Vite e Vite apre Giugno Slow a La Maddalena: tre giorni di vino naturale tra masterclass, convegno e banchi d’assaggio
È partita oggi, sabato 23 maggio, la quarta edizione di “Vite e Vite. Incontri con i vignaioli”, la tre giorni enologica che apre la settima edizione di Giugno Slow a La Maddalena. La manifestazione, promossa da Slow Food Gallura, Slow Food Sardegna e dal Comune di La Maddalena, è dedicata quest’anno a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food recentemente scomparso.
Stamattina agli Ex Magazzini Ilva (via Fabio Filzi, 10) Giampaolo Giacobbo, contitolare di Arkè – distributore nazionale specializzato in vini naturali – ha condotto le due masterclass di apertura: “L’ingrediente tempo nei rifermentati” alle 11 e “Le declinazioni del Cannonau in Sardegna” alle 12. Nel pomeriggio i banchi d’assaggio aprono alle 16,30 con 150 referenze di oltre 30 cantine tra sarde e nazionali. Alle 19 il primo concerto con Federico Marras Perantoni, in “Anzeni A/Live”, realizzato in collaborazione con l’associazione Sarditudine – Festival Internazionale Isole che parlano.
Domani il focus va sulla ristorazione
La giornata di domenica 24 maggio è quella più densa. Si inizia alle 11 con un convegno a ingresso libero nella Sala consiliare del Comune (piazza Garibaldi, 13), moderato da Alessandra Corda, intitolato “Il vino naturale oggi. Perché proporlo, perché berlo. Riflessioni sul mercato odierno della ristorazione e sull’accostamento del vino al cibo”.
Ad aprire i lavori è Sandro Sangiorgi, giornalista e fondatore di Porthos racconta e Porthos Edizioni, con la relazione “L’approccio al vino naturale, una questione di contatto”. Segue Leonardo Camboni, importatore e ristoratore, con un focus sul mercato scandinavo e in particolare sulla Danimarca. Pietro Pitzalis, fondatore e direttore di Reporter Gourmet, tratta il rapporto tra vini naturali e ristorazione contemporanea. Sangiorgi chiude presentando un progetto didattico rivolto ai ristoratori: “L’accostamento del vino al cibo. Perché non si dovrebbe parlare di abbinamento o pairing”, che verrà sviluppato per tutto l’anno.
“Quest’anno abbiamo voluto coinvolgere maggiormente gli operatori di settore, in particolare i ristoratori, nella nostra idea di divulgazione, formazione e ricerca”, spiega Paola Placido, ideatrice di Vite e vite.
Nel pomeriggio, dalle 15 alle 16 agli ex Magazzini Ilva, Marilena Budroni, accademica e responsabile scientifica della Collezione Mbds-Unisscc dell’Università degli studi di Sassari, conduce il laboratorio “Il cuore invisibile della trasformazione: come il ceppo di lievito modella l’identità di un vino”. I banchi d’assaggio sono aperti dalle 16,30 alle 20,30, con le proposte gastronomiche della cucina agricola itinerante Pasta Vibes. Alle 18 secondo concerto di Marras Perantoni, questa volta in trio con Carlo Doneddu ed Enrico Severini, in “Storia di una bomba: da De André alla canzone popolare di lotta e ritorno”.
Lunedì la chiusura riservata agli operatori
La tre giorni enologica si chiude lunedì 25 maggio con una mattinata dedicata agli operatori di settore e un pranzo didattico dalle 13,30 alle 15,30 al Noir Restaurant & Cocktail Bar (piazza 23 febbraio, 6). Sandro Sangiorgi guida i partecipanti nell’abbinare vini a cucine geograficamente distanti dai loro territori di produzione.
I produttori
Il mappa delle cantine copre quasi tutta la Sardegna: dall’Oristanese (Pippia, Cantina Carta di Magomadas, Cooperativa Mussura di Seneghe), al Sassarese (Podere 45, Agreste, La Sughera, Francesco Fiori, Deperu Holler, Tenute Rossini, Antichi Vigneti Manca), fino a Luras con Ilaria Addis Winery, La Granitica e Sassu. Presenti anche il Nuorese con Pusole e Orgosa, Mamoiada con Pasquale Bonamici, Canneddu, Muggitu Boeli e Paddeu, il Mandrolisai con Viticola Mereu, il Sarcidano con Panevino di Gianfranco Manca (prima partecipazione), il Parteolla con Altea Illotto e Sa Defenza, il Campidano di Cagliari con Vigne Pinna e Quattro Elementi, il Sulcis con Podes e La casa di Sofia. Fuori regione: Triple A (Genova), La Torretta, Famiglia Fabiani, Cinque Campi di Puianello, Monte Mirabello e Oasi degli Angeli.
Giugno Slow prosegue poi fino al 7 giugno con incontri con coltivatori e pescatori ed esperienze nell’arcipelago curate da Simona Gay, responsabile della manifestazione. “La sfida è ripristinare i legami con il territorio”, dice Gay. “Sembra un’utopia, come amava dire Petrini. Eppure il cibo è uno dei mezzi più importanti per il legame con il territorio.”

