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Vinitaly International Academy in visita nelle cantine della Sardegna

Giornalisti Vinitaly International in Sardegna

La Vinitaly International Academy ha visitato e degustato i vini di: Atlantis Berchidda, Cantine Mastio Hofmann, Cantine Su’entu, Silvio Carta, Tenute Perda Rubia, Sella&Mosca 

Un viaggio scolastico nell’autunno sardo per andare a indagare, scoprire e studiare il presente – e quindi contemporaneamente l’essenza – di quella terra dove la coltivazione della vite da vino vede alcune delle sue più antiche attestazioni. Questa la motivazione che ha portato i componenti attuali della Vinitaly International Academy a visitare alcune delle cantine più importanti dell’Isola dal 5 al 9 novembre 2021. Una gita scolastica, come la chiamano solitamente gli appartenenti all’accademia, capitanata dal Professor Attilio Scienza (direttore scientifico di Via) e dalla Managing Director di Vinitaly International Stevie Kim

Un percorso, quello ideato in collaborazione con Affinità Elettive Studio, che ha saputo toccare alcune tra le più importanti realtà territoriali, in modo da poter conoscere tutte le sfumature che il vino assume in quella che è una terra ricca, ricchissima. Purtroppo conosciuta al di fuori del confine del mare (come succede a molte regioni) solo per il Cannonau e il Vermentino, i suoi vitigni più famosi, ma capace di profondità incredibili e di sfumature notevoli con il Carignano, il Cagnulari, il Monica e giù, fino ad alcuni esperimenti con gli internazionali che stanno dando grandissime soddisfazioni.

Come ha sottolineato il professor Scienza: “La Sardegna viticola è senza alcun dubbio quella che conserva i tratti riconoscibili di una tradizione enologica ancestrale.  Alla grande variabilità dei suoli, i più antichi d’Europa, si accompagna una ricca biodiversità varietale, dalle origini spesso misteriose e una tecnica enologica che ha mantenuto intatte le tradizioni dei vini mediterranei che hanno solcato tutti i mari della terra. Forse può apparire una terra fuori moda alle moderne tendenze di consumo del vino, ma con un po’ di attenzione quei vini sanno raccontare una storia  affascinante, che ormai nessun vino moderno sa fare!”.

Sei cantine per sei appuntamenti totalmente diversi gli uni dagli altri. Una delle prime tappe a Baratili San Pietro (prima e Zeddiani poi) da Silvio Carta, dove si è avuta la possibilità unica di esplorare due mondi diversi del beverage di qualità italiano. Da un lato l’enorme, unica, bottaia dove invecchia in botti di castagno la Vernaccia di Oristano Doc con un patrimonio di annate storiche che va indietro nel tempo fino al 1951.

Dall’altro la distilleria, con ampio orto botanico privato annesso, dove nascono alcune tra le più famose ricette di gin, amaro, liquori tipici e moderni ( e non solo) del settore. Non molti i chilometri di distanza che li ha separati da SanLuri, dove hanno sede le Cantine Su’entu; qui gli studenti dell’Academy hanno potuto sperimentare non solo l’assaggio di diverse varietà e vinificazioni di Bovale, uno dei vitigni bandiera dell’azienda, ma anche mettere le mani in pasta (di cacio) e provare a fare il formaggio grazie alla guida di Michele Cherchi di Salsamenteria a Cagliari, bottega di delicatessen e specialità da tutto il mondo. 

Un altro giorno è stato dedicato alla storia e al cuore della Sardegna, anche geografica. A Talana, presso i grandi spazi di Tenute Perdarubia, c’è stata la possibilità di assaggiare quanto prodotto dall’azienda ancora in attività più antica in assoluto di tutta la Sardegna, fondata nell’immediato dopoguerra e da allora ancora gestita dalla stessa famiglia. Comprese alcune speciali annate molto vecchie.

Perda Rubia e Naniha sono tra i Cannonau più premiati degli ultimi anni, due varianti diverse dello stesso vitigno, entrambe caratteristiche e dal grande carattere insieme. Coltivate a piede franco e in un regime biologico, così come gli ulivi e le produzioni cerealicole della tenuta.

