Fradiles in sardo significa "cugini", e cugini sono Paolo Savoldo e Antonio, che insieme alle famiglie hanno deciso di riprendere in mano l'eredità vitivinicola degli avi ad Atzara, nel cuore del Mandrolisai.
Dieci ettari di vigne tra i cinquecento e i settecento metri di quota. Il nucleo storico, sei ettari attorno alla cantina, ospita piante che hanno dai sessanta agli oltre ottant'anni, alcune prossime al secolo. Vigne ad alberello, come si è sempre fatto qui: piante basse, grappoli vicini al suolo, rese contenute ma qualità superiore. Non a caso il territorio di Atzara è riconosciuto tra i Paesaggi Rurali Storici italiani proprio per questi vigneti.
Il Mandrolisai è montagna: estati luminose ma notti fresche, escursioni termiche importanti che concentrano aromi e struttura negli acini. I suoli di granito e scisti disfatti danno ai vini quel tratto minerale che li rende riconoscibili.
Chi cammina tra i filari vecchi nota subito una particolarità: varietà diverse piantate insieme, secondo l'usanza contadina di un tempo. Bovale Sardo, Cannonau, Monica e altri autoctoni convivono nello stesso appezzamento. Una biodiversità che altrove si è persa e che qui permette di produrre vini dal carattere unico.
La produzione si concentra sulla DOC Mandrolisai, ma Fradiles dedica attenzione particolare a due vitigni rari vinificati in purezza come IGT Isola dei Nuraghi: il Bovale Sardo, che qui chiamano Muristellu, e l'aniga 'e Sant'Antiògu, l'uva di Sant'Antioco, varietà che in altre zone della Sardegna sono ormai quasi scomparse.
Lo stile dei vini Fradiles punta sull'eleganza che nasce dalla semplicità: niente forzature, lavoro attento in vigna e in cantina, rispetto per un territorio che cambia sfumature da un appezzamento all'altro. Da qui l'idea dei cru, vini che raccontano le differenze tra parcelle vicine ma diverse per esposizione e suolo.
Vini di struttura e intensità, con quel carattere che il Mandrolisai sa dare quando lo si ascolta.


