Tre Vernaccia, tre ori: Silvio Carta trionfa a WOW! 2025
Baratili San Pietro – Tre medaglie d’oro su 239 assegnate dall’ottava edizione di WOW! The Italian Wine Competition. La cantina Silvio Carta centra il bersaglio grosso con Kusidura Isola dei Nuraghi IGT, Sa Crannatza de Silviu Cata Valle del Tirso IGT e Vernaccia di Oristano Riserva DOC 2002.
La competizione di Civiltà del bere ha premiato qualità e tipicità con una giuria di esperti italiani che ha valutato circa mille campioni. Per Silvio Carta è la conferma di una strategia vincente: accanto alla produzione di vini e distillati, l’azienda ha fatto della Vernaccia il proprio cavallo di battaglia.
Il Kusidura, il blend innovativo
Il primo oro arriva con Kusidura – che in sardo significa “cucitura” – un assemblaggio che mescola Vernaccia con i rossi simbolo dell’isola: Cannonau, Carignano e Cagnulari.
Il blend unisce Vernaccia giovane con una selezione invecchiata vent’anni in castagno e uve rosse sarde: Cannonau, Carignano e Cagnulari. Il vino mantiene la caratteristica nota di mandorla amara della Vernaccia ma guadagna struttura e complessità. Dopo la medaglia d’argento al Mundus Vini 2025 in Germania, arriva la consacrazione italiana.
Sa Crannatza per i 95 anni del fondatore
Il secondo oro celebra Silvio Carta, fondatore dell’azienda nel 1950. Sa Crannatza de Silviu Cata nasce per il suo novantacinquesimo compleanno: Vernaccia 100%, cinque anni in botti secolari di castagno sardo, 18,5 gradi alcolici.
Il vino riprende lo stile delle Vernacce storiche degli anni ’60 e ’70, quando la produzione sarda faceva scuola. Colore oro antico e “Sa Storia” scritto in etichetta completano l’omaggio al patriarca dell’azienda.
La Riserva 2002 sul podio
Il terzo oro va alla Vernaccia di Oristano Riserva DOC 2002, già riconosciuta dalla guida 5Star Wines 2026 di Vinitaly con 92/100 punti.
La produzione segue il disciplinare tradizionale: uve raccolte in sovramaturazione, affinamento in botti di castagno riempite parzialmente. Lo sviluppo spontaneo del “flor” – il velo di lieviti sulla superficie – conferisce i profumi caratteristici di miele di castagno, amaretto e mandorla amara.
Dietro i tre riconoscimenti c’è la strategia di Elio Carta, al timone dell’azienda dal 1972. Accanto alla produzione di liquori, distillati e gin che ha reso nota la cantina anche all’estero, la famiglia ha mantenuto un legame particolare con la Vernaccia di Oristano come simbolo della propria identità.
Tre vini, tre interpretazioni dello stesso vitigno, una sola direzione: la Vernaccia come marchio di fabbrica. I risultati di WOW! 2025 gli danno ragione.

