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I vini sardi premiati da Slow Wine 2022 di Slow Food

Vini Sardi premiati da Slow Wine 2022

I riconoscimenti alle cantine della Sardegna

Le Chiocciole – Il simbolo assegnato a una cantina per il modo in cui interpreta i valori organolettici, territoriali e ambientali in sintonia con la filosofia di Slow Food

Cantina Sedilesu

Le Bottiglie – Assegnata ai produttori che esprimono un’ottima qualità per tutte le bottiglie presentate in degustazione

Audarya
Cantina Gungui
Fradiles
Olianas

Le Monete – Assegnata alle realtà che esprimono un buon rapporto qualità-prezzo in tutte le bottiglie prodotte

Cantina Castiadas
Cantina Gallura

La Lista dei Top Wines della Regione Sardegna

Cannonau di Sardegna Berteru 2020
Cantina Gungui – Vino Slow

Cannonau di Sardegna Capo Ferrato 2020
Cantina Castiadas – Vino quotidiano

Cannonau di Sardegna I Fiori 2020
Pala – Vino quotidiano

Cannonau di Sardegna Mamuthone 2019
Giuseppe Sedilesu – Vino Slow

Cannonau di Sardegna Thurcalesu 2019
Cantina Berritta – Vino Slow

Carignano del Sulcis Bricco delle Piane Riserva 2018
Cantina Calaseta

Carignano del Sulcis Is Arenas 2019
Sardus Pater

Carignano del Sulcis Nero Minera 2019
Enrico Esu – Vino Slow

Mandrolisai Sup. Angrais 2017
Fradiles – Vino Slow

Monica di Sardegna 2020
Audarya – Vino Quotidiano

Parisi 2019
I Garagisti di Sorgono

Perdixi 2019
Olianas – Vino Slow

Vermentino di Gallura Piras 2020
Cantina Gallura – Vino Quotidiano

Vermentino di Gallura Spèra 2020
Siddùra – Vino quotidiano

Vermentino di Gallura Sup Taerra 2020
Cantina Tani

Vernaccia di Oristano Flor 2016
Contini – Vino Slow

Vernaccia di Oristano Ris. 2010
Fratelli Serra – Vino Slow

L’introduzione da parte di Slow Food

I produttori e le produttrici della Sardegna continuano a reagire a questo difficile periodo storico: mettono in mostra il celebre carattere isolano fatto di combattività, testardaggine e forza di volontà. L’annata 2020 in degustazione ha dimostrato di possedere una qualità notevole, favorita anche da un inverno mite e da un clima meno variabile e meno soggetto a forti scossoni. Il millesimo avvantaggia in particolare i Vermentino, che raccontano fedelmente le diverse peculiarità espressive tra nord e sud, e ottengono valutazioni importanti.

La regione ce la sta mettendo tutta per emergere nel panorama italiano, e non solo. Notiamo con piacere uno sforzo maggiore per mettere sul mercato vini sempre più autentici e rappresentativi della propria zona. La particolarità dell’isola, ci piace sempre sottolinearlo, è quella di contenere al proprio interno differenti microregioni, ognuna caratterizzata da vitigni tipici esclusivamente di quella porzione di territorio.

Ne sono esempio il carignano nel Sulcis, il cagnulari nel Sassarese, il nasco e il nuragus nel Campidano, e naturalmente la vernaccia nell’Oristanese e la malvasia in Planargia. Un variopinto puzzle in cui i vitigni sono scelti e selezionati con cura in base ai terreni e al clima locali. A parte il cannonau e il vermentino che sono coltivati in tutta la regione, possiamo facilmente vedere come ogni vitigno autoctono abbia una sua zona d’elezione specifica, e assurga a portabandiera del proprio terroir. Nonostante ciò occorre ancora uno sforzo notevole, in quanto le Doc e le Docg sarde non sono ancora adeguatamente rappresentative e identificative.

Altra nota importante che caratterizza il movimento isolano è la nascita di realtà nuove, piccole e medie, realtà condotte da giovani vignaioli e vignaiole che ereditano appezzamenti di terra e scelgono di produrre vino di qualità. Agricoltori attenti, organizzati e appassionati: in Sardegna fare vino è sempre più una scelta e non un caso, né tantomeno un obbligo ereditato. I giovani investono sulla terra e lo fanno con passione e con volontà, informandosi, studiando e ampliando le proprie conoscenze. Ma lo fanno anche unendosi e collaborando tra loro, cercando di diventare attori importanti di questo settore.

Maggiori info su: www.slowfood.it/slowine/

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