Vinitaly 2026, il Nepente di Oliena si racconta: vendemmie anticipate, rosati e il ritorno di “Nepentes”
A Verona il Nepente, sotto denominazione del Cannonau ai piedi del Corrasi porta i numeri di una produzione di nicchia, circa 680 ettari vitati e meno di un milione di bottiglie, e una nuova postura stilistica, con rossi meno strutturati e un rosato in stile provenzale pensati per i consumatori più giovani. Nina Puddu (Cantina Fratelli Puddu): «Vogliamo rendere il Cannonau più contemporaneo senza perdere il legame con il territorio». Il 6 giugno a Oliena torna “Nepentes”, la festa dedicata al vino che Gabriele D’Annunzio definì “il vino degli dei”.
Nella 58ª edizione di Vinitaly, che al quartiere fieristico di Verona dal 12 al 15 aprile ha riunito oltre 4.000 aziende espositrici e circa 97.000 operatori, il Nepente di Oliena si conferma tra le espressioni più identitarie della viticoltura sarda. A Verona la Cantina Fratelli Puddu porta la voce di una sotto denominazione piccola nei numeri ma ampia nella riconoscibilità, nata ai piedi del massiccio del Corrasi e legata a doppio filo a Oliena.
Una denominazione di nicchia: circa 680 ettari e meno di un milione di bottiglie
Il Nepente di Oliena è una sotto denominazione del Cannonau di Sardegna DOC, concentrata quasi esclusivamente nel territorio comunale di Oliena, con una piccolissima quota a Orgosolo. «Gli ettari vitati della sotto denominazione Nepente di Oliena sono circa 680, quasi totalmente concentrati nel territorio comunale, con meno dell’1% a Orgosolo», spiega Nina Puddu. «Abbiamo rese molto basse, intorno ai 50-60 quintali per ettaro, e una produzione che non arriva al milione di bottiglie. È una produzione estremamente di nicchia, ma proprio per questo di grande valore».
La fisionomia produttiva conserva i tratti della tradizione contadina locale: accanto alle cantine strutturate lavorano numerosi viticoltori privati, in un equilibrio tra dimensione aziendale e dimensione familiare che oggi rappresenta uno dei tratti distintivi del territorio.
Vendemmie anticipate e un rosato in stile provenzale: il Nepente cerca i giovani
Se l’identità resta ancorata al Cannonau di montagna, rubino, corposo, con sentori di frutti rossi, spezie e note balsamiche, la Cantina Fratelli Puddu sta lavorando su una lettura stilistica più contemporanea del vitigno. «Abbiamo cercato di avvicinare questi vini al mondo dei giovani», racconta Nina Puddu. «Facciamo vendemmie anticipate e proponiamo rossi che non raggiungono i 14 gradi».
Accanto ai rossi, la gamma si è allargata a tipologie pensate per palati meno strutturalisti: «Abbiamo un Blanc de Noirs, un rosato molto delicato in stile provenzale e vini più freschi e immediati. L’obiettivo è rendere il Cannonau più contemporaneo senza perdere il legame con il territorio».
Export e tensioni globali: la piccola produzione come vantaggio
Il mercato del Nepente resta prevalentemente locale, con un forte presidio in Sardegna, ma l’interesse internazionale è in crescita, soprattutto in Europa del Nord e negli Stati Uniti. «Lavoriamo molto bene con l’estero, soprattutto Germania, Regno Unito e Stati Uniti», spiega Puddu. «Ma le tensioni geopolitiche e i costi logistici stanno diventando un problema. Il rischio è che il prezzo aumenti non per il valore del vino, ma per fattori esterni come trasporti e dazi».
Il posizionamento di nicchia, però, diventa una leva: «La piccola produzione può diventare un vantaggio, perché rende il prodotto più esclusivo e resiliente».
D’Annunzio e il “vino degli dei”: lo storytelling del Nepente prima dello storytelling
Il nome Nepente, dal greco “assenza di dolore”, deve molta della sua fortuna letteraria a Gabriele D’Annunzio, che nel 1910, in un articolo sul Corriere della Sera, lo consacrò come “il vino degli dei” e descrisse Oliena come «un meraviglioso paese ai piedi del monte più bello che Dio abbia creato, e produce un vino nel quale si sono infiltrate tutte le essenze della terra, il mirto, il corbezzolo, il cisto, il lentischio».
«Il suo contributo non è stato tecnico ma culturale e comunicativo», osserva Nina Puddu. «Ha trasformato un vino locale in un simbolo letterario, creando un’identità poetica che usiamo ancora oggi. Non ha inventato il vino, ma gli ha dato un nome e un racconto che sono rimasti immortali. È quello che oggi si definisce storytelling, ma che nel nostro caso nasce oltre un secolo fa».
Nepentes 2026: il 6 giugno a Oliena la festa del Cannonau del Corrasi
Il racconto del Nepente non si chiude a Verona. Il 6 giugno Oliena ospita una nuova edizione di “Nepentes”, la manifestazione promossa dal Presidio Turistico Galaveras e dedicata al vino simbolo del territorio. L’evento prende il via alle 19.00 nel centro storico, attorno al Giardino Calamida, con gli spazi all’aperto delle quattro cantine aziendali del territorio: Cantina Oliena, Cantina Fratelli Puddu, Giuliana Puligheddu e IoLei Winery, affiancate dai viticoltori privati selezionati da una giuria ONAV e AIS.
La formula tiene insieme grandi cantine e piccoli produttori locali, con un programma che affianca alle degustazioni tre gruppi musicali e performance itineranti di cori a tenore nelle vie del centro storico. «Nepentes 2026 sarà un’occasione unica per brindare alla bellezza, al lavoro, alla terra e alla comunità», conclude Nina Puddu. «Un calice che racchiude secoli di storia e un’anima profondamente sarda. Per me il Nepente è un vino di un territorio, diventato mito letterario italiano».

