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Slow Wine 2023: ecco i vini sardi premiati dalla guida

Vini sardi premiati da Slow Wine 2023

Resi noti da pochissimo i vini sardi premiati da Slow Wine 2023 di Slow Food , la guida completa al vino italiano che ogni anno seleziona, grazie a un ampio numero di collaboratori sui territori, le migliori cantine e le più interessanti bottiglie del panorama enologico nazionale.

I RICONOSCIMENTI DELLE CANTINE SARDE

LE CHIOCCIOLE 2023

Le Chiocciole – Il simbolo assegnato a una cantina per il modo in cui interpreta i valori organolettici, territoriali e ambientali in sintonia con la filosofia di Slow Food

  • Lorenzo Pusole
  • Giuseppe Sedilesu

LE BOTTIGLIE 2023

Le Bottiglie – Assegnata ai produttori che esprimono un’ottima qualità per tutte le bottiglie presentate in degustazione

  • Berritta
  • Luca Gungui
  • Francesco Cadinu
  • Fradiles
  • I Garagisti di Sorgono
  • Olianas
  • Cantina Orgosa

LE MONETE 2023

Le Monete – Assegnata alle realtà che esprimono un buon rapporto qualità-prezzo in tutte le bottiglie prodotte

  • Audarya
  • Cantina di Castiadas

LA LISTA DEI TOP WINES DELLA REGIONE SARDEGNA PREMIATI DALLA GUIDA SLOW WINE 2023

Top Wines, ovvero il meglio della produzione, assaggiata durante le degustazioni, espressa da quei territori. All’interno della Top Wines si segnalano i vini Slow e Quotidiani, ma anche altri vini di altissima qualità, che non rientrano in queste categorie ma che sembrava opportuno segnalare.

Vini Slow, quelli che hanno una qualità organolettica eccellente, e riescono a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia, ambiente.
Vino Quotidiano, è quello dall’eccellente rapporto tra la qualità e il prezzo, “che costa fino a 12 euro in enoteca.

Ecco i migliori vini sardi premiati da Slow Wine 2023

  • Cannonau di Sardegna Berteru 2020
    Cantina Gungui

    Cannonau di Sardegna Le Anfore 2020
    Olianas

    Cannonau di Sardegna Manca 2019
    Garagisti di Sorgono
  • Cannonau di Sardegna Nostranu 2020
    Berritta
    Vino Quotidiano
  • Cannonau di Sardegna Perdas Longas 2020
    Francesco Cadinu
    Vino Slow
  • Cannonau di Sardegna RIS. 2019
    Antonella Corda
  • Cannonau di Sardegna Tziu Ziliu 2019
    Cantina Orgosa
    Vino Slow
  • Carignano del Sulcis Nero Miniera 2020
    Enrico Esu
    Vino Slow
  • Crannatza 2016
    Famiglia Orro
    Vino Slow
  • Granazza 2020
    Giuseppe Sedilesu
    Vino Slow
  • Karamare 2021
    Lorenzo Pusole
    Vino Slow
  • Malvasia di Bosa Riserva 2016
    G.B. Columbu
    Vino Slow
  • Mandrolisai Azzàra Domus Pedra 2020
    Fradiles
    Vino Quotidiano
  • Monica di Sardegna Sup. 2021
    Audarya
    Vino Quotidiano
  • Monica di Sardegna Ginius 2019
    Cantina di Castiadas
    Vino Quotidiano
  • Prama Dorada 2019
    Deperu Holler
    Vino Slow
  • Vermentino di Gallura Sup Li Pastini 2019
    Li Seddi
    Vino Quotidiano
  • Vernaccia di Oristano Ris. 1997
    Contini
  • Vike Vike Bianco 2021
    Vike Vike
    Vino Slow

Alcuni numeri della guida Slow Wine 2023

  • 27mila vini assaggiati da oltre 200 collaboratori
  • 1958 cantine recensite
  • 218 premiate con il simbolo della Chiocciola
  • 188 premiate con la Bottiglia
  • 87 premiate con la Moneta
  • 750 Top Wine

