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Il vino che affina nel granito del Limbara: la scommessa di Andrea Addis

Fratelli Addis La Granitica

A Luras, un giovane agronomo ha trasformato un’intuizione in realtà: affinare il vino in serbatoi di granito rosa del Monte Limbara. È il primo esperimento del genere in Sardegna

LURAS (Sassari) – L’idea è venuta ad Andrea Addis durante una visita in una cantina friulana, davanti alle anfore di argilla georgiane. “In Gallura il materiale da costruzione è il granito”, ha pensato. “Chissà quale impatto potrebbe avere sul vino.”

Era il 2020. L’agronomo sardo, formato in Friuli, ha cominciato a sperimentare per capire quale fosse la combinazione ottimale tra superficie e volume. Il risultato della prima prova è stato sorprendente. Ma mancava l’uva. E mancava una cantina.

Il vecchio vigneto di famiglia era abbandonato da sette anni. Costruire una cantina da zero avrebbe richiesto tempo e soldi. Poi è arrivato l’incontro con Ilaria Addis, anche lei di Luras, anche lei con vigneti da recuperare e una cantina nascente. Durante un monitoraggio in vigneto, Andrea le ha proposto uno scambio: consulenza agronomica in cambio di uno spazio per vinificare. “Stavo per farti la stessa proposta”, ha risposto lei.

Vasche affinamento Luras Vigna La Granitica

Nel 2023 è nato il primo Pedra Lughente, bianco affinato nel serbatoio di granito “Ghiandone” del Limbara, lo stesso rosa venato che caratterizza il paesaggio gallurese. L’anno dopo è arrivato il Limbaresu, rosso da uve Nebiolo di Luras. Circa 1.300 bottiglie del primo, 650 del secondo.

Le due annate di Pedra Lughente prodotte finora raccontano già storie diverse. La 2024, segnata dalle piogge arrivate dopo Ferragosto, è più fresca e verticale, con un grado alcolico più basso e un’acidità pronunciata. La 2023, complice il caldo asciutto e soprattutto un anno in più di affinamento in bottiglia, ha guadagnato morbidezza e complessità. Il metodo reagisce al clima, e si vede.

La scelta del granito non è decorativa. Il granito rosa lascia che il vino parli da sé, amplificandone le note più pure e autentiche. Il serbatoio è stato modellato da un artigiano locale nel rispetto della tradizione. L’affinamento avviene sulle fecce con frequenti batonnage, poi il vino passa in bottiglia per completare la maturazione.

Il progetto ha un’impronta sostenibile. Le etichette sono in carta FSC con polvere di marmo di scarto. Al posto della capsula c’è uno strato di gommalacca riutilizzabile. I tappi, monopezzo naturali, vengono da sugherete sarde e sono prodotti a Luras.

Il nome del vino bianco, Pedra Lughente, significa “pietra luccicante” in sardo. Si riferisce ai cristalli di quarzo nel granito che brillano di notte. Il rosso si chiama Limbaresu, come il vento che il nonno di Andrea chiamava quello proveniente dal Monte Limbara.

Pedra Lughente e Limbaresu sono i primi vini sardi affinati in granito. Un esperimento che in Sardegna non aveva mai provato nessuno. Il granito del Limbara come contenitore per il vino: un’idea che parte dal territorio e ci ritorna.

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