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Tre Bicchieri 2027, sette vini di Sardinia Terroirs tra i 18 premiati da Gambero Rosso

Sardinia Terrori Tre Bicchier 2027

Cinque Cannonau e due Vermentino, dal Parteolla alla Gallura: la rete di produttori artigiani protagonista della quarantesima edizione della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso

Dei diciotto Tre Bicchieri conquistati dalla Sardegna nella guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso, sette arrivano da cantine di Sardinia Terroirs, la rete che riunisce produttori artigiani di diverse zone dell’isola. Il risultato arriva in un’edizione speciale. La guida compie quarant’anni e sarà presentata ufficialmente domenica 25 ottobre alla Nuvola di Roma, durante la festa per i quarant’anni del Gambero Rosso.

I sette vini premiati

  • Cannonau di Sardegna 2024 – Antonella Corda (Serdiana)
  • Cannonau di Sardegna CNS Memorie di Vite 2022 – Quartomoro di Sardegna (Marrubiu)
  • Cannonau di Sardegna Le Anfore di Elena Casadei 2024 – Olianas (Gergei)
  • Cannonau di Sardegna Oliena Nepente di Oliena Vosté 2024 – Iolei (Oliena)
  • Cannonau di Sardegna Perda Rubia Ris. 2023 – Tenute Perda Rubia (Talana)
  • Vermentino di Sardegna Tuvaoes 2025 – Giovanni Maria Cherchi (Usini)
  • Vermentino di Gallura V.T. Kari dì Pétra 2023 – Saraja (Telti)

Un vitigno, cinque luoghi

I cinque Cannonau premiati hanno lo stesso nome ma vengono da cinque territori diversi: il Parteolla a Serdiana, l’Oristanese a Marrubiu, il Sarcidano a Gergei, Oliena ai piedi del Corrasi in Barbagia e Talana in Ogliastra. A questi si aggiungono due Vermentino, uno del Logudoro e uno della Gallura, quest’ultimo in versione vendemmia tardiva.

Questa è anche l’idea da cui è nata la rete: raccontare la Sardegna attraverso i suoi territori, non come un’unica denominazione. Si tratta dello stesso passaggio che quest’anno il Gambero Rosso ha indicato commentando i premiati sardi: dal vitigno al luogo. Secondo la guida, un Cannonau della Barbagia non è un Cannonau dell’Ogliastra, e i vini dell’isola raccontano sempre più spesso da dove vengono, cioè suoli, altitudini e microclimi.

La voce della rete

«Questi Tre Bicchieri sono prima di tutto un risultato della Sardegna», commenta il presidente di Sardinia Terroirs, Gianni Irde. «Diciotto vini di territori così diversi, premiati nell’edizione che festeggia i quarant’anni della guida, dicono che il vino sardo si presenta fuori dall’isola con un’identità chiara e con la voglia di farsi capire. Per anni ci hanno riconosciuti per uno o due vitigni. Oggi chi assaggia in Italia e nel mondo cerca i luoghi, le origini, le altitudini, le storie, le mani che lavorano la vigna. Siamo orgogliosi che dentro questo racconto ci siano anche le nostre cantine. Ma ne siamo ancora più orgogliosi perché lo condividiamo con tanti produttori sardi, grandi e piccoli, storici ed esordienti. Il nostro compito, come rete, è portare questa ricchezza nel mondo e farlo insieme».

Oltre i Tre Bicchieri

I Tre Bicchieri sono solo una parte della guida. Nelle sue pagine ci sono anche i Due Bicchieri Rossi, cioè i vini arrivati alle degustazioni finali, oltre alle schede delle cantine e ai giudizi sulle annate. Torneremo a parlarne quando la guida sarà in libreria, per capire quali territori crescono e quali vitigni stanno ritrovando spazio.

L’elenco completo dei 18 Tre Bicchieri sardi è nel nostro articolo dedicato:

Complimenti a tutte le cantine premiate.

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