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Intervista a Mourad Ouada, uno degli ospiti di punta di Oschiri Wine Experience 

Mourad Ouada

Agronomo ed enologo di professione Mourad Ouada, che vive da molti anni in Italia, nel corso della sua più che trentennale carriera ha “creato” più di 1000 vini.

Attualmente segue 24 aziende, di cui 7 in Francia, una dozzina in Italia e le altre in varie nazioni europee. Il suo legame con il vino nasce a fine anni ’80 quando l’Italia, dopo lo scandalo dei vini al metanolo, diede una svolta alla produzione elevando molto la qualità e facendo un salto notevole in avanti.

In quel periodo Mourad Ouada aveva vinto un posto da ricercatore all’Università della Tuscia di Viterbo e iniziò poi a collaborare con Riccardo Cotarella, sodalizio che è durato 16 anni, sino a 2015.

Sono stati anni molto importanti. Oggi Mourad Ouada è un consulente davvero noto e opera a 360 gradi, seguendo il processo di vinificazione dal grappolo alla bottiglia. 

Una delle sue massime è “Siamo figli di una tradizione, ma padri del progresso nel campo del vino. Il segreto sta nel trovare un giusto equilibrio tra tradizione ed innovazione, tra passato e presente”.

Alla Oschiri Wine experience condurrà una degustazione sul Merlot. Le chiediamo: perché questa scelta?

Il Merlot non fa torto a nessuno, è un vitigno che abbiamo tutti in vigna, ha dato e dà una grossa mano a tutti i winemaker, lo chiamo il prezzemolo dei vini. Ci dà una mano nel senso che è  facile da coltivare in vigna, si comporta bene anche in Cantina, è facile da vinificare e dà morbidezza ai vini. È il secondo vitigno più presente al mondo, dopo il Cabernet-Sauvignon, e marca anche molto il territorio, nel senso che pur avendo la sua personalità si adatta molto al territorio che lo ospita. Chi parteciperà a questa bella degustazione alla Oschiri wine experience assaggerà otto o nove Merlot, e con sorpresa sentirà che sono vini totalmente diversi, pur essendo quasi tutti Merlot in purezza. Sarà una degustazione interessante e sorprendente. 

La Sardegna e il mondo del vino contemporaneo, cosa ne pensa?

Conosco bene la Sardegna, anche dal punto di vista enologico, sono stato per dieci anni consulente della cantina Sardus Pater di Sant’Antioco. Sono cinque o sei anni che dico che la Sardegna presto diventerà una delle regioni più importanti dal punto di vista enologico. Ci sono stati tanti investimenti locali e internazionali in Sardegna, che lasciano ben presagire. Vedo una sola criticità: la quantità del prodotto. La Sardegna deve aumentare la quantità dell’uva, perché non produce abbastanza. Però il cambiamento climatico in atto non sfavorirà la produzione, anzi. 

Oggi si fa largo anche l’enoturismo. Dopo la pandemia di Covid la gente si aspetta e vuole una vacanza più tranquilla, naturale, senza ressa. Quindi il soggiorno nelle aziende vitivinicole è ideale, offrono una ospitalità a misura d’uomo, nel verde e in relax. Ormai sono tante le aziende che danno ospitalità, che fanno degustazioni e ristorazione. I toscani, i “bordolesi d’Italia” come li chiamo, sono stati tra gli iniziatori dell’enoturismo in Italia, altri hanno seguito, perché soprattutto al turista straniero piace questo tipo di turismo e di strutture. Anche qui la Sardegna si può esprimere bene. Vi aspetto alla Oschiri wine experience allora. 

Intervista di Alessandra Guigoni

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