Vinitaly 2026 apre agli spirits: nasce Xcellent Spirits, il primo padiglione dedicato
Una tensostruttura da mille metri quadrati, masterclass internazionali e un Temple Bar gestito a rotazione dai migliori bartender italiani. La fiera del vino allarga il perimetro
Un padiglione nuovo di zecca
Vinitaly 2026 si allarga e lo fa in modo strutturale: alla 58ª edizione (Verona, 12-15 aprile) debutta Xcellent Spirits, un padiglione interamente dedicato ai distillati, realizzato da Veronafiere in collaborazione con Gang of Spirits, società specializzata nel settore. La location è una tensostruttura esterna di oltre 1.000 metri quadrati (hall C), pensata per connettere produttori, buyer e operatori professionali in un formato B2B dedicato.
L’area espositiva si divide in due sezioni: Spirits, per distillati, liquori e vini aromatizzati e fortificati, e Drinks & Mix, dedicata a soft drink, hard seltzer e ready to drink. Non solo vetrina, quindi, ma anche lettura dell’evoluzione del consumo contemporaneo e delle opportunità per la mixology.
Cosa succede dentro
Il programma eventi è riservato agli operatori. Nelle giornate di lunedì 13 e martedì 14 aprile il padiglione resterà aperto fino alle 19.30 per un Aperitivo all’italiana pensato per prolungare il networking tra aziende e buyer. Al centro dell’area opera il Temple Bar, gestito a rotazione dai migliori bartender italiani con preparazioni dal vivo e sessioni di mixology a tema giornaliero, costruite sui prodotti degli espositori.
Completano il calendario quattro masterclass internazionali al giorno, condotte da master distiller e ospiti internazionali, per un percorso formativo che copre tutta la durata della manifestazione.
I numeri che giustificano la scommessa
Secondo Nomisma su base doganale, nel 2024 l’export italiano di spirits ha raggiunto 1,75 miliardi di euro, posizionando l’Italia al quinto posto mondiale tra gli esportatori, dopo Regno Unito, Francia, Messico e Stati Uniti. Nel quinquennio 2019-2024 le esportazioni sono cresciute del 41%, una delle performance più alte tra i primi cinque Paesi. Sul segmento liquori l’Italia è leader mondiale insieme alla Germania, con 547 milioni di euro e una crescita del 25% nel periodo, superiore a quella tedesca.
Il 2025 ha frenato: nei primi dieci mesi si registra una flessione dell’export del 5% in valore, in linea con quanto sta accadendo al vino. Germania, Stati Uniti e Regno Unito restano i primi tre mercati di destinazione. Tra le note positive, la Polonia ha segnato una crescita delle importazioni dall’Italia del 70% nello stesso periodo.
Il punto
Vinitaly che apre ai distillati non è una novità improvvisata: Gianni Bruno, direttore generale vicario di Veronafiere, lo definisce esplicitamente un piano strategico pluriennale. L’idea è integrare stabilmente il comparto spirits nella piattaforma fieristica, seguendo l’evoluzione dei consumi. Considerati i numeri dell’export italiano e la crescita strutturale del settore nel quinquennio precedente, la scommessa ha una base solida. Il 2025 meno favorevole non cambia il quadro di fondo.

