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Perda Rubia: quest’anno festeggia la 70esima vendemmia

Nuove etichette Perda Rubia

2022. Un anno fondamentale per l’azienda fondata nel 1945 dalla famiglia Mereu, che quest’anno festeggia la 70esima vendemmia. “Sono passati ben sette decenni, ma Tenute Perda Rubia è ancora viva, vivace, coraggiosa. Come nel suo carattere, il carattere dei vini che produciamo”. Mario Mereu presenta così le nuove annate prodotte dalla cantina ogliastrina, vera anteprima di un anno che si preannuncia pieno di novità e voglia di festeggiare.  

Caratteristica di Tenute Perda Rubia è, da sempre, la solidità e la concretezza. Essere una conferma. Una qualità che ritroviamo sempre e costituisce l’essenza dell’azienda. 

Il 2022 sarà infatti soprattutto l’anno delle tre etichette di Tenute Perda Rubia: i due cannonau vincenti e pluripremiati, Perda Rubia (l’etichetta storica) e Naniha (la versione più giovane che affascina tutti); il Vermentino di Sardegna Doc, Lanùra, che è la scommessa vinta degli ultimi anni e delle ultime generazioni di Mereu. Sono passati tre anni da quando questa etichetta limpida e luminosa ha ricevuto il riconoscimento Doc ed è ogni anno di più il simbolo dell’impegno della famiglia Mereu nel rispettare la terra, i vitigni e il vino.

Un trittico, quest’ultimo, che in casa Perda Rubia non è mai “estratto dagli acini per mera intenzione commerciale, quanto piuttosto per amore, poesia e idealismo”.  Sentimenti ed emozioni che speriamo proverete anche voi assaggiandoli.

I vini della cantina Perda Rubia

Perda Rubia 2019. La nuova annata dello storico vino aziendale è affascinante e senza tempo. Nato dalle vigne vecchie dell’azienda, il nucleo originario, al calice rivela un identitario rosso rubino tenue, non troppo aggressivo, che al naso si apre in un gioco di fiori e spezie che ricorda la luce calda del sud della Sardegna, dove nasce. Suadente, è caratterizzato da un sorso asciutto e persistente, che torna vivace ad accarezzare il palato.

Naniha 2021. Nel novero dei Cannonau di Sardegna Doc, il Naniha è arrivato come outsider e si è confermato, negli anni, uno dei capitoli più belli di una storia millenaria. Rosso con un’anima violacea, all’approccio rivela tutta la sua giovinezza: sfrontato, energico e sicuro di sé. Ipnotico già al naso (con il suo bosco profondo, tempestato di frutta scura), al sorso è equilibrato come nessuno. Ha una doppia anima: giovane, eppure antico.  

Lanùra 2021. Tre anni di Doc, tre anni di una scommessa decisamente vinta, che sa di luce. La sua principale caratteristica è un’anima fresca, frizzantina come il vento del mare, accentuata dalla vinificazione in acciaio con l’utilizzo di solo mosto fiore. Giovane, come suggerito dal bel giallo paglierino, è forte di una giovinezza armonica.. Sapido al palato, il naso è un indimenticabile bouquet di fiori bianchi, come quelli di una sposa. 

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