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Tre Bicchieri 2027, record per la Sardegna: sono 18 i vini premiati dal Gambero Rosso

Tre bicchieri Gambero Rosso Sardegna 2027

Mai così tanti vini sardi al vertice della guida Vini d’Italia. Nove Cannonau, cinque Vermentino, un Carignano, un Nuragus, il Turriga e un Cabernet di Alghero. E il Gambero rilancia il tema delle denominazioni regionali

Sono diciotto i vini della Sardegna che hanno conquistato i Tre Bicchieri nella guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso: è il numero più alto di sempre per l’isola. Il precedente record era di 17 etichette, raggiunto nell’edizione 2024 e confermato nelle due successive. Nel presentare i premiati, la redazione della guida parte dalle parole dello scrittore Marcello Serra, che nel 1958 descriveva la Sardegna come «quasi un Continente» per la complessità della sua geologia e dei suoi paesaggi. Una definizione che, secondo il Gambero, oggi calza a pennello anche alla viticoltura dell’isola.

Suoli, altitudini e vecchie vigne

Il Gambero sottolinea la straordinaria varietà dei terreni sardi: i graniti della Gallura, i calcari del Coros, le argille dell’Ogliastra, le sabbie del Sulcis, fino a scisti, basalti e suoli vulcanici. Diverse anche le altitudini, con vigne oltre i 700 metri in Barbagia e nel Mandrolisai e filari che arrivano quasi al mare. Un ruolo importante, secondo la guida, lo giocano le vecchie vigne ad alberello, scampate agli espianti dei decenni passati e preziose riserve di biodiversità.

Non solo Cannonau, Vermentino e Carignano

Accanto ai tre vitigni più noti, il Gambero registra un’attenzione crescente verso varietà come Bovale, Monica, Cagnulari, Nieddera, Nasco, Nuragus, Vernaccia, soprattutto a Oristano, e Malvasia, in particolare a Bosa.

Dal vitigno al luogo

Il punto centrale del ragionamento della guida è che i vini sardi non sono soltanto migliorati, ma sono diventati più precisi nel raccontare la loro provenienza. Un Cannonau della Barbagia, scrive il Gambero, è molto diverso da uno dell’Ogliastra, il Vermentino cambia tra Gallura, Romangia e altre zone dell’isola, e il Carignano del Sulcis nasce da condizioni difficilmente riproducibili altrove. Per questo, secondo la redazione, non basta più parlare di vitigno: conta sapere dove, a quale altitudine e su quale suolo è coltivato.

Le denominazioni regionali

Da qui la riflessione che il Gambero ripropone sulle denominazioni d’origine dell’isola, in particolare quelle regionali. Indicazioni troppo ampie, secondo la guida, rischiano di appiattire proprio la diversità che rende unica la Sardegna del vino, che avrebbe invece bisogno di una geografia capace di raccontarne le differenze.

Tutti i Tre Bicchieri 2027 della Sardegna

Alghero Cabernet Marchese di Villamarina Ris. 2022 – Tenute Sella & Mosca
Cannonau di Sardegna 2024 – Antonella Corda
Cannonau di Sardegna Cl. Dule 2023 – Giuseppe Gabbas
Cannonau di Sardegna CNS Memorie di Vite 2022 – Quartomoro di Sardegna
Cannonau di Sardegna Le Anfore di Elena Casadei 2024 – Olianas
Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Oliena 2023 – F.lli Puddu
Cannonau di Sardegna Oliena Nepente di Oliena Vosté 2024 – Iolei
Cannonau di Sardegna Perda Rubia Ris. 2023 – Tenute Perda Rubia
Cannonau di Sardegna Perdas Longas 2024 – Francesco Cadinu
Cannonau di Sardegna Tèrruas Ris. 2024 – Su’Entu
Carignano del Sulcis Bricco delle Piane Ris. 2023 – Cantina di Calasetta
Nuragus di Cagliari Perlia 2024 – Pala
Turriga 2022 – Argiolas
Vermentino di Gallura Sup. Sciala 2025 – Surrau
Vermentino di Gallura Sup. Selenu X Vendemmia 2024 – Tenute Gregu
Vermentino di Gallura Sup. Sienda 2025 – Mura
Vermentino di Gallura V. T. Kari dì Pétra 2023 – Saraja
Vermentino di Sardegna Tuvaoes 2025 – Giovanni Maria Cherchi

Complimenti a tutte le cantine premiate.

Fonte: Gambero Rosso, “Sono 18 i vini della Sardegna sul podio dei migliori d’Italia (e non c’è solo il Cannonau)”

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