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A Vinitaly 2012 la Camera di Commercio Americana premia la Multinazionale che punta sul Made in Italy

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Assegnato nella giornata inaugurale della 46^ edizione di Vinitaly il riconoscimento dell’American Chamber of Commerce in Italy, che da tre anni premia chi contribuisce a promuovere il vino italiano negli Stati Uniti. Il presidente di Veronafiere Ettore Riello ha consegnato il premio a Constellation Brands, multinazionale americana che quest’anno ha acquisito l’azienda vitivinicola toscana Ruffino.

Verona, 25 marzo 2012. È Constellation Brands il vincitore dell’edizione 2012 dell’AmCham Wine Excellence Award, il riconoscimento che da tre anni a Vinitaly premia le realtà che negli Stati Uniti contribuiscono a promuovere e valorizzare il vino italiano di qualità.

Il premio istituito dall’American Chamber of Commerce in Italy è stato consegnato oggi, in occasione della giornata inaugurale di Vinitaly, il più importante salone internazionale dedicato ai vini e ai distillati, alla Fiera di Verona fino a mercoledì 28 marzo.

La Constellation Brands, una delle più grandi multinazionali americane del vino con 3,3 miliardi di dollari di fatturato, ha recentemente acquisito l’azienda vinicola italiana Ruffino, famosa dal 1877 per il suo Chianti. Un’iniziativa che contribuisce a rafforzare la presenza del prodotto made in Italy negli Stati Uniti, ad oggi il maggior consumatore mondiale di vino, con al primo posto proprio quello tricolore.

Alla cerimonia di consegna del premio, presenti il presidente di Veronafiere Ettore Riello, l’amministratore delegato della casa vinicola Ruffino in rappresentanza di Constellation Brands Sandro Sartor, il consigliere delegato di American Chamber Simone Crolla e il rappresentante di American Chamber per Verona Alessandro Pigozzi.

«Vinitaly – ha dichiarato Riello – è da sempre una piattaforma privilegiata per la promozione delle aziende italiane nel mondo. Cornice ideale, quindi, per ospitare un riconoscimento che va a chi si fa portabandiera del made in Italy».

Soddisfatto Sartor: «L’acquisizione americana di Ruffino – ha commentato – non è un pezzo d’Italia che viene delocalizzata ma una possibilità di promozione in più all’estero per un vino che, comunque, continuerà ad essere prodotto interamente nelle campagne della Toscana».

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