Tra le colline della Romangia, dove il Golfo dell'Asinara lambisce la Sardegna settentrionale, si sviluppa la storia dei Vini Tramonti. Era il 4 aprile 1890 quando a Sorso nasceva Salvatore Marogna, figlio della terra che avrebbe dato vita a una tradizione vinicola oggi alla sua terza generazione. Nel 1937, Salvatore trasformò un terreno incolto in località "Tres Montes" nel primo vigneto di famiglia, un'opera che richiese dedizione e fatica: dalla rimozione di palmeti selvaggi allo spietramento manuale, fino all'aratura con i buoi.
Oggi, il cuore pulsante dell'azienda batte a "Badde Pira", acquisita nel 2010. Qui, su oltre quattro ettari, crescono Moscato bianco di Sorso, Cannonau, Vermentino e Cagnulari. Le viti, allevate secondo il sistema Guyot, seguono il ritmo delle stagioni. Ogni fase è un atto di cura: dalla potatura alla vendemmia, tutto viene eseguito a mano, con solo alcune operazioni meccanizzate per preservare il terreno.
La Romangia è una terra intrisa di storia vinicola. Anticamente parte della colonia romana di "Turris Libisonis", conserva testimonianze che risalgono alla civiltà nuragica. Un Askos del X secolo a.C. rivela che qui il vino scorreva ben prima dell'arrivo dei Romani. La villa di Santa Filitica, con il suo mosaico di Bacco, e l'antico impianto di vinificazione nella "Pidraia" del 1602 raccontano una tradizione millenaria.
Il paesaggio si apre come un anfiteatro sul mare, un mosaico geologico dove dune sabbiose si alternano a terreni calcarei e marne mioceniche. I vigneti Tramonti, rivolti a nord-nord ovest, catturano la luce fino al tramonto. Qui, dopo duemila anni, ulivi e viti continuano a disegnare il panorama.
In ogni bottiglia dei Vini Tramonti si racchiude questa eredità: un sapere tramandato per generazioni, il rispetto per i cicli naturali e l'essenza di un territorio unico, dove la famiglia Marogna da oltre ottant'anni custodisce e rinnova il patrimonio vinicolo della Romangia.


