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Vinitaly 2026, la cerimonia inaugurale: tra pace, dazi e nuovi mercati: cosa hanno detto i protagonisti

Inaugurazione vinitaly 2026 i protagonisti

Sul palco del 58° Vinitaly si sono alternati ministri, presidenti di regione e vertici di settore. Tre i temi dominanti: la tenuta dell’export in un contesto di tensioni commerciali crescenti, i consumi dei giovani, e la questione dazi con gli Stati Uniti ancora aperta.

Vinitaly 2026, la cerimonia inaugurale: tra pace, dazi e nuovi mercati

Verona, 12 aprile 2026. Il 58° Vinitaly si è aperto con una cerimonia inaugurale che ha messo al centro tre temi dominanti: la tenuta del vino italiano sui mercati internazionali in un contesto di tensioni commerciali crescenti, la necessità di intercettare i consumi dei giovani, e la questione dazi con gli Stati Uniti ancora irrisolta. Sul palco di Veronafiere si sono alternati ministri, presidenti di regione, rappresentanti istituzionali e vertici di settore. Il tono generale è oscillato tra ottimismo difensivo e appelli alla compattezza di sistema.

Fontana apre con un appello alla pace

Il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana ha scelto Vinitaly come palco per un messaggio che va ben oltre il vino. Ha citato le parole di Papa Leone XIV e del presidente Mattarella, ha richiamato il dialogo con lo speaker della Camera americana Mike Johnson, e ha concluso con una formula che sintetizzava l’intera retorica inaugurale: le relazioni creano diplomazia, la diplomazia crea la pace. Vinitaly come strumento geopolitico. Un’apertura insolita per una fiera di settore, ma coerente con il clima internazionale attuale.

L’export vale 7,8 miliardi, ma i dazi pesano

Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha ricordato che l’Italia è il primo produttore mondiale e che nel 2025 l’export di vino ha raggiunto 7,8 miliardi di euro, con una quota superiore al 23% del mercato internazionale. La cosiddetta “diplomazia della crescita” ha prodotto oltre cinquanta iniziative dedicate al comparto vino e spiriti, coinvolgendo quasi mille operatori. L’obiettivo dichiarato per il 2026 è consolidare la presenza sui mercati globali, con attenzione particolare agli Stati Uniti dove le criticità tariffarie sono ancora aperte. Non a caso, Vinitaly USA si sposta quest’anno da Chicago a New York.

ITA e buyer internazionali: 1.000 operatori da 70 Paesi

Matteo Zoppas, presidente di ITA-Italian Trade Agency, ha annunciato che insieme a Veronafiere vengono portati in fiera oltre mille buyer strategici da settanta Paesi. Sul fronte dei nuovi mercati, Zoppas ha citato gli accordi con India e Australia e il monitoraggio della ripresa in Canada, con sessantuno iniziative promozionali programmate in ventiquattro mercati prioritari nel corso del 2026. La Cina rimane nell’orbita delle priorità, così come i Balcani.

Il Veneto tiene, ma l’export cala

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha presentato i dati del comparto vitivinicolo regionale: nel 2025 la produzione di uva è cresciuta del 6,8%, quella di vino del 7%, il valore complessivo ha raggiunto 1,789 miliardi di euro. L’export però ha segnato un lieve calo del 1,2%, attestandosi a 2,9 miliardi. Stefani ha riconosciuto che il dato impone una riflessione: serve diversificazione dei mercati di sbocco e meno dipendenza da singole aree geografiche.

UIV: più managerialità e ascolto dei mercati

Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione Italiana Vini, ha tracciato la linea programmatica del settore con un tono diretto. Nonostante un 2025 non favorevole, il vino si conferma al secondo posto nella bilancia commerciale del Made in Italy con 7,2 miliardi di attivo. Il messaggio è stato chiaro: le tensioni commerciali attuali devono spingere il comparto a fare ordine, alzare la qualità manageriale, ascoltare meglio i mercati e produrre vini contemporanei in linea con la domanda. La responsabilità collettiva lungo tutta la filiera è la parola d’ordine.

Federvini: intercettare i giovani

Giacomo Ponti, presidente di Federvini, ha battuto sul tasto che attraversa trasversalmente tutta questa edizione di Vinitaly: i consumi dei giovani. Il mercato USA va difeso strenuamente, i dazi ancora in vigore hanno creato danni concreti, ma la vera partita si gioca sulla capacità di comunicare in modo più agile e di rispondere ai comportamenti di consumo delle nuove generazioni.

Etichette, Pacchetto Vino e il no agli allarmismi

La vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna ha affrontato il tema delle nuove normative europee. Con l’approvazione del Pacchetto Vino l’Europa punta a maggiore flessibilità e apertura ai nuovi mercati, ma Sberna ha messo in guardia da due rischi: che le nuove regole gravino in modo sproporzionato sulle PMI, e che le etichette diventino strumenti intimidatori. Sì ai valori nutrizionali anche tramite etichette elettroniche, no ai messaggi allarmistici. La distinzione tra abuso e consumo responsabile deve restare al centro del dibattito normativo.

Enoturismo a 3 miliardi, Lollobrigida e il riconoscimento Unesco

Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha ricordato che l’enoturismo vale oggi 3 miliardi di euro in Italia ed è in crescita costante. Il suo obiettivo è portare più visitatori nelle cantine, distribuire meglio i flussi turistici e decongestionare i centri urbani. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha invece celebrato il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell’Unesco, ottenuto a dicembre scorso al termine di un percorso avviato proprio a Vinitaly tre anni fa. Un risultato che lega inscindibilmente vino e tavola italiana nell’identità culturale del Paese.

La presenza culturale: Bacco dagli Uffizi a Veronafiere

Una delle note più originali dell’inaugurazione è arrivata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli: per questa edizione, su iniziativa del Ministero, vengono esposte sei opere in marmo provenienti da Palazzo Pitti e dagli Uffizi, legate al mito di Dioniso. Sculture romane che raccontano il vino come patrimonio culturale millenario, portate per la prima volta in una fiera di settore. Un gesto simbolico che ha avuto il suo peso nell’atmosfera della cerimonia.

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