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SocialWood: la falegnameria formativa che fa del bene

Falegnameria SocialWood

SocialWood nasce 5 anni fa da un’idea dell’Associazione ISES e gli educatori del Carcere di Alessandria. La necessità era quella di mettere in produzione la falegnameria formativa interna alla Casa Circondariale Gaeta e Cantiello (Don Soria) e utilizzata solo nei mesi necessari alle attività di formazione canonica previste dal piano formativo dell’Istituto.

Per noi, abituati a sviluppare progetti sociali e stata da subito una sfida appassionante e, con il sostanziale aiuto di fondazioni locali e nazionali, siamo riusciti a mettere in piedi la prima equipe di lavoro in cui i detenuti che avevano passato il corso di formazione a pieni voti hanno potuto partecipare e iniziare a lavorare. Abbiamo da subito puntato al merito: l’obiettivo è  quello di far capire che solo chi si comporta bene, si applica, rispetta il proprio collega e le proprie mansioni può far parte del progetto. Un piccolo sistema incentivante ma soprattutto formativo anche proiettato al momento della messa in libertà.

Non è facile, non è per nulla facile lavorare in carcere: solo grazie all’ostinazione e a una grandissima mano dell’Amministrazione e della Polizia Penitenziaria è possibile farlo. Piano piano ci siamo strutturati e da mobili storti, rozzi e malfatti siamo via via migliorati creando soluzioni in linea con le capacità di chi con tanta passione e volontà ha deciso di rimanere con noi.

Man mano che le cose miglioravano ci siamo interrogati su come risolvere un problema sostanziale per chi vuole produrre: vendere. Non volevamo fare il solito progetto sociale che moriva al finire dei finanziamenti, ma creare una vera e propria impresa sociale. Man mano che il progetto migliora, alziamo l’asticella. 

Ad oggi abbiamo 5 detenuti che lavorano con noi e produciamo circa 10.000 cassette all’anno più mobili su misura per chi ci contatta e ha un po’ di pazienza per aspettare un prodotto artigianale, in legno e su misura: una cosa un po’ anacronistica per il mondo che ci circonda e per la iper-concorrenziale offerta di mobili che c’è sul mercato. 

Attualmente siamo fornitori di cassette in legno per Baladin, Tenuta La Sabbiosa ed altri piccoli produttori.

Abbiamo conosciuto Teo Musso molti anni fa, per caso in una riunione in cui si parlava di tutt’altro. Nel corso degli anni abbiamo ammirato la sua capacità di innovare, di crescere e di rimanere molto attaccato al territorio, promuovendo azioni a favore della filiera della birra locale ed italiana.

Un giorno, per caso, mentre eravamo in Baladin a Piozzo a parlare con un amico comune, suo collaboratore, gli abbiamo accennato al nostro progetto di falegnameria sociale all’interno del carcere di Alessandria e subito Teo ha manifestato interesse verso il progetto e la sua natura sociale ed ambientale. 

Da subito abbiamo cercato di capire come conciliare l’esigenza di un’azienda profit con un progetto sociale e capire come gestire i grandi numeri che un’azienda come Baladin gestisce annualmente con un laboratorio di falegnameria all’interno di un carcere dove l’unica cosa che non mancava era la buona volontà e la voglia di riscatto.

Non è stato semplice. Non possiamo nasconderlo: colmare il gap di velocità tra un mondo tradizionalmente e per sua natura chiuso come un carcere con l’esigenza produttiva e di alta qualità del prodotto come Baladin. Fare un packaging in legno in modo artigianale che fosse all’altezza dei prodotti della riserva personale di Teo Musso è stata una sfida che, abbiamo vinto grazie ai ragazzi che lavorano con noi, l’Amministrazione penitenziaria che ha creduto fino al primo momento in questa impresa e alla polizia penitenziaria che ci ha accolto e adottato.

Da quella collaborazione ne sono poi nate a cascata altre di pari importanza. Con la faccia tosta che un po’ ci caratterizza abbiamo contattato sulla sua pagina Instagram la conduttrice televisiva Tessa Gelisio. La seguiamo da sempre per la sua vicinanza al bio, al riciclo e all’ambiente e avevamo letto della sua tenuta “La Sabbiosa”. Le abbiamo proposto di realizzare le cassette in abete riciclato e di sviluppare la cassetta personalizzata in base alle dimensioni della Sua bottiglia. Anche in questo caso non è stato semplice, le cassette da tre bottiglie hanno avuto qualche problema di progettazione, ma la bravura dei nostri ragazzi ha permesso di risolvere le problematiche di apertura e creare un packaging in linea con la storia e attenta all’ambiente.

Le collaborazioni “social” non finiscono qui… siamo stati contattati dalla nota casa di produzione “Casa Surace”. Tra le loro mille idee ci hanno chiesto la fattibilità di creare spianatoie e mattarelli per il loro “Staisciupacco” speciale pasta. Abbiamo girato la richiesta alla nostra squadra in falegnameria, chiedendo loro di trovare una soluzione fattibile per creare il tutto secondo le dimensioni richieste e in base alle macchine a disposizione. E’ stato proprio bello guardarli risolvere il problema tutti e 5 attorno al tavolo di progettazione. Hanno identificato due prodotti semplici e funzionali, molto apprezzati da Casa Surace che per l’occasione ci ha onorato di una visita in falegnameria in cui è stato girato un video presente sui nostri social.  

Info: www.fugadisapori.it

Intervista a Andrea Ferrari

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