Dal Mondo

DOTT. ETTORE RIELLO – PRESIDENTE VERONAFIERE. Tavola Rotonda “Diamo credito al vino italiano” Verona, Lunedì 26 Marzo 2012

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Buongiorno, sono lieto di poter iniziare con voi questa seconda e importantissima giornata di Vinitaly, ricca di appuntamenti e che vede qui riuniti, proprio ora in questa sala, importanti rappresentanti del mondo istituzionale e dell’impresa.

Ringrazio nuovamente il Ministro Mario Catania, che ci accompagna da ieri e si è trattenuto per affrontare con tutti voi l’interessante tavola rotonda “Diamo credito al vino italiano” che ci apprestiamo ad aprire, e naturalmente ringrazio Fedagri, nelle persone del Presidente Settore Vitivinicolo Adriano Orsi e del Presidente Nazionale Maurizio Gardini, per aver portato sul tavolo di questa edizione di Vinitaly un confronto di così alto livello su un tema cruciale.

Lascio naturalmente ad Adriano Orsi il piacere di dare il benvenuto e ringraziare, anche a nome nostro, tutti i protagonisti che animeranno la tavola rotonda, ma prima di passargli la parola desidero, da Presidente di Veronafiere, e anche da imprenditore, fare un’ultima riflessione:

I dati di affluenza di ieri, prima edizione di Vinitaly aperta con un calendario appositamente pensato per favorire la partecipazione degli addetti ai lavori ci confermano il grande fermento del settore.

Cifre coerenti con quanto abbiamo più volte ricordato in questi giorni sul valore del comparto vitivinicolo che, solo in Italia, ha generato nel 2011 un fatturato diretto di 10 miliardi di euro, con un export pari a 4,4 miliardi nel 2011 (+12% sull’anno precedente); l’Italia detiene una quota di mercato mondiale del 22%: Stati Uniti, Germania, Regno Unito i nostri primi importatori in valore.

ATTENZIONE PERO’. Non facciamoci ingannare. Gli oltre 380.000 produttori di vino italiani (che rappresentato il 23,5% del totale delle imprese agricole italiane per 700 mila occupati diretti che arrivano a 1,2 milioni con l’indotto primario), che hanno compiuto negli anni questo miracolo e che, a ragion veduta, vengono anche trattati come EROI, iniziano ad essere stanchi di questo ruolo. Credo sia giunto il momento di dare loro un po’ di pace, devono potersi alleggerire di un po’ di responsabilità che non gli competono e per questo deve essere rafforzato il SISTEMA.

Per definizione l’imprenditore deve saper rischiare ma per farlo ha bisogno di risorse e di potersi muovere in un sistema di regole chiare e paritarie.
Da un lato certo servono risorse finanziarie, e qui riuniti abbiamo i più importanti Istituti bancari chiamati a raccontarci i loro piani per offrire credito alle imprese; dall’altro servono le regole. Il nostro mercato è facile terreno di conquista per gli stranieri, mentre i nostri quando vanno all’estero non sono altrettanto agevolati e quelle percentuali importanti viste prima (Italia 22% della quota di mercato mondiale) sono frutto di fatiche e battaglie non più sostenibili.

Il mio augurio è che questo importante confronto diretto tra tutti gli attori decisionali del mercato contribuisca a compiere un ulteriore passo in questa direzione, per rafforzare ulteriormente il SISTEMA.

Vi ringrazio e vi auguro buon lavoro

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