L’introduzione da parte di Slow Food per la Sardegna

L’emozionante bellezza della Sardegna arriva dalla varietà di paesaggi e profumi che cambiano nel raggio di pochi chilometri. Così come è varia l’anima e la testa delle persone che ogni anno si dedicano a comporre le pagine di questo capitolo della nostra guida. A fianco delle storiche tenute, che hanno il merito di aver lanciato l’enologia sarda nel mondo ma che, se non accompagnate da ulteriori narrazioni, rischiano di dare un’idea limitata se non distorta della vera anima agricola dell’isola, e alle grandi cooperative, vere paladine della viticoltura di piccola scala e fonti di vini classici a portata di tutti, troviamo piccole realtà agricole, ben radicate nel territorio di appartenenza e fiere portavoce di una Sardegna agricola antica e pura, ricca di contrasti e di carattere.

In linea con il nuovo corso di Slow Wine, che nel 2021 ha visto la nascita della Slow Wine Coalition basata sui valori del Manifesto per il vino buono, pulito e giusto, abbiamo deciso di dare una svolta al nostro racconto, dando ancora più spazio agli artigiani, custodi di una tradizione viticola unica, forgiata nei secoli di una storia di passaggio, dominazione e rinnovo, che merita maggiore ascolto. Sfogliando queste pagine troverete alcune novità interessanti che ben rappresentano questa idea di vino di territorio. Ma Slow Wine rimane uno spazio democratico e inclusivo, che vuole raccontare il meglio di tutta la produzione regionale tagliando, come nella distillazione, testa e coda su tutte le tipologie aziendali.

Questo vuol dire escludere sia i vini agricoli di dubbia qualità enologica, sia i vini convenzionali fatti in una logica puramente commerciale, con tanto di consulenza, marketing e standardizzazione, destinata a un turismo di passaggio e poco attento. Perché il vino, secondo noi, deve prima di tutto essere buono, sincero, frutto di un pensiero proprio e di un legame viscerale e rispettoso con la terra. Una piccola nota su quelle che sono le chiocciole in Sardegna: siamo consci del fatto che al momento sono troppo poche per quello che offre la viticoltura isolana.

Ma proprio nell’ottica di questo percorso di cambiamento in atto, abbiamo deciso di non affrettare le nostre scelte. Perché la chiocciola è il nostro riconoscimento più importante, che riassume tutto quello che cerchiamo in un’azienda, e dobbiamo (e vogliamo) essere convinti al 100%. In questo elogio alla diversità che tanto ci piace, diamo credito anche all’ambiente naturale, che incide in maniera decisiva sulla qualità dei vini sardi.

Dalle vigne a piede franco su sabbia nel Sulcis alle vette granitiche della Barbagia, dalle vigne costiere battute dalla salsedine alla forza delle terre calcaree della Romangia, le tante sfumature emergono con chiarezza quando al vino è lasciato libero spazio di esprimersi. È vero che i vitigni principali sono solo due, ma la biodiversità clonale per fortuna è ancora elevata, custodita nelle tante spettacolari vigne vecchie, spesso centenarie, quasi sempre miste. A questo si aggiunge un numero importante di vitigni autoctoni meno noti ma dal temperamento unico e di qualità eccelsa, come il monica, il bovale, il nuragus, la malvasia, e tanti altri. La granazza, secondo alcuni nient’altro che la vernaccia simile a quella dell’Oristanese, per esempio, sta dando risultati spettacolari sulle sabbie granitiche della Barbagia che, siamo sicuri, faranno molto parlare di sé.

Un altro aspetto che ci piace sottolineare, alla faccia del presunto individualismo spesso rinfacciato ai sardi, è la crescente attitudine a fare gruppo: i vignaioli di Mamoiada stanno dimostrando da anni che l’unione fa la forza; un movimento simile sta nascendo nel Mandrolisai, e lo stiamo seguendo con attenzione, e poi si stanno sviluppando collaborazioni del tutto informali, nate sulla base di solidarietà reciproca e comuni intenti, tra gruppi di vignaioli artigiani. Noi di questa Sardegna così diversa andiamo fieri, e sarà nostra premura farvela conoscere. È un percorso appena iniziato, ma una valanga di altre novità è imminente.

Maggiori informazioni su www.slowfood.it

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