successiva separazione delle fecce e chiarificazione. Il risultato ottenuto, è un vino dove non emerge nulla di invasivo, tutto è in equilibrio.

Sofia Carta, sommelier, pone l’accento sull’identità familiare e territoriale legata ai prodotti, e al progetto che accomuna diverse cantine regionali sul rilancio dei vini rosè, in questo specifico anno. Durante la degustazione pone in evidenza la vicinanza stilistica con i vini rosati della Provenza, molto apprezzati in tutto il mondo. Nel bicchiere si presenta di colore rosa tenue, riconducibile alla pesca nettarina, trasparente e brillante, con degli archetti che preannunciano un vino non troppo alcolico. Al naso è intenso, complesso e fine, con riconoscimenti che spaziano dal fruttato, al floreale, al minerale con una leggera nota a chiudere di pepe rosa. Al palato è secco, con un corpo adeguato alla tipologia del vino, fresco, sapido e con un accenno di tannino. Risulta nel complesso equilibrato e persistente con i riconoscimenti retro nasali che ritornano coerenti con quelli percepiti al naso. Nel complesso è armonico e pronto.

L’incontro di ieri è stato coordinata dalla giornalista Donatella Percivale di Sardinia Post: sono intervenute, oltre alle già citate Patrizia Desole e Monica ContiniSofia Carta dell’Associazione Italiana Sommelier e Claudia Pinto della Fondazione Italiana Sommelier entrambe “Donne del Vino”, la giornalista Licia Granello di Repubblica e le ristoratrici Maida Mercuri Alessandra Meddi di CUCINA.EAT.

Si ringrazia per le bellissime foto Giampiero Concas di www.epulae.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *