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Slow Wine 2027, tutti i premi alla Sardegna: 21 Top Wine e 16 Vini Slow

Slow Wine Sardegna 2027 - Slow Food

Con 55 aziende recensite e sette nuovi ingressi, l’isola del vino alza l’asticella. Due nuove Chiocciole, otto Bottiglie e due Monete

Sono 21 i Top Wine sardi nella guida Slow Wine 2027 di Slow Food, e 16 di questi conquistano anche il riconoscimento di Vino Slow. Con la pubblicazione della lista completa, la Sardegna chiude il quadro della diciassettesima edizione con 55 aziende recensite, sette nuovi ingressi in guida e due nuove Chiocciole, quelle di Cantina Carta Filet e Antichi Vigneti Manca, entrambe premiate anche con un Vino Slow.

Tre vini portano inoltre il simbolo della moneta, che segnala un ottimo rapporto tra qualità e prezzo: il Cannonau di Sardegna Nostranu 2024 di Cantina Berritta, il Cannonau di Sardegna Sartiu 2024 di Giuseppe Sedilesu e il Fossile 2024 di Vigne Pinna.

I Top Wine sardi

Top Wine e Vino Slow

  • Arrògusu 2024 – Schirru
  • Beijo 2025 – Deperu Holler
  • Canàles 2022 – Cantine di Neoneli
  • Cannonau di Sardegna Nostranu 2024 – Cantina Berritta
  • Cannonau di Sardegna Sartiu 2024 – Giuseppe Sedilesu
  • Carignano del Sulcis Nerominiera 2024 – Enrico Esu
  • Cuba 2024 – Viticola Mereu
  • Filet 2023 – Cantina Carta Filet
  • Fossile 2024 – Vigne Pinna
  • Li Sureddi Bianco 2024 – Antichi Vigneti Manca
  • Malvasia di Bosa Riserva 2020 – G. Battista Columbu
  • Monica di Sardegna Murru 2023 – I Garagisti di Sorgono
  • Redagliadu 2024 – Agricola Sassu
  • Tenores 2020 – Tenute Dettori
  • Vermentino di Sardegna Pusole Bianco 2025 – Pusole
  • Zimò 2025 – Cantina Marco Canneddu

Top Wine

  • Cannonau di Sardegna Berteru Nuraghe Sas de Melas 2025 – Cantina Gungui
  • Cannonau di Sardegna Perdas Longas 2024 – Francesco Cadinu
  • Ghirada Garaunele Sa Panada 2025 – ‘Esole
  • Ghirada Gurguruò 2023 – VikeVike
  • Vermentino di Gallura Superiore Fiore del Sasso 2024 – La Contralta

I riconoscimenti alle cantine

Chiocciole

Il riconoscimento più identitario della guida va alle cantine che interpretano al meglio i valori di Slow Food. In Sardegna sono sette, due delle quali alla prima Chiocciola.

  • Antichi Vigneti Manca (nuova Chiocciola)
  • Cantina Carta Filet (nuova Chiocciola)
  • G. Battista Columbu
  • Deperu Holler
  • Pusole
  • Schirru
  • Giuseppe Sedilesu

Bottiglie

Premiano la qualità complessiva dei vini presentati alle degustazioni.

  • ‘Esole
  • Cantine di Neoneli
  • Enrico Esu
  • Cantina Gungui
  • I Garagisti di Sorgono
  • La Contralta
  • Tenute Dettori
  • VikeVike

Monete

Segnalano le cantine con il miglior rapporto tra qualità e prezzo sull’intera produzione.

  • Agricola Sassu
  • Vigne Pinna

La Sardegna raccontata da Slow Wine

Il racconto che la guida fa dell’isola è dichiaratamente parziale: lo sguardo si concentra sulle realtà artigiane, custodi di vigneti centenari e varietà autoctone, che affrontano crisi climatica e mercati in trasformazione con l’obiettivo di un vino più equo e sostenibile. Il comparto dominante, quello che produce la gran parte del vino sardo, non viene ignorato: secondo la redazione ha già conquistato l’immagine comune del vino isolano e non ha bisogno di ulteriore visibilità. La convinzione resta la stessa degli anni passati: la Sardegna è unica e irripetibile.

Il quadro però non è semplice. Diverse aziende quest’anno hanno ritardato l’imbottigliamento e alcune hanno ammesso apertamente di faticare con le vendite. Molti vignaioli sono costretti a guardare al resto d’Italia o all’estero per collocare le loro bottiglie, schiacciati sul mercato locale dalla forza commerciale dei grandi marchi, da sconti e promozioni che i piccoli non possono permettersi. La guida chiede un’alleanza più solida tra produttori e ristorazione, oltre a un maggiore impegno di operatori e istituzioni: troppi locali scelgono ancora le etichette più diffuse ed economiche invece di proporre una carta legata al territorio. Cagliari, secondo Slow Wine, è già un passo avanti e dimostra che il vino agricolo può trovare spazio, da entrambi i lati del bancone.

L’altra grande carta da giocare è il turismo. Ogni anno arrivano sull’isola migliaia di visitatori, molti dei quali si accontentano dell’offerta più immediata. Citando José Saramago e il suo “Viaggio in Portogallo”, la redazione invita a essere viaggiatori più che turisti: curiosi, pronti a scoprire la Sardegna più autentica anche attraverso il bicchiere.

La guida Slow Wine 2027 sarà presentata a Milano il 17 ottobre.

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