Olio EVO e dazi USA: l’industria chiede esenzione, il made in Italy lavora sul posizionamento
Al convegno di SOL Expo il direttore della North American Olive Oil Association lancia l’appello all’amministrazione americana. La Pietra annuncia 10 milioni dedicati alla promozione nel Piano Olivicolo Nazionale. Il COI: la volatilità dei prezzi è strutturale, il clima la amplifica.
Dazi, cambiamenti climatici e deficit produttivo: il convegno inaugurale di SOL Expo dedicato alle “Sfide di mercato per l’olio di oliva in un mondo che cambia” ha messo sul tavolo i nodi più critici per il settore oleario internazionale. Sul palco del padiglione 12 di Veronafiere si sono confrontati il direttore aggiunto del COI Abderraouf Laajimi, il sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra e Joe Profaci, direttore della North American Olive Oil Association, insieme al presidente di Veronafiere Federico Bricolo, al presidente di Agenzia ICE Matteo Zoppas e al presidente di Fiesa-Confesercenti Daniele Erasmi.
Profaci: “Chiediamo esenzione, i dazi resteranno ma il mercato regge meglio del previsto”
Joe Profaci ha fotografato con chiarezza la situazione americana: «L’Amministrazione USA pensa che i dazi siano una parte importante per l’economia, quindi sono destinati a rimanere». L’associazione sta lavorando per ottenere un’esenzione, facendo leva sul fatto che la produzione domestica americana non è sufficiente a coprire il consumo interno. I dati però offrono un elemento di ottimismo: nel 2024, nonostante i prezzi siano saliti di circa il 25%, le vendite nella grande distribuzione si sono contratte solo dell’8%. «Segnale di un mercato meno elastico di quello che si possa pensare», ha commentato Profaci. A ridurre gli acquisti sono state soprattutto le famiglie con redditi sotto la media, mentre le fasce più benestanti hanno aumentato i consumi.
La Pietra: 10 milioni per la promozione, in arrivo anche lo spot sull’olio
Sul Piano Olivicolo Nazionale, il sottosegretario La Pietra ha dettagliato la parte dedicata alla comunicazione: «All’interno dei 300 milioni in discussione per il settore olivicolo abbiamo inserito una prima cifra di 10 milioni specificamente dedicati alla promozione, a cui si aggiungono 175 milioni nei prossimi cinque anni all’interno del framework OCM». In arrivo anche uno spot promozionale sull’olio, sulla stessa traccia della campagna già avviata per il vino.
Il COI: volatilità strutturale, il clima la rende più intensa
Abderraouf Laajimi ha inquadrato la dinamica dei prezzi in modo netto: «Non si tratta di fenomeni speculativi — la volatilità è una caratteristica strutturale di questo mercato». Dopo la campagna disastrosa 2023/24 a 2,58 milioni di tonnellate e il record 2024/25 a 3,57 milioni, la stagione in corso si chiuderà intorno a 3,4 milioni di tonnellate, un livello equilibrato. Il problema è che il cambiamento climatico rende queste oscillazioni più frequenti e più intense. La risposta, secondo il COI, passa da irrigazione migliorata, varietà resilienti e pratiche più sostenibili.
Zoppas: “Uscire dalla categoria delle commodity”
Per il presidente di Agenzia ICE Matteo Zoppas la sfida principale per l’EVO italiano è di posizionamento: «I volumi export crescono ma i ricavi a valore calano. Dobbiamo concentrare ancora di più gli sforzi di promozione e aiutare le imprese a raccontarsi meglio, per rendere la nostra offerta meno sostituibile». L’obiettivo dichiarato è uscire dalla logica delle commodity e consolidare una fascia di mercato premium che regga anche nelle fasi di pressione sui prezzi.

