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OREMARI: di Vigne Bentesali Il primo Vermentino a piede franco di Sant’Antioco

Oremari Vigne Bentesali

Quattro anni di attesa, 11.500 metri quadrati di vigneto a piede franco, 30 metri dal mare. Sono i numeri che raccontano la genesi di OREMARI, il primo Vermentino a piede franco di Sant’Antioco, firmato Vigne Bentesali. Domani, domenica 10 agosto, il debutto ufficiale a Calici di Stelle (stand n.7) segnerà un momento storico per l’isola che ha fatto delle viti pre-fillossera il suo patrimonio più prezioso.

La vigna di Sant’Isandara rappresenta qualcosa di unico nel panorama viticolo sardo: un Vermentino che cresce letteralmente su terreni sabbiosi, a soli 12 metri sul livello del mare, in quella stretta lingua di terra dove il Mediterraneo detta le regole del gioco. Qui, dove il maestrale e lo scirocco si alternano portando salsedine e minerali, le viti franche di piede affondano le radici in un terroir che la fillossera non ha mai potuto conquistare.

Sant’Isandara non è solo una località costiera di Sant’Antioco. È un microcosmo geologico dove la sabbia incontra il mare, creando condizioni pedoclimatiche che esistono in pochissimi altri luoghi. Le viti, impiantate nel 2020 con sistema Guyot, crescono protette naturalmente da siepi di fichi d’india, lentisco e alimo – la macchia mediterranea che fa da scudo contro i venti dominanti, creando un ecosistema in perfetto equilibrio.

“Il nostro primo vermentino, oro come la sabbia”, recita la presentazione di OREMARI. Non è solo poesia: è la descrizione precisa di un vino che nasce da un terroir estremo, dove la viticoltura diventa eroica per definizione. La distanza di soli 30 metri dal mare non è un vezzo geografico ma un elemento costitutivo del carattere del vino: quella sapidità immediata, quasi tattile, che chi conosce i vini di Bentesali ritroverà amplificata in questa nuova espressione.

Per Antonello Basciu, Giulio Basciu, Sandro Garau e Mario Selis – i quattro soci fondatori di Vigne Bentesali – la scelta di coltivare anche il Vermentino a piede franco non era scontata. Se per il Carignano questa pratica rappresenta una tradizione centenaria di Sant’Antioco, per il Vermentino si tratta di una scommessa tecnica e culturale insieme. È il primo esperimento di questo tipo sull’isola.

L’azienda ha costruito la sua reputazione su due Carignano del Sulcis DOC: il Bentesali base e il Santomoro Riserva, quest’ultimo prodotto in sole 1200 bottiglie circa. OREMARI rappresenta il terzo vino della cantina, ma il primo bianco – un progetto che ha richiesto quattro anni di preparazione per arrivare a questo debutto.

La scelta di presentare OREMARI durante Calici di Stelle non è casuale. L’evento, che trasforma il centro storico di Sant’Antioco in un teatro a cielo aperto del vino sardo, rappresenta il momento perfetto per raccontare una storia che unisce memoria storica e sperimentazione coraggiosa. Mentre i visitatori alzeranno i calici verso le stelle cadenti della notte di San Lorenzo, Bentesali proporrà un vino che è figlio del mare tanto quanto della terra.

Lo stand numero 7 diventerà per una notte il palcoscenico di una narrazione che va oltre il semplice assaggio: è la storia di un’isola che resiste alla standardizzazione viticola globale, di produttori che scelgono la strada più difficile perché è l’unica che sentono autentica, di un Vermentino che sfida ogni convenzione – così vicino al mare, così esposto agli elementi, così vulnerabile eppure così forte.

OREMARI si inserisce in un momento particolarmente dinamico per la viticoltura di Sant’Antioco. L’isola, che ospita la più grande concentrazione europea di viti pre-fillossera, sta dimostrando che il suo potenziale va oltre il Carignano. La Comunità del Carignano a Piede Franco, di cui Bentesali è socio fondatore, sta attirando l’attenzione internazionale su pratiche viticole che altrove sono scomparse da oltre un secolo.

La decisione di produrre il primo Vermentino a piede franco dell’isola apre scenari inediti: Sant’Antioco potrebbe ritagliarsi uno spazio completamente nuovo nel panorama dei bianchi sardi, lontano dalle rotte tradizionali del Vermentino.

Vigne Bentesali, con le sue 4.000-5.000 bottiglie annue totali, rimane una realtà artigianale nel panorama vinicolo sardo. Ma come spesso accade, sono proprio le realtà più piccole a sperimentare percorsi radicali. OREMARI potrebbe segnare un punto di svolta: la dimostrazione che il Vermentino a piede franco delle sabbie costiere può aggiungere una voce completamente nuova al già ricco panorama dei bianchi sardi, portando nel calice l’essenza più pura e selvaggia di Sant’Antioco.

Domani sera, quando i primi calici di OREMARI verranno versati sotto il cielo stellato di Sant’Antioco, non sarà solo il debutto di un nuovo vino. Sarà l’inizio di un nuovo capitolo nella storia viticola dell’isola.

Una riflessioni su “OREMARI: di Vigne Bentesali Il primo Vermentino a piede franco di Sant’Antioco

  1. MARILENA MASALA ha detto:

    Complimenti! Avrò sicuramente l’occasione di degustarlo da Sommelier….Buon inizio ….

  2. Alberto ha detto:

    Grandi Ragazzi. Non potro’ esserci a Calici di Stelle , ma sicuramente apriro una bottiglia di Oremari in vostro Onore.
    E vi faro’ sapere.

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