Le Cantine Mastio Hofmann hanno accolto gli ospiti con un giro in vigna e una visita all’attrezzatissima cantina con uno splendido spazio accoglienza, decorato in stile, ma senza la leziosità del folklore, portando anzi gli stilemi estetici della cultura sarda in un mood più contemporaneo. In assaggio tutti i vini della cantina, che comprendono etichette da uvaggi di Cannonau e Vermentino in purezza, tanto quanto un interessante blend con Merlot che Michele Mastio coltiva a Galtellì, uno dei borghi cari alla Deledda, oramai da anni con grandissima soddisfazione. 

Atlantis Berchidda, la cantina più giovane del tour è andata quasi a chiudere il giro. Tra i vini in degustazione Maju, che già quest’anno era stato annoverato tra i 5 Star Wines proprio di Vinitaly (insieme al Vermentino di Gallura Doc Clos) blend di Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah (vinificati singolarmente) è un vino multiculturale e moderno che insieme a un assaggio di gastronomia tradizionale è tornato ancora una volta a convincere tutti i degustatori. Chiusura del viaggio ad Alghero, presso gli spazi di Sella&Mosca, realtà storica della viticoltura locale, oggi di proprietà del Gruppo Terra Moretti, che nei secoli è riuscita a mantenere alto il rapporto con il territorio e la capacità di tradurlo in vino. 

Un viaggio che solo apparentemente è durato pochi giorni, ma che in realtà ha permesso ai visitatori di compiere viaggi indietro nel tempo e proiettati nel futuro (dei vini) di anni, a volte di decenni. Un’occasione unica per raccontare quanto importante sia il vino in Sardegna e che immensa potenzialità abbia, come confermato anche dalle parole di Stevie Kim: “La gita scolastica della VIA si può considerare un incoming altamente specializzato ed è parte del nostro programma di approfondimento e divulgazione del vino italiano nel mondo.

Questa esperienza in Sardegna è stata davvero particolare ed unica, abbiamo avuto la possibilità di visitare letteralmente tutta l’isola, toccando vari territori e zone di produzione. Abbiamo visitato grandi e piccole aziende, aziende radicate e aziende emergenti e da tutte abbiamo imparato qualcosa. Quello che i nostri Italian Wine Ambassador, ma anche io, riportano a casa è sicuramente un ottimo ricordo. Quello che più ha colpito è la grande varietà di paesaggi e natura. Abbiamo avuto l’occasione di assaggiare ottimi vini ed apprezzare il legame tra la Sardegna e le sue varietà autoctone. Ultimo, ma non meno importante, ci porteremo sempre dietro il ricordo del calore e della grande ospitalità con cui siamo stati accolti in ogni posto”.

L’Academy
Vinitaly International Academy (VIA) si propone come punto di riferimento per l’educazione sul vino italiano con corsi di alto profilo per operatori esteri. Offre infatti un percorso formativo completo, strutturato in livelli progressivi e con programmi standardizzati, volto a trasmettere una solida competenza sulla diversità del vino italiano. La Mission di VIA è favorire la formazione di una rete globale di professionisti altamente qualificati pronti a supportare e promuovere questa eccellenza del Made in Italy in tutto il mondo.

Includendo i principali istituti e associazioni della Wine Industry italiana, l’ecosistema di VIA funge da intermediario tra i maggiori player nella scena italiana del vino e i professionisti internazionali. Nasce nel Febbraio del 2014 come Executive Wine Seminar, seminari di degustazione di vini italiani di alto livello dedicati ai professionisti del settore all’estero. Il Corso di Certificazione nella forma che conosciamo oggi viene introdotta nell’Aprile dell’anno successivo.

Vinitaly International Academy ha formato oltre 190 Italian Wine Ambassador, di cui 14 hanno anche conseguito il livello di certificazione massimo, quello di Italian Wine Expert. La comprovata esperienza di Vinitaly International nel settore del vino italiano e della sua comunicazione all’estero confluisce nella Academy assieme ad un Corpo docenti e a un Comitato Consultivo che vantano la presenza dei più illustri scienziati e professionisti.

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