La Sardegna porta quattro novità in Slow Wine 2026: nuovi protagonisti dell’enologia isolana
La Sardegna arricchisce il panorama di Slow Wine 2026 con quattro aziende novità che fanno il loro ingresso nella prestigiosa guida, testimoniando la continua evoluzione e crescita del settore vitivinicolo dell’isola. Per la prima volta, questi nuovi produttori potranno partecipare alla grande degustazione milanese.
Le quattro novità sarde
Quest’anno la Sardegna presenta quattro aziende novità che non erano recensite nella precedente edizione della guida:
- ‘Esole
- Mario Bagella
- Quartomoro di Sardegna
- Vigne Pinna
Cosa significa essere una “novità”
Come spiega Slow Wine, parliamo di cantine che non erano recensite nella precedente edizione della guida. Tra queste si trovano sia aziende di nuova o recente costituzione, sia realtà più affermate che, per qualche motivo, non erano presenti nell’ultima edizione di Slow Wine. Un risultato del continuo lavoro di Slow Wine Scouting che dura tutto l’anno.
La prima volta a Milano
Una novità nella novità: tutte e quattro le aziende sarde potranno partecipare per la prima volta alla grande degustazione di sabato 18 ottobre 2025 al SuperstudioMaxi di Milano. Un’occasione storica che renderà l’evento ancora più incredibile per la presenza di questi nuovi produttori “buoni, puliti e giusti”.
I visitatori potranno:
- Incontrare direttamente questi nuovi produttori sardi
- Scoprire le loro etichette in anteprima
- Degustare oltre 800 etichette selezionate
- Vivere la degustazione di vino più attesa dell’anno
Sardegna, terra di scoperte continue
L’ingresso di queste quattro nuove realtà testimonia la vitalità del settore vitivinicolo sardo e l’attenzione di Slow Wine nel valorizzare non solo le aziende già affermate, ma anche i nomi nuovi che si affacciano al complesso mondo del vino.
Da ‘Esole a Quartomoro di Sardegna, da Mario Bagella a Vigne Pinna (che si è già distinta conquistando anche un Best Buy), la Sardegna conferma la sua capacità di rinnovarsi e sorprendere, offrendo sempre nuovi interpreti della grande tradizione enologica isolana.
Queste quattro novità rappresentano il futuro dell’enologia sarda: realtà che saranno protagoniste nei prossimi anni o che comunque arricchiscono oggi il già straordinario panorama vinicolo dell’isola, portando nuove interpretazioni del territorio e dei vitigni autoctoni.

